Il voto dunque

Il Voto dunque.

Si avvicina il venticinque settembre, il momento della verità. Voi cosa avete fatto da quando hanno indetto le elezioni? Il pesce in barile, o l’attivista selvaggio?

Il 25 settembre.

Il 25 settembre potrebbe essere scelta come data per la Giornata Mondiale del Dilemma. Chi votare? Cosa votare? Votare o non votare? Ma intanto, cosa farete fino al voto e cosa avete fatto finora?
Perché sono anni che il clima politico è bollente, che siamo in perenne campagna elettorale, che su social ci si scanna su qualsiasi cosa. E a questo punto la data del redde rationem sta arrivando. I toni sono sempre più accesi. Le scelte di campo si impongono, non è tempo di sfumature. E se ci guardiamo intorno, che vediamo?

Personalmente, vedo due fazioni opposte. Che non sono quelle ideologiche, destra-sinistra, progressisti-conservatori, voto convinto o voto “turamose er naso”.

No. In generale vedo che o si scende in campo con ogni mezzo, per strada, al bar, in metro, su facebook o su tik tok (“tàc!” cit.), o si tace.

La prima categoria, gli attivisti, sono dei diffusori di meme, condividono video, postano articoli a raffica, e se ne incocci uno al caffè sotto casa sai come la devi prendere. Anche il più dolce e delicato sarà un accollo, che sia dalla tua stessa parte o no poco cambia. Il desiderio è il FUGONE.

La seconda categoria invece sta lì, silente, cocciutamente riservata. Non parla non dichiara non dice. Non raccoglie provocazioni sui social, per strada non prenderà mai nessun volantino, e pur di non affrontare la questione del voto in una conversazione è disposta a conversare di qualsiasi altra cosa. Anche se ogni conversazione può finire lì, e lui/lei lo sa. Un innocentissimo “buongiorno come va?” può deviare in un secondo in un “beh, andrebbe meglio se Lameloni/Letta non avesse detto che…”.

Quindi il riservato diventa scontroso, taciturno, sfuggente. Le sue idee se le tene per sé; e sono idee su cui ha speso tempo e impiegato materia grigia, ascoltando ogni cazzo di podcast politico sia mai stato trasmesso, leggendo Repubblica, Corriere, Stampa, Il Fatto quotidiano, Manifesto, Libero, Messaggero, il Foglio, La Verità e persino il Post (che è un po’ come tornare a Richard Scarry…). Ma il tutto senza che nessuno se ne accorga, ovviamente.
Quindi alla fine voi che avete fatto? State in un banchetto presso una piazza italiana per gli ultimi scampoli di campagna? O vi siete tappati in casa e ne uscirete solo il giorno del voto?

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