Specie aliene: Roma è invasa
Specie aliene: Roma è invasa!!!
Oggi diamo il benvenuto a Nicole Verga e ad Alessandro Modesti che ci parleranno da oggi della questione ambientale a Roma partendo dalle specie aliene.
Sempre più frequentemente sentiamo parlare di ecosistemi, della loro importanza e soprattutto dei fattori che minacciano la loro esistenza, primo fra tutti il cambiamento climatico. Possiamo però distinguere tra ecosistemi naturali e quelli antropizzati, ovvero plasmati dall’uomo, come le città.
Spesso tendiamo a considerare l’ambiente urbano come se fosse un sistema separato da quello naturale, ma le leggi che lo governano sono le stesse: le condizioni (clima e territorio) stabiliscono il tipo di vegetazione e fauna presenti che coesistono in un equilibrio dettato dall’adattamento e dalla complessità delle loro interazioni nella loro storia evolutiva condivisa.
Roma è una delle più grandi città europee e all’interno dei suoi confini vanta una presenza di aree verdi in percentuale molto alta, per questo viene considerata un’area urbana dove la componente naturale è molto estesa.
Non basta però la presenza della vegetazione per definire un’area verde come naturale ma bisogna considerare che tipo di vegetazione e fauna la abitano. Un bambino di 10 anni che magari vive nel centro di Roma è abituato a considerare “naturale” vedere stormi di parrocchetti dal collare (Psittacula krameri) svolazzare in giro, nonostante questi animali siano arrivati a Roma solo da poco prima che lui nascesse e provengano dall’India.
Allo stesso modo guardando lo stato attuale di ciò che ci circonda nella nostra città non siamo in grado di distinguere una specie “nostrana” da quelle “aliene” ed invasive, arrivate nel nostro territorio nel corso della storia grazie all’uomo che spostandosi, sia in modo volontario (agricoltura e allevamento) sia involontario, provoca lo spostamento di tanti altri organismi con lui.
Parlando di vegetazione, a Roma ma non solo, una delle specie più invasive che possiamo incontrare è l’albero, ironicamente chiamato, del paradiso (Ailanthus altissima), questa pianta è stata importata dalla Cina per utilizzarla nelle alberature stradali, da lì però la sua grande capacità di propagarsi l’ha resa una pianta invasiva ormai presente in ogni ambiente urbanizzato della nostra penisola. Perché questo fenomeno è più evidente nelle città? La risposta è molto semplice: i centri urbani, soffrendo di molti disturbi e pressioni, rappresentano l’ambiente ideale per far prosperare questi organismi invasivi penalizzando quelli autoctoni. Di per sè le specie invasive raramente hanno la capacità di stabilirsi all’interno di un’ecosistema diverso dal loro, se in salute e in equilibrio, condizioni che vengono meno proprio nei centri abitati e ne permettono lo stabilizzarsi e in seguito espandersi anche alle aree naturali periurbane. La presenza di specie aliene è quindi un campanello d’allarme perché ci sta dicendo che l’ambiente naturale è disturbato e la biodiversità autoctona in sofferenza.
L’argomento delle invasioni viene purtroppo spesso trattato in modo sensazionalistico e nel migliore dei casi approssimativo o sbagliato, come nel caso della Vespa orientalis che non è una specie invasiva né tantomeno aliena ma così è stata descritta più volte. Non c’è da meravigliarsi che per le persone ‘’non addette ai lavori’’ risulti ancora un argomento fumoso e a tratti timoroso. Speriamo di essere riusciti in questo breve articolo a trattare l’argomento in modo diverso dal solito e di aver suscitato nei lettori una nuova curiosità piuttosto che puro scalpore.

