Roma ad agosto e settembre: la città vuota e il ritorno alla realtà
Agosto e settembre a Roma: la città vuota e il ritorno alla realtà
Agosto se ne è andato.
Così, stanco anche lui, mi sa.
Ha fatto caldo, era umido, c’erano le zanzare. Soffrivamo noi, soffriva pure lui. Roma ad agosto è sempre un po’ così: una città che sembra trattenere il respiro mentre il resto del mondo parte per le vacanze.
La città è semideserta, ma a noi che restiamo cosa ce ne importa davvero? Non c’è nessuno da incontrare, nessun posto dove andare davvero. È una Roma diversa, sospesa, quasi irreale.
Perché ad agosto, pure nel 2022 e nonostante tutto, Roma si svuota ancora.
Diventa territorio di turisti francesi, crocieristi americani e di chi, semplicemente, non ha una seconda casa al mare o in montagna. Ma anche di chi resta per scelta, perché in fondo Roma ad agosto ha un fascino particolare: lento, sfiancato, ma autentico.
Roma ad agosto: una città sospesa
Chi resta in città lo sa bene.
Agosto a Roma è il mese delle serrande abbassate, delle strade silenziose e delle piazze occupate quasi esclusivamente dai turisti.
Bar chiusi.
Negozi chiusi.
Uffici deserti.
Eppure questa Roma quasi immobile ha qualcosa di affascinante.
Certo, il caldo è feroce. Le zanzare sembrano avere una missione personale contro ogni abitante rimasto in città e l’aria resta ferma tra i palazzi come se qualcuno avesse dimenticato di accendere il ventilatore del mondo.
Ma è anche il momento in cui il romano che resta si muove con calma. Senza traffico, senza appuntamenti, senza fretta.
Perché il romano, se va in vacanza, sfrutta ogni secondo disponibile.
Ogni minuto diventa prezioso.
La missione è una sola: non fare assolutamente nulla.
Prolungare all’infinito quei momenti pigri passati su un lettino da spiaggia, magari con la digestione lenta di una lasagna mangiata sotto l’ombrellone.
E possibilmente su un lettino al mare, non su quello dell’ospedale Umberto I per un’indigestione a Ferragosto.
Poi arriva settembre
E poi, inevitabilmente, arriva settembre.
Settembre è quel mese ambiguo in cui la temperatura fa finta di abbassarsi.
Solo un po’. Giusto per dare l’illusione che l’autunno stia arrivando davvero.
È il mese in cui i ragazzini tornano dalle vacanze e si ritrovano nei parchetti sotto casa. Si raccontano la prima sbronza sulla spiaggia, i flirt estivi, le avventure che forse sono successe davvero o forse no.
Settembre è anche il mese in cui la città si rimette lentamente in moto.
Per qualche giorno l’ATAC manda perfino i controllori sui mezzi pubblici, pronti a intercettare chi non ha ancora rinnovato l’abbonamento.
Gli uffici riaprono.
I bar tornano a servire caffè alle sette del mattino.
Il tabaccaio e l’edicola sotto casa riprendono la loro routine.
E Porta Maggiore torna a essere quello che è sempre stata: un inferno di traffico.
Il ritorno alla normalità
Con settembre torna la normalità.
Quella vera.
Il lavoro riprende, la scuola ricomincia e la città torna a riempirsi di persone che si muovono veloci tra autobus, motorini e uffici.
Secondo i dati del portale Roma Capitale dedicato alla mobilità urbana
https://www.comune.roma.it/web/it/mobilita.page
la ripresa delle attività lavorative dopo l’estate coincide ogni anno con un forte aumento degli spostamenti quotidiani.
Tradotto in parole semplici: il traffico torna.
E con lui tornano anche le piccole liturgie della vita cittadina.
La domanda di settembre
E quindi, amici e amigas, romani o prestati alla capitale:
come state a settembre?
Siete felici di essere tornati al lavoro? Felici di ritrovare i colleghi che, meno abbronzati di voi, vi accolgono con entusiasmo e con la solita domanda rituale:
“Ma allora, com’è andata in vacanza?”
Non perché gli importi davvero delle vostre ferie, sia chiaro.
Ma perché non sono del tutto convinti che siate davvero partiti.
E quindi eccoli lì, pronti a chiedere di vedere le foto, a commentare il mare, il sole, la spiaggia.
Un rito sociale inevitabile.
Il grande NO di settembre
Ma la verità è un’altra.
La risposta più sincera potrebbe facilmente essere NO.
Un NO grande come una casa.
Un NO cubitale.
Un NO urlato con stizza.
Perché non siete stati via abbastanza.
La vacanza è durata troppo poco.
E mentre le giornate di lavoro tornano a essere lunghe e monotone, l’estate sembra essere passata in un attimo.
La vacanza non sembra più “ieri”.
Sembra già lontanissima.
Un ricordo breve e sfocato, soprattutto se paragonato alla quantità di racconti che ora dovrete ascoltare.
I racconti degli altri.
Le loro vacanze.
Le loro foto.
Le loro storie.
Settembre a Roma
E così ricomincia tutto.
La città si riempie di nuovo di voci, traffico e appuntamenti.
Settembre, in fondo, è il vero capodanno dei romani.
Un mese che segna il ritorno alla realtà dopo l’illusione estiva.
Se ti interessa scoprire altri racconti sulla vita quotidiana nella capitale, puoi leggere anche il nostro articolo dedicato alle abitudini e alle tradizioni dell’estate romana, pubblicato su Il Talento di Roma.
E quindi sì.
Tu li odi.
Tu odi tutti.
Ma domani mattina ti sveglierai lo stesso.
E ricomincerai da capo.
Gli altri articoli di Gianluca Manna li trovate qui

