Parrocchetti Palazzinari
Parrocchetti Palazzinari
A Roma si dice che governino i palazzinari. Io non ne sono convinto.
Ci sono i tassinari, ci sono i burocrati, i politici, i ristoratori, i portaborse, gli alti funzionari, i registi RAI, i cinematografari, i vigili, ogni categoria può dire la sua su questa città, ma una cosa è vera: sicuramente non sono poco rappresentati, in una città che costruisce, edifica, stratifica, urbanizza. E la febbre del palazzinaro si è estesa anche al regno animale.
What?
Ebbene sì.
Avete presenti i PARROCCHETTI che hanno invaso Roma negli ultimi anni? Oramai, i parrocchetti sono ovunque in città.
Sfrecciano sonori, in gruppo, sopra i giardini dell’Esquilino, tra le palme di piazza di Spagna, su Villa Borghese e sui viali del quartiere Trieste. Fanno una gran caciara, quasi più di quei gran produttori di guano degli storni di Piazza dei Cinquecento. Più piccoli del Gabbiano Reale, vero Magister Monnezzae, ma altrettanto coatti, i parrocchetti hanno piano piano scalzato da alcune zone della città i passeri, i merli, i rondoni, e si sono piazzati lì ove potevano fare il nido.
Pardon i nidi. Pardon again ,il NIDO. Perché i Parrocchetti sono gli eredi aviari dei vari palazzinari romani.
Loro costruiscono un nido che è un po’ l’equivalente di Corviale, o del palazzone dove hanno girato “Una giornata particolare“.
Sono enormi nidi collettivi, con gallerie, camere della cova, ripari, passaggi per distrarre i predatori, insomma dei veri complessi. E a Roma iniziano a diventare anche una minaccia. Se sono troppo pesanti i nidi rischiano di spezzare i rami degli alberi che li ospitano (e quindi di cadere sulle teste di qualche ignaro romano di passaggio). Però, oramai sono arrivati. Impossibile fare altro che cercare di conviverci.
Coi Parrocchetti Palazzinari bisogna cercare un accordo, tipo che costruiscano seguendo un piano regolatore, magari palazzine-nido più sostenibili, magari nidi bifamiliari. E comunque non si fermano mica, con o senza Bonus 110.

