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Cosa è Roma per me

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Cosa è Roma per me

Un racconto personale tra quartieri, periferie e luce della città

È molto complicato spiegare cosa sia Roma per me in poche parole. Ma ci provo.

Partirei da un concetto molto semplice, quasi geografico: per me Roma va ben oltre i confini amministrativi della città. Roma arriva al mare, lambisce i laghi, si allunga fino ai monti che la circondano.

Potrei dire che Roma è uno stato mentale, e non mentirei.

Ancora di più: Roma è una condizione della luce.
Una luce sempre diversa e sempre uguale a se stessa, che per me è diventata un conforto.

Questa città enorme l’ho vissuta in condizioni economiche e abitative molto diverse tra loro. Eppure non mi ha mai lasciato indietro.
Per questo le sono grata.

Sono grata anche a un certo modo di essere romani: un modo che ti salva sempre dal rischio della retorica e dell’autoincensamento.


Roma è casa

Roma per me è casa.

Una casa di cui conosco perfettamente i difetti: le tubature che perdono, l’impianto elettrico che ogni tanto fa cilecca.

Eppure è una casa che non voglio lasciare.

Allora mi incaponisco. Cerco soluzioni, compromessi, modi per viverla al meglio.

Perché Roma è una città che sa metterti alla prova, fisicamente e mentalmente.


Roma è il mio rifugio

Roma è il mio rifugio.

A volte mi basta prendere un autobus e tornare nel quartiere dove sono cresciuta. Ritrovare il bar di sempre, il parco dove passavo i pomeriggi.

Mi siedo su una panchina e ritrovo me stessa.

E da lì posso ricominciare.


Una città piena di contraddizioni

Roma è il centro storico pieno di turisti e sempre più vuoto di residenti.
E questa cosa mi fa arrabbiare.

Ma Roma è anche la periferia dove non mi sento mai straniera, mai aliena.
Nemmeno quando qualcuno prova a farmi sentire così.

Roma è una città che straborda dai suoi confini.

Va oltre il Grande Raccordo Anulare — che confesso mi mette sempre un po’ di paura quando lo percorro — e arriva fino alle nuove municipalità, ai quartieri che continuano a crescere, come Ponte di Nona e tanti altri.


Roma è fatta di quartieri

Roma sono i monumenti, il Tevere, la Roma-Fiumicino che si allaga, lo spaghetto con le vongole a Fregene e la birretta ai cancelli di Ostia.

Roma è fatta di quartieri diversissimi tra loro.

È Vigna Clara e il Pigneto,
Prati e Tor Bella Monaca,
il Pinciano e la Magliana,
il Flaminio e Monti Tiburtini,
Centocelle e Collina Fleming,
Tormarancia e Monteverde Vecchio,
Trastevere e Labaro.

Una città fatta di pezzi diversi che insieme creano qualcosa di unico.


Una dea generosa e matrigna

Roma è una dea generosa e matrigna.

Una città che può spingerti sull’orlo dell’abisso e che ti tiene sempre sul filo della sopravvivenza.

Ma se sei fortunata può regalarti anche momenti di felicità enormi.

Roma è così: ti fa venire voglia di scappare via, di lasciarla.

Poi però ti guarda con quella faccia da zingara e con la voce di Monica Vitti ti dice:

“Aho, ma do’ stai ‘anna?”

E tu ti giri.

E capisci che t’ha fregato un’altra volta.


Se vuoi leggere altri articoli di Chiara Mazza su Il Talento di Roma puoi trovarli qui. https://www.iltalentodiroma.com/2023/05/28/il-progetto-noi-fin-qui/

(Foto dal web)