Vite di IMI. Il Museo dedicato agli internati militari italiani
Vite di IMI.
A via Labicana 15, in una ex caserma, è ospitata la sede della ANRP la associazione che si occupa di preservare la memoria e continuare la ricerca di ciò che resta dell’esperienza degli internati militari nei campi di concentramento nazisti all’indomani dell’ 8 settembre 1943, che ha dato vita ad un Museo sui generis dove la grande storia si intreccia con le vite dei soldati che hanno fatto esperienza di internamento.
Come ho conosciuto ” Vite di IMI”
Vite di IMI non è un luogo conosciutissimo ma io, appassionata di fatti della seconda guerra mondiale, ogni volta che passavo per Via Labicana vedendo lo striscione al suo esterno mi ripromettevo di entrare, così una volta messo a terra il progetto del Talento di Roma ho prenotato la visita al form sul loro sito e sono andata. La prima cosa che mi ha colpito è il connubio tra storia e multimedialità. E poi la gentilezza della ragazza che mi ha accolto e la disponibilità della direttrice, Rosina Zucco, che ci ha nuovamente accolto per una conversazione più approfondita.
Tra storia e memoria.
Il museo è ospitato, come dicevamo in una caserma, edificata a metà del 1700 sui resti di “magazzini militari” di epoca romana. Qui è custodita la storia dei 650mila militari italiani che, rifiutatisi di integrarsi con l’esercito tedesco, sono stati arrestati e destinati ai lavori forzati.

La conservazione della memoria delle vite degli IMI.
Nato dalla collaborazione tra il governo italiano e quello tedesco attraverso “il Fondo Italo Tedesco per il futuro” il museo è un museo in movimento che si arricchisce ogni giorno grazie alle donazioni di oggetti, indumenti e documenti che le famiglie dei reduci donano all’ ANRP. Se fino a quest’anno il lavoro di inserimento nel database – una delle attività dell’ANRP è censire e tenere un database di tutti gli internati militari deceduti e non – ha riguardato soltanto i militari, grazie alla vittoria di un bando, dal 2022 sarà creato un database dedicato anche agli internati civili cosa che non è mai stata fatta in modo sistematico.

L’omologo a Berlino
Il gruppo di storici tedeschi che dagli anni novanta del secolo scorso si sono occupati di studiare e mettere ordine nel nero della memoria tedesca hanno sentito subito, tra le altre istanze, il bisogno di trovare un luogo della memoria per celebrare il sacrificio degli internati militari. Si trova a Berlino, in un quartiere borghese, in una casupola dove, tra i palazzi ben abitati, gli internati vivevano il loro calvario sotto gli occhi di tutti. Attivato il progetto con di cooperazione l’ 8 maggio 2018 è nato Vite di IMI che non è un logo della Memoria tout court ma è un posto dove la Storia si intreccia con le storie e si fa memoria collettiva.
Il luogo
La caratteristica fondamentale del Museo è la multimedialità si è accolti infatti in una sala dove schermi propongono i video d’ epoca dell’istituto luce, un’ audioguida esaustiva accompagna per le sale dove è possibile consultare una mappa interattiva della dislocazione dei campi di lavoro che rimanda ad immagini e dati ed infine si possono consultare i due database che sono l’impegno quotidiano della squadra di lavoro capitanata dalla professoressa Zucco.
Tra ferro e teche il percorso si snoda da un portellone che ricorda il cancello del campo di lavoro e si conclude in una sala più luminosa quasi a sottolineare l’uscita dalla prigionia.
Perchè visitare “Vite di IMI”
Se è vero che non è un luogo della memoria come Via Tasso o le Fosse Ardeatine – che vi invitiamo a visitare per ricordare l’orrore e la barbarie che la città ha vissuto durante gli anni bui della occupazione nazista e che torneremo a raccontarvi su questo sito- Vite di IMI è un luogo che pone alla nostra attenzione una narrazione spesso marginalizzata della seconda guerra mondiale e che oggi come mai abbiamo bisogno di portare alla luce per far capire quanto debba essere fatto di tutto per evitare l’orrore della guerra.
Come visitare il museo
“Vite di IMI” è visitabile su prenotazione il martedi, mercoledi e giovedi mattina dalle 9:30 alle 13.30
Un consiglio di lettura nel catalogo di Tempesta Editore trovate un volume che si chiama ” Quelli erano giorni” di Romeo Vernazza che può essere illuminante.
Qui al Talento di Roma stiamo organizzando una serie di visite in collaborazione con il Museo dedicata a privati di qualsiasi età e scuole se siete interessati potete contattarci qui
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