Gli “ex” di Roma
Un breve itinerario alla scoperta degli “ex” di Roma
Quando gli edifici dismessi tornano a vivere
Una passeggiata tra gli “ex” di Roma: edifici dismessi che, grazie a impegno e forza di volontà, sono tornati a vivere restituendo alla città nuove e vivaci forme di cultura.
Roma è piena di luoghi che hanno cambiato pelle. Spazi che un tempo ospitavano fabbriche, centrali elettriche o ospedali e che oggi sono diventati musei, teatri e centri culturali.
C’erano una volta mattatoi e salumifici. Ma non solo.
C’erano una volta centrali elettriche, manicomi e saponifici.
Erano luoghi vivi, costruiti per svolgere una funzione precisa:
le luci della centrale elettrica accese, i salumi pronti per essere venduti, la carne macellata e distribuita per tutta la capitale, e l’“hospitale de’ poveri forestieri et pazzi dell’Alma Città di Roma” attraversato da voci e presenze.
Poi, come spesso accade, arriva un momento in cui gli ingranaggi si fermano. I rumori diventano brusii, le voci si affievoliscono e sembra che la storia finisca.
Ma il cambiamento nasce proprio dalle rotture.
Ed è proprio da quelle rotture che può cominciare una nuova vita.
Andiamo quindi alla scoperta degli “ex” di Roma, luoghi abbandonati che sono stati trasformati in spazi culturali e artistici.
Ostiense: archeologia industriale e arte contemporanea
L’area Ostiense è sicuramente una delle zone di Roma che offre la maggiore concentrazione di esempi di riconversione urbana.
Qui troviamo due luoghi simbolo:
l’Ex Mattatoio
la Centrale Montemartini
L’Ex Mattatoio di Testaccio
L’Ex Mattatoio è oggi uno dei poli culturali più importanti della città. Situato nel quartiere Testaccio, all’interno di un grande complesso ottocentesco, è diventato nel tempo uno spazio dedicato alla sperimentazione artistica.
Per anni è stato sede del MACRO Testaccio, museo di arte contemporanea, e ancora oggi ospita mostre, eventi e iniziative culturali.
La struttura rappresenta uno dei migliori esempi di archeologia industriale romana e dimostra come uno spazio nato per la produzione possa trasformarsi in luogo di creatività.

La Centrale Montemartini
Se invece si ama l’arte classica, non può mancare una visita alla Centrale Montemartini.
Qui il contrasto tra passato industriale e arte antica crea un risultato sorprendente: accanto ai vecchi macchinari della centrale elettrica compaiono statue romane e reperti archeologici.
Inizialmente la sede doveva essere solo temporanea per ospitare alcune opere dei Musei Capitolini. Ma il successo del progetto ha portato a trasformarla in un museo permanente.

L’Ex Mira Lanza e la street art
Nel quadrante Ostiense–Marconi si trova anche un luogo meno conosciuto ma molto affascinante: l’Ex Mira Lanza.
Questo grande saponificio, dismesso nel 1957, è stato parzialmente distrutto da un incendio nel 2014 dopo uno sgombero. L’area doveva far parte di un progetto di riqualificazione più ampio – in origine era prevista anche la Casa dello Studente – ma oggi resta uno spazio incompiuto.
All’interno del complesso è stato recuperato il settore dove oggi sorge il Teatro India, uno dei teatri più interessanti della scena contemporanea romana.
Proprio qui lo street artist francese Seth, in residenza artistica al teatro, ha deciso di oltrepassare i confini dell’arte “autorizzata” per entrare nel territorio del clandestino, colorando i muri abbandonati dell’ex saponificio.

Roma Est: il MAAM
Spostandosi a Tor Sapienza, a Roma Est, troviamo un altro esempio sorprendente di trasformazione urbana.
L’Ex Salumificio Fiorucci è diventato il MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove.
Questo edificio industriale dismesso è oggi uno spazio abitato da numerose famiglie e trasformato in un museo di arte contemporanea a cielo aperto.
Il MAAM è considerato da molti il terzo grande museo d’arte contemporanea di Roma, dopo il MACRO e il MAXXI.

Roma Nord: il Museo Laboratorio della Mente
L’itinerario tra gli “ex” di Roma continua anche a Roma Nord, all’interno dell’Ex Ospedale Psichiatrico Santa Maria della Pietà.
Qui nel 2008, nove anni dopo la chiusura del manicomio, è stato inaugurato il Museo Laboratorio della Mente.
Si tratta di un percorso immersivo che racconta le storie delle persone che hanno vissuto nel manicomio, ma anche le pratiche e le politiche istituzionali che hanno segnato la storia della psichiatria in Italia.
Il museo invita il pubblico a confrontarsi con il tema dell’alterità e della malattia mentale attraverso un’esperienza intensa e a tratti destabilizzante.
Attualmente lo spazio è chiuso per lavori di ristrutturazione, ma è possibile effettuare una visita virtuale in attesa della riapertura.
Gli “ex” di Roma: una città che si trasforma
Roma è una città che cambia lentamente, ma cambia.
Gli edifici abbandonati non sono soltanto segni del passato: possono diventare nuovi luoghi di cultura, arte e sperimentazione.
Gli “ex” di Roma raccontano proprio questo: la capacità della città di reinventarsi, trasformando la memoria industriale in nuovi spazi di creatività.
Se volete leggere gli altri titoli di Chiara Leporati per il Talento di Roma cliccate qui


