L’Appia Antica in bicicletta
L’Appia Antica in bicicletta
Perché non concedersi una biciclettata in un’altra epoca? Ecco un mini tour sulle due ruote alla scoperta della regina viarum, l’Appia Antica.
Anche se è caldo, parecchio caldo, c’è voglia di aria aperta. Dopo questi ultimi due anni in cui tanto del nostro tempo l’abbiamo passato tra le quattro mura di casa, perché non concedersi una biciclettata – non in un posto qualsiasi, non lungo un viale in cui scooter e macchine la fanno da padroni – in un’altra epoca? Come? In mountain bike sulla Regina viarum, l’Appia Antica, attraversando prima uno dei parchi più frequentati dai cittadini, la Caffarella.

E anche se non si possiede una propria bicicletta, nessun problema! Basterà salire sulla linea A della metropolitana, scendere a Colli Albani e seguire le indicazioni per il Parco della Caffarella. Cinque minuti a piedi e sarà possibile noleggiarne una proprio all’ingresso del parco, sulla via Latina. Ora non resta che montare in sella con zaino in spalla e borraccia alla mano, ed ecco una domenica diversa dal solito. Un viaggio indietro nel tempo, tra pini marittimi e un tripudio di monumenti che fanno capolino ad ogni angolo.
Il mini tour inizia così: schiamazzi di bimbi intenti a rincorrersi, giovani presi dalla lettura di un libro, odore di carne alla brace dei barbecue, innamorati distesi sotto un albero e la Vaccareccia, un casale rinascimentale con torre medievale e una grande aia.
E poi così, d’un tratto, una o due curve più in là, lungo un sentiero silenzioso, il Sepolcro di Annia Regilla: poche persone, un cartello con le spiegazioni, l’orario di apertura e questo piccolo monumento funerario, a forma di tempietto, dove riposa la moglie di Erode Attico. Proseguendo lungo via della Caffarella, dopo una quindicina di minuti di pedalata, ecco l’arrivo sull’Appia Antica.

Verde, rigogliosa, la strada lastricata – con ancora in evidenza i solchi degli antichi carri – è proprio lì davanti a noi. Costeggiata da entrambi i lati da folti alberi, si pedalerà proprio dove i Romani hanno poggiato i loro piedi. E tra un pino marittimo e l’altro, ecco spuntare una stele funeraria e uno o più sarcofagi. Ci si potrà fermare all’incirca ogni due-tre pedalate, fare milioni di foto e cimentarsi nella lettura delle epigrafi.

E mentre si prosegue in direzione del Mausoleo di Cecilia Metella, perché non infilare la testa tra i cancelli delle magnifiche ville che si affacciano sull’Appia? Non a caso, data la bellezza, molte vengono richieste per matrimoni e non sarà strano incontrare una sposa e uno sposo impegnati nel servizio fotografico.
Eccoci al terzo miglio, arrivati in quello che quasi tutti riconoscono come il monumento simbolo dell’Appia Antica e, infatti, è la classica cartolina/foto da scegliere e da inviare agli amici: il Mausoleo di Cecilia Metella che rappresenta uno dei punti più pittoreschi del tour. Ha affascinato studiosi di arte, archeologia, architetti, ed è stato disegnato fin dal Rinascimento.

È una tomba, più precisamente la tomba di una nobildonna del I secolo a.C., di cui si conosce il nome, Cecilia, e la famiglia di provenienza, Metelli, grazie alla lapide marmorea posta sulla sommità del monumento e rivolta verso la strada. La costruzione è affascinante: posizionata su un rilievo che le permetteva di essere vista anche in lontananza, è stata poi inglobata in un vero e proprio borgo fortificato, chiamato il Castrum Caetani, circondato da mura e costituito da un palazzo, da una chiesa – la chiesa di San Nicola, che si trova proprio dall’altra parte della strada rispetto al mausoleo – e da piccole case. La tomba di Cecilia divenne, quindi, una torre di avvistamento e, non a caso, alzando lo sguardo, si possono ammirare le merlature medievali che cingono il cilindro. Questo il motivo per cui oggi si ha la fortuna di imbattersi in un così ben intatto monumento risalente a più di 2000 anni fa.

Un consiglio: se il caldo non è eccessivo e se i polpacci non sono troppo doloranti, vale la pena regalarsi un’altra sosta: il Complesso di Massenzio costituito dalla Villa di questo stesso imperatore, dal Circo e dal Mausoleo di Valerio Romolo. Merita sicuramente un pit stop, anche solo per le foto da cartolina che avrete la fortuna di scattare: le rovine del circo con, sullo sfondo, potente e maestoso, il sepolcro di Cecilia.
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