Un anno di noi
Un anno di noi. Un anno di lavoro. Un anno di Talento di Roma.
Un anno insieme. Gli ultimi tre mesi sono stati un vortice di cose da fare, qualcosa è restato indietro -vedi la pagina dell’ associazione da editare e quella degli eventi da sistemare- qualcosa è stato fatto di fretta, qualcosa invece ci è riuscito bene, oltre ogni aspettativa.
Siamo in tanti, la vita di ciascuno è densa e ogni giorno essere qui, uniti da questo progetto è una scommessa. Oggi è uno di quei giorni che chiuderei tutto e chi si è visto si è visto, ma, come disse un giorno Sara Pietrantoni in una sua memorabile newsletter, Il talento di Roma è “aggiustamenti di rotta, aggiustamenti di rotta, aggiustamenti di rotta” e, ora che ci stiamo strutturando meglio, credo sia salutare ricordarci da dove siamo partiti per aggiustare di nuovo la rotta e ripartire più saldi. Per fugare ogni dubbio, sederci su una metaforica panchina e tenerci stretti un attimo prima di essere travolti di nuovo dal vortice delle mille cose da fare e dalla fatica che a volte si fa a ricordarsi da dove si è partiti.
L’idea è la mia, magari non è nemmeno originale. Sicuramente è un poco presuntuosa :”cambiare la narrazione della città“, ma il percorso fatto è comune e continua ad appartenerci anche quando le strade si dividono. Ciascuno di voi è un tassello di questo progetto e per ciascuno io provo una stima particolare: anche per chi in questo momento è in altre faccende affaccendato e pensa che io sia risentita (non lo sono).
Lo so, a qualcuno di voi questa lettera sul blog non piacerà: che vorrò dire? che è st’ uscita smielata? Mi sono impazzita? Forse avete ragione, ma abbiamo fatto talmente tanto, tutto di corsa, che oggi provo una cocente nostalgia di quella serata in pizzeria dove eravamo tutti insieme e tutto era ancora in potenza.
Un anno che per noi ha significato moltissimo, siamo diventati associazione, abbiamo scritto duecento articoli, abbiamo fatto eventi, creato due gruppi di lettura, presentato libri, fatto visite guidate e abbiamo un calendario fittissimo: che grande orgoglio. Che grande gioia. ( E a volte che gran fatica!)
Un anno, un giro intorno al sole, mille e seicento persone su un gruppo facebook, nascite, morti, malattie, millemila persone conosciute.
Abbiamo altri anni insieme davanti a noi, ma stasera vorrei avervi tutti qui a chiacchierare intorno ad una pizza e volevo proprio lo sapeste. Perché chi lo ha detto che paga tenersi dentro i desideri e le malinconie?
E sti caxxi se l’articolo non è in target: questo è il vostro editoriale.
Un abbraccio a tutti e grazie di esserci.

