Sulle tracce del film “La finestra di fronte” di Ferzan Ozpetek
Sulle tracce de “La finestra di Fronte”
Sono molteplici i film ambientati a Roma che hanno raccontato sul grande schermo la storia della Seconda Guerra Mondiale e in particolare gli orrori legati alla persecuzione degli ebrei da parte del regime fascista e delle truppe naziste; tra i tanti abbiamo scelto di raccontarvi, in occasione della settimana che include la Giornata della Memoria, La finestra di fronte di Ferzan Özpetek.
Uscito nelle sale nel 2003, il pluripremiato film del regista turco con protagonisti Giovanna Mezzogiorno, Raul Bova e Filippo Nigro è l’ultima opera recitata dall’attore Massimo Girotti, morto poco dopo la fine delle riprese.
Il film, oltre a narrare le vicende di un matrimonio in crisi e di una possibile nuova relazione tra due vicini di casa, racconta il dramma umano di un uomo ormai anziano, omosessuale ed ebreo, scampato al rastrellamento del ghetto di Roma da parte dei soldati tedeschi all’alba del 16 ottobre 1943, durante il quale scelse di avvertire il maggior numero di persone possibili per farle mettere in salvo, piuttosto che avvisare l’uomo che amava, il quale dopo la cattura non fece più ritorno a casa.
Il film, girato in esterno a Roma, offre una visione di luoghi della città che non rientrano nel circuito dei classici tour turistici organizzati, ma che sono in realtà tra i posti più caratteristici e affascinanti della città eterna e che ruotano tutti intorno al ghetto di Roma, il quartiere storico della comunità ebraica fin dai tempi dell’Impero Romano.
Ponte Sisto

Il primo ponte realizzato in epoca moderna fa da sfondo ad una delle scene iniziali del film, quando Giovanna Mezzogiorno e Filippo Nigro dopo un battibecco incontrano per la prima volta Massimo Girotti, in evidente stato confusionale. Ponte Sisto che deve il suo attuale nome a Papa Sisto IV venne costruito nel XV secolo su un precedente sito di un antico ponte romano e collega i rioni Trastevere e Regola e, più a sud, il quartiere ebraico. Il ponte a quattro arcate ha la caratteristica forma a dorso d’asino e presenta un foro circolare al centro della struttura utilizzato nel corso dei secoli per monitorare le piene del fiume Tevere. Ponte Sisto che è uno dei ponti pedonali di Roma e da cui si gode una vista superba sull’isola Tiberina, è stato restaurato non senza polemiche per il Giubileo del 2000 eliminando le passerelle metalliche in ferro e ghisa introdotte nell’800.
Piazza Mattei

Questa piccola piazza del centro storico che si sviluppa lungo via dei Falegnami dove Giovanna Mezzogiorno e Raul Bova prendono un caffè insieme, è uno dei punti di accesso all’area pedonale dell’antico ghetto ebraico di Roma. Sebbene non famosa all’estero come altri luoghi della città anche per le sue proporzioni minute, piazza Mattei è un piccolo gioiello reso stupendo grazie alla preziosa fontana monumentale di epoca rinascimentale che sorge al centro della piazza: la fontana delle tartarughe. Realizzata a metà del XVI secolo su disegno di Giacomo della Porta, la caratteristica principale di questa fontana in pietra e bronzo, è rappresentata dalle quattro tartarughe che cercano di entrare nell’ultimo piano della fontana, sospinte da quattro efebi. Si dice che queste quattro tartarughe siano state aggiunte successivamente da Gian Lorenzo Bernini durante i lavori di restauro e soggette nel corso del tempo a numerosi furti, motivo per cui gli originali sono custoditi all’interno dei Musei Capitolini.
Parco di Monte Caprino
Questo parco, localizzato sul colle Capitolino, è il luogo dove negli anni ’40 il giovane Massimo Girotti lasciava al suo amante lettere d’amore nascoste tra le fessure della fontana e dove ai giorni nostri si incontrano anche Giovanna Mezzogiorno e il suo vicino di casa Raul Bova.
La storia di monte Caprino si perde nella notte dei tempi e si confonde sull’origine mitologica della nascita di Roma, quel che è certo è che deve il suo nome al fatto che, durante l’anno Mille, l’area era luogo di pascolo per pecore e capre. Il parco allestito con panchine, aiuole e la suddetta fontana non ha goduto sempre di ottima fama e purtroppo molto spesso è stato lasciato all’incuria e al degrado, rendendolo un luogo poco frequentato dai romani. Peccato, perché dai giardini di Monte Caprino si può ammirare un panorama superbo sullo storico ghetto ebraico con il teatro Marcello e del Tempio Maggiore, la Sinagoga di Roma con la caratteristica cupola quadrata in alluminio.
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