Voi che fate?
Beh alla fine voi che fate, ve lo ponete questo dilemma, oppure no?
Perché pure se amiamo Monti, San Lorenzo, Torpigna e Montesacro, ogni tanto il romano esce da casa e va fuori Roma.
Esatto, fuori Roma.
Che non è solo fare una gita a Ostia o al Terminillo o a Palestrina da zia, no qui parliamo della vacanza in luoghi per il romano esotici, dai costumi e dalle usanze strane, dove parlano lingue misteriose e si applicano prezzi da distopia.
Quindi, il romano che fa?
Si mescola il più possibile ai locali, ovviamente da romano, oppure la sua appartenenza al Rione vince su tutto, ritirando fuori cose che a Roma, nella sua vita normale, non direbbe o farebbe mai e che risalgono a aneddoti de pora nonna? Questo è il dilemma estivo di oggi.
Situazione tipo: ristorante, poniamo, in Trentino, che per il romano doc è come fosse Copenhagen.
Esotismo nordico.
Il romano che vuole mescolarsi all’indigeno si informa su quale piatto è il più tradizionale, il più “a kilometri zero”, quello che impiega solo prodotti del luogo. Si informa graziosamente sul dove è stato raccolto il ribes rosso usato per quella torta di grano saraceno, a che altitudine trovano il tarassaco per quel tipo particolare di canederli, e come conservano lo speck ora che la temperatura aumenta di mezzo grado. Mangia tutto con passione, compra tutti gli ingredienti con cui poi replicherà la ricetta a casa (malamente) e comunica con cuochi, camerieri e baristi in una goffa replica del dialetto locale, con un curioso effetto-guzzanti.
Il romano-romano invece guarda il menu, lo studia, lo chiede in italiano, gli viene risposto che quello é il menu in italiano, medita due minuti sulla possibilità di nutrirsi di polenta e salsiccia ma poi rinuncia, perché anche se era un piatto che mamma faceva sempre verso dicembre, non è roba per lui, e osa l’inosabile. Chiede se si può avere na carbonara fuori menu, anche perché in caso lui ha con se del guanciale che si è portato da casa, che “nonsisamai”.
Il tutto avviene in una atmosfera ridanciana da fraschetta de frascati, sotto gli occhi divertiti degli altri avventori (austriaci, che comunque pensano di essere tipo in Albania) e inorriditi dei ristoratori.
Quindi, il dilemma: voi che fate? You blend or you stand?
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