Gli archetipi femminili: Artemide
Gli archetipi femminili: Artemide
Nell’articolo precedente Gli archetipi femminili: le dee vergini è stato descritto il gruppo delle dee vergini e le loro caratteristiche.
In questo articolo approfondiremo la figura di Artemide/Diana, dea della caccia e della luna.
Artemide vive nelle foreste, circondata dagli animali selvatici, dai suoi cani da caccia e dalla Ninfe. Il mito narra che abbia aiutato la madre Leto, a partorire il fratello Apollo, durante un travaglio durato nove giorni. Tutta la sua vita fu dedicata ad aiutare la madre e altre donne vittime di violenze e soprusi maschili, diventando spietata e implacabile. Quando conobbe il padre Zeus, gli chiese una arco e frecce e la castità eterna.
Da queste righe si comprende la ragione per cui Artemide sia divenuta l’archetipo del femminismo, della sorellanza e alleanza tra donne, dell’indipendenza e dell’autonomia e della vita vissuta in armonia con la natura, da cui emerge anche un tratto molto spirituale. Infatti, essendo la dea della Luna, incarna l’archetipo della meditazione, dell’introspezione e della riflessione interiore, di contemplazione, di pensiero profondo che nasce grazie alla luce o al riflesso della luna. La sua bravura nella caccia e l’abilità di centrare, con il suo arco e freccia, un bersaglio a qualsia distanza, hanno reso l’archetipo di Artemide rappresentativo della capacità e della determinazione di perseguire uno scopo, seppur lontano e difficile.

Musei Capitolini, Roma Gruppo di Artemide e Ifigenia, 150 d.C. ca.
Le donne che presentano i tratti archetipici di Artemide, sono donne a cui piace rifugiarsi nella natura, sono dotate di fervida immaginazione e trovano giovamento nella solitudine: tutte doti che servono per sviluppare autonomia e indipendenza.
“Al chiaro di luna chi è in contatto con la dimensione Artemide diviene parte inconsapevole della natura, per qualche istante in essa e tutt’uno con essa.” Jean Bolen

I lati oscuri dell’archetipo Artemide
Come ogni archetipo, anche quello di Artemide presenta dei lati oscuri che fanno da contraltare ai suoi molteplici doni e qualità. Ognuno di questi lati può essere migliorato e illuminato per trovare un sano equilibrio. Eccone alcuni.
- Non riesce a mantenere relazioni sentimentali lunghe perché si stanca appena il partner dimostra di aver bisogno di lei e la sensazione di “caccia” è terminata,
- Disprezza la vulnerabilità e la debolezza negli esseri e in se stessa quando le sembra di averne
- La rabbia artemidea è una rabbia distruttrice, rappresentata in mitologia dal cinghiale Calidonio. Deve controllarla per non rovinare i suoi rapporti sia personali che professionali.
- La sua inaccessibilità e distanza emotiva sono dovute alla totale concentrazione della donna Artemide sul lavoro e al perseguimento dei suoi obiettivi, che non le fanno notare e percepire i sentimenti e gli stati d’animo delle persone che la circondano.

Come coltivare Artemide
Molte donne si riconoscono o si identificano nell’archetipo di Artemide immediatamente, altre hanno desiderio o bisogno di attivarla maggiormente. Ecco come fare.
- Imparare ad apprezzare momenti di solitudine
- Non interrompere o lasciare da parte i propri progetti quando si iniziano delle relazioni sentimentali
- Organizzare viaggi o ritrovi con amiche o donne con stessi interessi e passioni
- Cimentarsi in un viaggio da sola
- Trovare beneficio nell’immersione nella natura
- Prendere un animale domestico
- Iniziare uno sport e gareggiare in competizioni anche non importanti
- Attivarsi per il supporto e l’aiuto ad altre donne in situazioni svantaggiate
Nel prossimo articolo parleremo dell’archetipo della donna Atena
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