I dilemmi estivi di Piazza Vittorio Diary.
I dilemmi estivi di Piazza Vittorio Diary.
Qui al Talento di Roma, la nostra anima grafica, il detentore dei segreti della nostra brand identity, ha deciso di smorzare i toni e di dedicare le illustrazioni di luglio a i dilemmi estivi.
In questa estate difficile in cui la crisi di governo ripropone vecchie geometrie dopo i proclama degli uomini nuovi. La siccità e il disastro climatico ci mettono davanti alle nostre responsabilità. Il covid torna in una nuova variante a ricordarci che nemmeno col caldo siamo al sicuro se non teniamo una condotta assennata. La guerra e la sua ombra scura a incupirci i pensieri noi cerchiamo risposte a domande sempiterne, i dilemmi di quando il termometro segna quaranta gradi e l’afa non da scampo.
Non i dilemmi che torcono lo stomaco, attanagliano le meningi e scuotono il cuore.
I dilemmi estivi sono quelli leggeri ma che dicono molto delle nostre personalità e vanno sciolti con sincerità e chiarezza.

Il primo dilemma: Sputare o Ingoiare?
Sputare o ingoiare? Estate vuol dire anguria, a Roma lo chiamiamo cocomero.
Per quanto sia una frutta deliziosa, zuccherina e reidratante. Per quanto sia il simbolo delle estati della nostra infanzia, quelle in cui, restati in città perché a ferragosto al mare troppa confusione, la passeggiata serale fino al lungotevere o al bivio della Via Ostiense per mangiare sul marciapiede davanti ad un chiosco una fetta di purpurea estasi rappresentava un appuntamento obbligato e rassicurante.
Bene, per quanto il cocomero, sia a tutti gli effetti una madeleine ci mette davanti al dilemma: sputare i semini neri e bianchi che infestano la fetta o ingoiarli con la polpa rubizza?
Io non saprei rispondere se non che, come in tutti i casi della vita: dipende dalle circostanze.

Il secondo dilemma: come entriamo in acqua?
Il secondo dilemma è proprio uno spartiacque.
Come entriamo in acqua dice molto di chi siamo e del nostro approccio alla vita e, secondo me, anche del momento che stiamo vivendo.
Da sempre io passo ore sulla battigia nel tentativo di un acclimatamento che impiega sempre troppo tempo a verificarsi, poi mi stanco di quella scena e sfinita entro in acqua per restare a mollo per ore come i bambini.
Invidio molto i tipi da tuffo a bomba, gli spavaldi della corsa che finisce nel tuffo di testa senza schizzi: io resterò (dentro di me) sempre la bambina riottosa che si trascina seduta dal bagnasciuga al mare vero e proprio per poi restare a mollo ore.
” Hai le labbra blu, le dita da vecchietta” diceva mio nonno e mia nonna gli rispondeva ” Ma che dici è appena entrata! è stata fino adesso seduta sul bagnasciuga”.
In fondo la vita è questione di strategia e io ho sempre amato stare sola ad osservare il mondo intorno a me e fermarsi in riva al mare con le gambe a mollo rimane uno dei modi migliori per farlo!
Le illustrazioni meravigliose sono di Gianluca Manna
Il testo è di Chiara Mazza

