Ferragosto a Vigne Nuove: sulle tracce di Un sacco bello
Ferragosto a Vigne Nuove
Sulle tracce di Enzo di Un sacco bello https://it.wikipedia.org/wiki/Un_sacco_bello
di Elisa Verrazzo
Festeggiare Ferragosto nel quartiere Vigne Nuove, emulando un celebre personaggio del primo film da regista di Carlo Verdone, uscito nelle sale cinematografiche più di quarant’anni fa, è diventata negli ultimi anni una piccola tradizione per gli appassionati di cinema romano.
Per capire il perché bisogna tornare indietro nel tempo.
Siamo nell’estate rovente di oltre quarant’anni fa. Un giovane Carlo Verdone interpreta Enzo, uno dei personaggi più memorabili del suo esordio cinematografico. Enzo è un trentenne romano spaccone, logorroico, pieno di sogni improbabili e di soluzioni geniali che spesso si trasformano in disastri.
Il suo obiettivo è semplice: svoltare Ferragosto.
Come? Organizzando un viaggio a Cracovia, insieme a un amico timido e impacciato. Il piano è quello di conquistare ragazze dell’Europa dell’Est grazie a doni che all’epoca erano considerati piccoli simboli del benessere occidentale: calze di nylon e penne Bic portate da Roma.
Il punto di ritrovo per la partenza è uno dei luoghi più iconici del film.
Un posto che nel film prende il nome di “palo della morte”.
Il palo della morte
Il “palo della morte” era in realtà un traliccio dell’alta tensione situato al centro di una rotatoria, circondato dal nulla nella periferia romana di Vigne Nuove, all’epoca uno dei quartieri più esterni della città.
In quella scena il silenzio della periferia viene interrotto dal celebre fischio musicale composto da Ennio Morricone, una delle colonne sonore più riconoscibili del cinema italiano.
Quel momento è entrato nella memoria collettiva di Roma.
Il personaggio di Enzo, con la sua parlata romanesca e la sua energia incontenibile, è diventato immediatamente uno dei simboli della commedia italiana degli anni Ottanta.
Il primo film di Carlo Verdone
Il film è “Un sacco bello”, il primo lungometraggio diretto da Carlo Verdone, prodotto dal grande regista Sergio Leone e uscito nelle sale nel 1980.
La pellicola è costruita a episodi e racconta tre storie diverse che si intrecciano durante una caldissima estate romana.
Rivedere oggi Un sacco bello significa fare un vero e proprio viaggio nella memoria della città.
Una Roma che molti ricordano con nostalgia.
Ad agosto la capitale si svuotava completamente. Le strade diventavano silenziose, i negozi chiudevano e chi rimaneva in città si muoveva in una dimensione sospesa.
Proprio per questo Enzo è così determinato a partire.
Quando il suo compagno di viaggio finisce improvvisamente in ospedale, lui non si arrende.
Prende l’agenda telefonica di casa e comincia a chiamare tutti i suoi contatti per trovare un sostituto.
Una scena oggi quasi archeologica.
All’epoca infatti ogni famiglia aveva una piccola agenda dove annotare i numeri di telefono di amici e parenti.
Enzo scorre i numeri e rivolge a tutti la stessa domanda:
“Come stai messo pe’ Ferragosto?”
Una battuta entrata nella storia del cinema italiano.
Un luogo diventato culto
Oggi il traliccio dell’alta tensione non esiste più.
Il quartiere è cambiato e la rotatoria di via Giovanni Conti non ha più l’aspetto isolato che aveva negli anni Ottanta.
Ma la scena girata in quel punto è diventata nel tempo un vero e proprio luogo di culto per i fan di Carlo Verdone.
Ogni anno, proprio il giorno di Ferragosto, molti appassionati si ritrovano in quel luogo per ricordare la scena del film.
Un piccolo pellegrinaggio cinematografico, nato spontaneamente grazie anche al passaparola sui social network.
Un modo ironico e affettuoso per celebrare uno dei film più amati della commedia romana.
La targa commemorativa
Nel 2020, in occasione del quarantesimo anniversario dell’uscita del film, il quartiere Vigne Nuove ha reso omaggio a quella scena diventata iconica.
Proprio lì dove un tempo sorgeva il traliccio, è stata installata una targa commemorativa.
A scoprirla sono stati Carlo Verdone e Renato Scarpa, l’attore che nel film interpretava l’amico timido e riluttante al viaggio verso Cracovia.
Un momento emozionante per tutti gli appassionati.
Perché quel piccolo angolo di periferia romana è diventato ormai parte della memoria culturale della città.
Un Ferragosto diverso
Andare a Vigne Nuove il giorno di Ferragosto oggi significa anche fare un piccolo viaggio nella storia del cinema italiano.
Un modo per ricordare una Roma che forse non esiste più, ma che continua a vivere nelle immagini dei film.
Una città che in agosto diventava improvvisamente silenziosa e sospesa.
E dove, in una rotatoria di periferia, un personaggio chiacchierone e irresistibile continuava a chiedere a chiunque:
“Come stai messo pe’ Ferragosto?”
📽 Gli altri articoli di Elisa Verrazzo li trovate qui. https://www.iltalentodiroma.com/2022/08/29/fare-visita-al-papa-a-castel-gandolfo/

