Il dilemma estivo delle cucine romane: cocomero o parmigiana?
Dilemma culinario
L’estate inizia a declinare, ma il dilemma no.
Il dilemma estivo continua, testardo, potente, inevitabile.
E stavolta non riguarda il traffico sul lungomare, la guerra tra ventilatore e condizionatore o la solita discussione su Ostia sì / Ostia no. Stavolta il dilemma è dentro le vostre cucine.
Che siano quelle della casa al mare, della casa in montagna, o la solita, nota cucina di casa – il che significa che le vacanze sono finite, devono ancora arrivare o, peggio, non sono proprio previste – il problema resta sempre lo stesso.
Soprattutto per voi, romani de Roma o quasi.
Le vostre cucine romane, in questi giorni, a che temperatura arrivano?
Perché quando il caldo sale a livelli da allarme rosso, da San Lorenzo a Monte Mario, da est a ovest, il mondo si divide in due.
Nettamente.
Prima opzione: il partito del cocomero
“Rigà, fa caldo. Io gn’aa posso fa’.”
Chi appartiene a questa scuola di pensiero ha un programma molto semplice:
stare in casa col ventilatore a palla e mettere il naso fuori solo tra le undici di sera e le tre di notte. https://www.gamberorosso.it/rubriche/storie/storia-declino-cocomerari-romani/
Sono gli unici orari “freschi”. Si fa per dire.
È in quella fascia oraria che si compie l’unica missione possibile per molti romani d’agosto: la spedizione al cocomero.
Non è una passeggiata romantica.
Non è una grattachecca.
È una spedizione strategica.
La missione segue regole precise.
Prima regola: uscire solo quando la temperatura scende sotto i quaranta percepiti.
Seconda regola: puntare ai cocomerari storici.
Quelli veri.
Quelli che possono vantare il segno distintivo più importante della tradizione romana:
i buchi nell’asfalto.
Che cosa sono?
Semplice. Il cocomeraro – divisa ufficiale: canotta, pantalone corto e ciavatte – o la cocomerara – sempre bionda, o se mora sorprendentemente magrissima – passa ore seduto accanto alle sue prede verdi.
Come i cacciatori nei safari.
La sedia, piano piano, sprofonda nell’asfalto arroventato lasciando una cavità perfetta. Il giorno dopo la sedia torna esattamente lì.
Se volete una prova della continuità della tradizione romana, sono quei buchi.
Arrivati al banco del cocomero, comincia il rituale:
assaggi, carotaggi degni del permafrost artico, tamburellamenti sul frutto intero per stabilirne maturazione e destino.
Alla fine si sceglie il più grosso, il più rosso, il più zuccherino.
E quello sarà il vostro pasto per uno o due giorni.
Senza accendere il gas.
Tutto fresco.
E per il caffè?
Nespresso.
Seconda opzione: il partito della parmigiana
Poi c’è l’altra fazione.
“Rigà, fa caldo ma a me non me ne frega niente.”
Perché l’estate è la stagione dei piatti seri:
parmigiana di melanzane, peperoni arrosto, sughi lenti, lasagne da portare in spiaggia.
E se proprio volete qualcosa di fresco:
insalata di riso.
Che comunque il riso lo dovete bollire.
Quindi questi eroi domestici si alzano alle tre di notte – “col freschino” – e iniziano le operazioni.
Moka sul fuoco.
Il caffè che borbotta.
La cucina che lentamente prende vita.
Altro che capsule.
La moka è compagnia, è memoria, è la voce della nonna che sembra dirti:
“Bravo, continua così.”
E da lì parte tutto.
Si impana, si infarina, si taglia, si scola, si frigge, si assembla.
E soprattutto: si inforna.
A quel punto la cucina raggiunge temperature paragonabili al centro del sole, trasformandosi in una gigantesca friggitrice ad aria.
Nel frattempo fuori il sole è già sorto e la città cuoce come una fornace, ma voi siete lì a girare il sugo con la cucchiara.
E siccome il forno è acceso tanto vale farci tutto.
Parmigiana.
Timballo di anellini (per i palermitani).
Pollo con le patate (per tutta Italia).
Peperoni ripieni.
E poi loro.
I temibili pomodori col riso.
Che pretendono cotture infinite, patate di contorno e un riso che, nonostante tutto l’impegno del mondo, resterà sempre un po’ indietro.
Sempre.
Il dilemma finale
Quindi il dilemma è semplice.
Quando Roma diventa un forno e l’asfalto sembra lava:
voi che fate?
Partito del cocomero notturno
o
fronte eroico della parmigiana all’alba?
Gli altri articoli di Gianluca Manna li trovate qui. https://www.iltalentodiroma.com/2022/05/28/piazza-vittorio-diary/

