Magazine

Baratri Tiburtini. La poesia di Ilaria Petriglia, un esordio.

,
baratri tiburtini

Baratri Tiburtini. La poesia di Ilaria Petriglia, un esordio.

 

Baratri Tiburtini è il libro di poesie di Ilaria Petriglia edito da Giulio Perrone editore nella collana l’erudita. Ilaria è una donna indipendente e intraprendente che mi ha contattata sui social e che ha voluto subito incontrarci. Ci siamo incontrate alla Stazione Termini dove tra un dolce ed un caffè abbiamo scoperto di avere tante cose in comune così le ho chiesto di raccontarsi a noi.

Ciao mi chiamo Ilaria, sono nata a Colleferro, in provincia di Roma, dove vivo e lavoro presso una scuola Primaria. La passione per la scrittura mi ha portato a scrivere poesie, racconti e storie per bambini.

Amo anche dipingere quadri in cui utilizzo lettere ritagliate dai quotidiani e mia è la copertina di questa silloge, che raccoglie trentasette liriche. Per me le parole sono spazio, oltre la materia, le parole aprono la luce al buio e il buio alla luce. La parola è una particella che racchiude in sé tutta l’essenza della vita di un uomo, della sua consistenza materiale; grazie ad essa l’uomo esiste ed ha una massa variabile. È la parola che lorende possibile  così come lo conosciamo.

Per me la poesia è gola gentile,

cibo e aria

è apparato

dove il linguaggio si diverte

con i suoi fuori pista

e disadorna conduce la parola.

Per tutte queste mie considerazioni amo scrivere le poesie.

E l’amore è il file rouge di questa raccolta: amore per la persona amata, per la famiglia, per i luoghi che ci restano nel cuore e per se stessi, amore come ancóra di salvezza o causa del nostro perderci. L’amore ha mille gradini ed essere amati è il bisogno primario in questo universo. Credo fortemente che l’amore sia l’unica cosa che trascenda il tempo e lo spazio.

Ho scelto Baratri tiburtini come titolo perché riporta alla mente le splendide immagini dell’anfiteatro naturale formato dallo scorrere millenario dell’Aniene, l’antico Anio dei latini, nel centro urbano della città di Tivoli, cittadina prossima alla Capitale e questo parco millenario fa da sfondo alla raccolta – luogo di grande bellezza e suggestione, meta preferita di Goethe, Andersen e altri artisti nel loro Grand Tour.

Baratri è nel contempo parola forte capace di trasmettere la visione dell’abisso, della voragine, spesso utilizzata con un’accezione negativa, io invece ho voluto accostarla a un senso di resurrezione che anima i personaggi di questa raccolta nell’attraversamento dei loro baratri, che poi ognuno di noi si trova ad affrontare nel corso della vita.  Ecco loro riscoprono la forza del riscatto, il desiderio di ricominciare, quel rinascere sempre come lo è per la natura perché come scrivo “Il mio sole tramonta ogni giorno per ridestarsi da un gesto o da una parola”.

In tutte le mie opere pertanto pongo l’accento sull’importanza delle parole come narrazione personale e sociale sana, e non tossica, soprattutto in questo momento storico in cui ci troviamo d fronte ad una crisi non solo economica, ecologica ma anche della parola e quindi del pensiero che spesso si traduce con eventi drammatici e violenti verso gli altri esseri umani.

Perché leggere Baratri tiburtini?

Credo che ci sia bisogno di poesia, di respirarla, di assaporarla, di toccarla mai come in questo momento storico, che ci ha travolti e stravolti, prima con la pandemia, poi con la guerra e la crisi economica. La poesia, inoltre, come diceva l’attrice Monica Vitti “è un grazia, una possibilità di staccarsi per un po’ dalla terra e sognare, volare, usare le parole come speranze, come occhi nuovi per reinventare quello che vediamo”.

Ultimissime mie collaborazioni: con la rivista d’arte Art Now; partecipazione Fiera Internazionale di Arte Contemporanea di Monaco – Galleria Queen Art Studio Padova, con l’opera “No words”. Partecipazione Premio Internazionale Città di Barcellona, Art Now, con l’opera “Il viaggio” presso il MEAM (Museo europeo arte moderna).

Ho partecipato anche all’antologia I segreti di Tivoli con un racconto per la Casa Editrice Rudis Edizioni (2021) e ho pubblicato aforismi all’interno del Taccuino della lettura e il Taccuino del sogno per la casa editrice Giulio Perrone Editore (2022).

Curiosità su di me…

Il mio colore preferito è il rosso, amo ballare il tango; ho due figli, un marito, un coniglio nano (che non è nano e si chiama Supplì) e due tartarughe (Godzilla e Gamera). Adoro anche leggere e i miei scrittori preferiti sono Pessoa, Calvino, McCarthy, Murakami.

Domani sicuramente le mie risposte saranno già diverse, ma è questo è il bello di essere una prolissità di noi stessi, che ci rende unici e autentici.

 

Vi può interessare anche l’intervista a Giulia Tubili qui