Daje: la parola romana che può voler dire tutto
DAJE
La parola romana che può voler dire tutto
“Ok, se vedemo domani?”
“Daje.”
“Però promettimi che non metterai mai più la panna nella carbonara.”
“Ok, daje.”
“Semo i primiiii!”
“DAJEEE!”
“Ma… aridaje co’ ’sta roba vegana… porchetta mai?”
“Eddaje…”
“Daje regà, che semo in ritardo!”
Insomma, ormai “daje” è diventato quasi un intercalare universale.
Il romano lo usa quando esorta, quando esclama, quando festeggia una vittoria.
Lo usa conversando con il vicino di casa.
Lo usa per sbroccare in macchina con quello davanti che non parte al semaforo:
“Eddaje… mica è dipinto er semaforo! DAJEEE! Datte na mossa!”
Lo usano i non romani — Mourinho, per esempio.
Lo usano i regazzini.
Lo usano le mamme.
Il “daje” al telefono
E poi lo usiamo al telefono.
Ormai è diventato anche un modo per chiudere una conversazione.
Dopo anni di abuso del “cia’, cia’, cia’, cia’” ripetuto tre o quattro volte prima di attaccare, il romano ha trovato una scorciatoia elegante:
“Ok allora domani alle otto.”
“Daje.”
Fine chiamata.
È un modo per dire:
ci sto dentro, ci conto, partecipo.
“Mi darete una mano con gli antipasti, vero?”
“Daje!”
Quando il “daje” entra in politica
“Daje” è stato anche uno slogan politico.
Lo ricordiamo nelle primarie di Ignazio Marino.
Possiamo dire che gli portò bene — almeno all’inizio.
Poi, visto come è stato impallinato da tutti, amici e nemici (e pure un po’ da sé stesso), forse non è stato poi così un grande affare.
Sul celebre “Aridaje” targato Raggi–Grillo, invece, meglio stendere un velo.
Pietoso.
Daje contro l’inglese
Nel frattempo la parlata anglosassone invade ogni ambito.
Dal lavoro:
“È pronto il report?”
“Ci vediamo per il brief.”
Alla moda:
“Outfit PA-ZZES-CO.”
Tutto rigorosamente mediato dalla solita Milano.
E noi?
Noi rispondiamo con “daje”.
Così assistiamo a conversazioni surreali:
“Allora, tutti d’accordo per una call su Zoom?”
“Daje.”
Sushi o pollo coi peperoni
Che poi non è che non capiamo l’inglese.
È che ci fa proprio schifo parlare così.
Quindi, se possiamo rendere tutto un po’ meno sushi e un po’ più pollo coi peperoni, https://www.trapizzino.it/ricetta-pollo-con-i-peperoni/noi ci infiliamo dentro un “daje”.
Così.
A buffo.
Ce potete sta’?
Sì?
Daje.
Per altri articoli della serie Piazza Vittorio Diaries https://www.iltalentodiroma.com/2022/05/28/piazza-vittorio-diary/

