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una passeggiata prenestina

Una passeggiata prenestina.

di Alfonso Iampieri

Una passeggiata prenestina, un viaggio temporale che parte da un museo postmoderno per concludersi presso una testimonianza meravigliosa della Roma antica. Dal Museo MAAM mi muoverò sulla direttrice della via Prenestina e vi racconterò il parco di Villa dei Gordiani,  il lago dell’ex Snia (o lago Sandro Pertini), il torrione prenestino e infine Porta Maggiore.

IL MUSEO DELL’ ALTRO E DELL’ ALTROVE: METROPOLIZ

 

Da oltre dieci anni esiste a Roma un museo del tutto particolare il cui acronimo è MAAM, Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia.
Si trova nell’ex stabilimento Fiorucci al 913 di via Prenestina.
Il museo, autogestito da un gruppo di volontari che risiedono negli stessi spazi, è aperto ogni sabato dalle dieci di mattina fino a circa le diciotto e ogni primo del sabato del mese accoglie un evento di respiro internazionale. Si può accedere con una donazione libera.
Negli anni il MAAM è diventato laboratorio permanente di svariati artisti che si sono cimentati con installazioni e murales dando vita a mille posti in un solo luogo, come succede spesso nei laboratori sociali.
Vecchi macchinari e opere d’arte si contaminano fino a dar vita ad un unicum che scuote il visitatore e lo porta ad interrogarsi sul rapporto arte/società.

 

Una Passeggiata Prenestina Maam


Mi piace raccontare le emozioni dei posti e vi invito a visitarlo potrete usufruire anche della visita guidata, gratuita, offerta dagli abitanti del posto, nato da un’occupazione, con gli occhi puliti e liberi da pregiudizi,vi sorprenderà.
Non è un bel museo, non è elegante come il MAXXI, non è ieratico come i Vaticani o Galleria Borghese, è un posto disturbante, inquietante, ipnotico ma dannatamente vivo , ti fa uscire con interrogativi nuovi e fa emergere vecchi ricordi.
È un posto che consiglio a chiunque non si approcci alle espressioni artistiche con la spocchia dell’esperto ma che voglia lasciarsi stupire da una realtà tutta particolare e per questo importante alle porte di Roma dove troverete le opere di streetartist di fama internazionale e persone entusiaste del loro progetto.

 

VILLA GORDIANI: UN PARCO ARCHEOLOGICO ALLA FERMATA DEL TRAM

 

La mia passeggiata prenestina prosegue e nel mio avvicinamento al centro di Roma  ho trovato sulla mia destra la Villa dei Gordiani :un parco dove è possibile ammirare i resti di una Villa di epoca romana e a cui si accede direttamente dalla Prenestina.
Il complesso risalirebbe all’epoca di Giulio Cesare, purtroppo ne rimangono pochi resti visibili poiché gli scavi sono stati ricoperti per motivi di sicurezza negli anni settanta e non si è proseguito con una campagna sistematica reso difficile dalla forte urbanizzazione del quadrante che la ospita.

 

Una Passeggiata Prenestina Villa Gordiani


Tra le strutture ancora visibili è spettacolare il Mausoleo ora in fase di restauro e merita attenzione anche un’altra struttura che parrebbe essere stato l’atrio di una villa imperiale imponente di cui non fatichiamo ad immaginare la magnificenza.
Al pari di altre costruzioni coeve anche questa villa è stata usata nei secoli nei modi più diversi: ci sono resti di stalle e costruzioni agricole medievali che man mano sono andate scomparendo salvo rinvenire alla luce grazie agli scavi degli anni Sessanta.
Si sta bene a Villa Gordiani, è un angolo di pace nel bel mezzo del traffico romano dove poter godere anche della Storia Antica della città.

 

Bonus: il proprietario del chioschetto antistante il parco è di una gentilezza d’altri tempi. Anche prendere un caffè doppio diventa l’occasione per scoprire la generosità delle persone. Mi sono sentito a casa quando mi ha offerto due sleppe di pizza bianca perchè gliene avevano portata troppa ;-)

 

L’ EX SNIA, IL PARCO DELLE ENERGIE E IL LAGO CHE RESISTE

 

 

Poche centinaia di metri dopo Villa Gordiani troviamo il Parco delle Energie che ospita un “lago”, il solo naturale in città, nato per un fortunato errore nei pressi dello stabilimento industriale abbandonato della Snia Viscosa: sicuramente una delle tappe più attese della mia passeggiata prenestina.

                            una passeggiata prenestina ex snia


Nel 1992 i nuovi proprietari del terreno ottennero i permessi per realizzare un centro commerciale al posto della fabbrica, iniziarono i lavori, partendo dai parcheggi sotterranei, tuttavia quando andarono a scavare arrivarono a incrociare la vena d’acqua sorgiva detta Bullicante che immediatamente invase lo scavo realizzato.
Provarono con l’uso di idrovore e di ogni altro mezzo possibile a liberare l’invaso che si era creato, tuttavia a causa di un fortunale molto intenso si creò un intasamento dell’impianto fognario che allagò la zona circostante fino al Pigneto e rese vano ogni successivo tentativo di ripristino.

Da allora il lago è diventato per residenti e non un posto da difendere dall’ennesima colata di cemento.

Uno specchio d’acqua, di fatto, sorgiva e potabile che ha cambiato il microclima della zona

 

                              una passeggiata prenestina ex snia


Ha recentemente ottenuto il riconoscimento del WWF come riserva dopo esser diventato il rifugio di molte specie in via di estinzione.
Ha prima preso il nome di Lago Bullicante e poi quello di Lago Sandro Pertini in omaggio al Presidente partigiano per riconoscere a questo lago la capacità della resistenza contro ogni tentativo di nasconderlo o prosciugarlo.
E’ un posto bello e surreale dove si vede lo scheletro della fabbrica invaso dagli alberi e che sembra proteggano il lago e i suoi ospiti.
Volontari del WWF e abitanti della zona si occupano della gestione del sito. L’accesso è libero c’è un punto di ristoro interno.

 

IL MAUSOLEO DIMENTICATO

 

Proseguendo la mia passeggiata prenestina dopo qualche chilometro, trovo alla mia destra il Torrione prenestino.
Il torrione in realtà è una tomba a tumulo, come il Mausoleo di Augusto e di Castel Sant’Angelo, risalente al I secolo a.C., dalle dimensioni paragonabili a quello di Monte del Grano, al Quadraro probabile mausoleo dell’imperatore Alessandro Severo e del Mausoleo dell’imperatore Gallieno sull’Appia Antica.
La struttura consiste in un ampio tamburo circolare in calcestruzzo romano (originariamente interamente lastricato di marmo) che racchiude al centro la cella sepolcrale in travertino.
A differenza degli altri però non si sa a chi appartenesse l’imponente monumento funerario.

 

                           

 

 

Nel medioevo fu sede di un’importante vigneto di proprietà della famiglia Ruffini che lo cedette ai Padri domenicani irlandesi agli inizi del 1700; a quel periodo risale il leggendario banchetto in onore del Principe di Galles.
Nel 1911 venne acquistato dallo Stato Italiano che voleva lottizzarlo per costruire negli spazi liberi.

Tutte le costruzioni rinascimentali o tardo romaniche nell’area del Torrione sono andate distrutte durante il bombardamento di San Lorenzo della seconda guerra mondiale.
Il giorno più buio del Torrione certamente fu quando una parte della struttura venne abbattuta per i lavori di allargamento della Via Prenestina.

Sono contento di essermi soffermato a vederlo da vicino e averne approfondito la storia dopo esserci passato davanti per anni senza trovare il tempo di fermarmi per vedere e capire meglio questa splendida testimonianza di grandezza e di culto dei morti nell’antica Roma. 

 

ULTIMA FERMATA PORTA MAGGIORE

 

 


 

Porta Maggiore è un imponente monumento di travertino romano eretto nel 52 d.c. per permettere agli acquedotti Claudio e Anio Novus di passare sopra via Prenestina e via Labicana che venne poi inglobata nelle mura Aureliane.

La porta ha due fornici impressionanti per altezza e possanza.

Lì sono ancora visibili le scritte che sormontano la struttura e narrano la costruzione e i successivi interventi fatti per aggiornarla ai diversi usi avuti nel tempo. Solo nel Novecento con la sistemazione urbanistica del piazzale Labicano si è tornati a un aspetto assai simile all’originale.
Di fronte si trova una struttura, che a me piace molto, fatta di cilindri sovrapposti ed è nota come la Tomba del Fornaio Eurisiace essendo un monumento funebre per un panettiere liberto che per celebrare la ottenuta ricchezza si fece costruire una tomba fatta a forma di forno per sottolineare la sua professione di panarium.

Mi è sempre piaciuta Porta Maggiore per me è esattamente Roma.
In mezzo al traffico caotico – possiamo dire che è uno delle più gigantesche rotatorie della città- lei rimane serafica e maestosa a sorvegliare

Il caos che non la scalfisce da oltre duemila anni.
Mi piace immaginare che spettacolo potesse essere per chi arrivava a Roma dalla Prenestina trovarsi di fronte ad un tale spettacolo.

 

La mia passeggiata prenestina è giunta al termine spero di avervi fatto compagnia e suscitato in voi la curiosità di vedere almeno uno dei posti di cui vi ho parlato. 

Noi del Talento di Roma siamo convinti che la città eterna sia da conoscere al centro come in periferia.

 

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