ReTree: un progetto per il verde di Roma
Tommaso Iorio, romano originario di Monteverde, ma residente da anni nel quartiere Appio Latino, classe 1983, una laurea magistrale in Relazioni Internazionali in tasca e un lavoro come project manager in un’importante agenzia governativa italiana. Nel 2018 decide di creare ReTree, un progetto condiviso con lo scopo di ripiantare alberi nelle strade della città al motto di “make Roma green again”.
Cos’è ReTree e come ti è venuta l’idea di creare a Roma un progetto di questo tipo?
L’idea è nata dopo una famosa tempesta di vento dell’ottobre 2018. Il suo passaggio aveva abbattuto moltissimi alberi, soprattutto a Porta Metronia, il mio quartiere. Inizialmente ho pensato di ripiantare gli alberi mancanti sotto casa mia. Poi mi sono detto che forse avrei potuto realizzare qualcosa di più utile.
Ci sono tante realtà associative a Roma che piantano alberi, alcune di queste anche con il coinvolgimento dei cittadini. ReTree invece si pone come progetto a cavallo tra la cittadinanza attiva e l’Amministrazione Pubblica. Di base è utile ad entrambe.
Le fondamenta di un Progetto ReTree sono rappresentate da un’analisi territoriale dell’area per cui si sceglie di attivare il progetto e la conseguente mappa dinamica google. L’analisi territoriale viene svolta secondo una metodologia specifica e ha l’obiettivo di dare una fotografia dell’esistente. Cioè di quanti alberi mancano, dove mancano, se c’è una ceppaia ed, eventualmente, quanto è grande. Tutto questo viene trasposto su una mappa google. Quest’ultima serve, da una parte, al cittadino per scegliere dove intende piantare il proprio albero, dall’altra, all’Amministrazione per avere dati attendibili ed aggiornati sul fabbisogno di verde verticale di un determinato quadrante della città.
Un’altra grande differenza è che l’analisi e i dati che ne derivano, offrono la possibilità di pianificare la messa a dimora di nuovi alberi per anni.
Quali sono stati gli ostacoli maggiori incontrati lungo il cammino di realizzazione del progetto?
Grandi ostacoli non ce ne sono stati. L’Amministrazione Capitolina, sia Municipio che Dipartimento Tutela Ambientale, hanno accolto e successivamente supportato il Progetto a prescindere dal colore politico. Altre difficoltà ovviamente ci sono come in tutti i progetti. Una di queste è l’aumento del costo degli alberi negli ultimi anni. Tale aumento è dovuto sicuramente alla situazione geopolitica internazionale e alla conseguente inflazione ma soprattutto (ma forse anche per fortuna in base ai punti di vista) dall’aumento della domanda: si piantano molti più alberi di prima.
Anticipo una riflessione che penso ti abbiano già fatto: perché deve essere la cittadinanza a colmare le carenze delle amministrazioni locali?
Potrei rispondere con una kennediana “non pensate a cosa il vostro Paese può fare per voi ma cosa voi potete fare per il vostro Paese”. Sono quasi certo che in molti paesi del mondo non si pongano questa domanda. Credo dipenda tutto da come concepiamo il bene comune. Se lo immaginiamo come qualcosa calato dall’alto per il solo fatto di pagare le tasse, con uno Stato estremamente centralista e assistenzialista la domanda risulta lecita. Io invece penso che il bene comune vada difeso da noi stessi. I cittadini devono impegnarsi a supportare lo Stato nel difendere il bene comune. Se un palazzo, un parco, una strada vengono aggiustati e puliti dal Comune con i nostri soldi, dobbiamo in primis essere noi cittadini a non vandalizzare, sporcare o distruggere. La cittadinanza attiva spesso non serve a colmare le carenze delle amministrazioni locali, ma serve a colmare quelle della cittadinanza passiva. Solo in questo modo ci educheremo a non vivere nel degrado.
Quali sono i risultati raggiunti nel corso degli anni da ReTree e quali obiettivi vi siete prefissati per il futuro?
Attualmente ci sono 3 progetti ReTree attivi e 2 in fase di studio.
I progetti attivi sono ReTree Porta Metronia, che è stato il progetto pilota, attuato dal Comitato Mura Latine. ReTree Prati Della Vittoria attuato dall’associazione Prati Verde. ReTree per Retake VIII Colle attuato da Retake Roma.
Sono stati piantati complessivamente quasi 380 alberi in 3 anni. 311 solo a Porta Metronia. I cittadini coinvolti con le donazioni e gli innaffiamenti sono tra i 250 e i 300.
In merito ai Progetti allo studio, c’è ReTree Temple University, attuato dalla stessa università nel quadrante intorno all’ateneo. Questo progetto è già stato scritto e deve solo essere completata la mappa prima di essere inviato all’Amministrazione.
L’altro progetto allo studio è ReTree Municipio VIII. La giunta di Amedeo Ciaccheri e, in particolare, l’Assessore al Verde Michele Centorrino sta sperimentando una modalità di ReTree top-down: proposta dall’Amministrazione alle associazioni/comitati di quartiere per una collaborazione fattiva sul tema. ReTree Municipio VIII è in fase di analisi territoriale e rappresenta la massimizzazione delle potenzialità del modello che, se centralizzato da parte del Comune, avrebbe un notevole impatto sia sul patrimonio arboreo della città sia sull’avvicinamento dell’Amministrazione ai cittadini. Questo è il grande obiettivo per il futuro.
Quali sono i passi da fare per poter replicare il progetto ReTree in altri quartieri o municipi della capitale?
L’associazione o comitato di quartiere che vuole sviluppare un progetto ReTree sul proprio territorio, dovrà elaborare e presentare ufficialmente il Progetto al Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale e al Municipio di riferimento.
I punti principali di un Progetto ReTree sono i seguenti:
a. Analisi territoriale
b. Creazione mappa virtuale Google
c. Individuazione del fabbisogno materiale
d. Calcolo costo unitario di un albero
Al comitato o associazione che decide di intraprendere questa avventura verranno forniti i materiali per effettuare l’analisi e il modello progettuale. Verranno seguiti nella stesura del progetto e nella sua attuazione. È tutto, ovviamente, gratuito. Fa tutto parte delle mie ore di volontariato.
Cosa possiamo fare noi di Il Talento di Roma per supportare il lavoro di ReTree?
Uno degli obiettivi che dovrebbe essere raggiunto è far capire all’Amministrazione Comunale le potenzialità del modello ReTree nel caso in cui fosse centralizzato. Governare, come Amministrazione, le attività di messa a dimora del verde verticale da parte del terzo settore attraverso dei processi standard. Così come la mole di dati e aggiornamenti che possono essere forniti dal territorio e sistematizzati automaticamente in una mappa unica.
Un’ultima riflessione, cos’è Roma per te e come ti immagini la città tra circa 10 anni dal punto di vista anche dell’impegno civico dei cittadini in tema green?
Nei prossimi 10 anni mi immagino una città più attiva da parte dei cittadini, con una maggiore presa di coscienza delle cose, non solo della tematica green. Me la immagino però anche più verde grazie ad un’Amministrazione che ha investito tanto nel salvaguardare il suo patrimonio arboreo.
Sarà banale, ma Roma, per me, è semplicemente la città più bella del mondo. Forse troppo bella. Perché la sua grande bellezza ci permette di trattarla male, di vandalizzarla e di sporcarla a dismisura. Tanto rimane eterna e sempre bella ai nostri occhi. Se vivessimo a Pordenone (con tutto il rispetto per Pordenone) probabilmente il nostro atteggiamento verso la nostra città sarebbe molto diverso in quanto avremmo un approccio alla bellezza completamente differente. Roma da romano forse è una incredibile metafora della vita, in cui tutto va male ed è sporco e rotto, tranne ogni tanto, qualche istante, in cui tutto si ferma e vieni completamente rapito e stupito da una bellezza che ti lascia senza fiato.