Centocelle, il quartiere outsider che spiazza
Centocelle, il quartiere outsider che spiazza
Sono davvero onorata di ospitare Andrea Martire di CentRocelle aps che si occupa di ribaltare la narrazione del quartiere in cui vive Centocelle. Spero proprio si attivino delle collaborazioni tra noi perché lo stimo molto, grazie ad Alba Serino che ci ha fatto conoscere davanti ad un carboidrato violento.

La sorte mi ha affidato l’onere di parlare del mio quartiere, la mia Itaca. Il posto dove, dopo ogni peregrinazione più o meno lunga, sono sempre voluto tornare. Non è semplice spiegare il come od il perché, si tratta di mettersi a nudo e scoprirsi. Nemmeno Lacan potrebbe salvarmi!

Centocelle è passione pura. Ce la portiamo dentro da sempre, da quando nel 1921 alcuni coloni provenienti dalla Ciociaria la fondarono. Da quando i cittadini si fecero partigiani, pur tra mille distinguo. Da quando si fece il ’68 e nel ’72 Zarrillo portò il prog a Roma, o Luigi Bonanni il punk nel ’77. Centocelle è sempre stato questo, punto d’incontro di anime e culture, sperimentazione e abbraccio, popolo. Accoglienza, lotta, solidarietà. In quale altro modo si potrebbe definire la passione? Etimologicamente, da Pathos, “esperienza, sofferenza”; ah, il Rocci! Dal 2017 siamo anche medaglia d’oro al valor civile per la Resistenza ed abbiamo ben sei pietre d’inciampo.
Non mi piace parlare di periferia perché è concetto geometrico e non geografico. Proviamo ad evitare le classificazioni. Il quartiere ha la forma del castrum romano con lo schema a griglia e una struttura con cardo e decumano, fatto apposta per incontrarsi e non perdere mai l’orientamento. Convivono pacificamente tante parrocchie e tre moschee, con altre confessioni religiose. Ci sono tante comunità diverse (qualche descrizione la trovate qui), il centro sociale più grande d’Europa e la sede dei salesiani che costituisce un modello formativo. Se esci di casa sai già che incontrerai qualcuno, finirai al bar e tua moglie ti verrà a cercare.

I muri sono ormai abbelliti da un ricco circuito di street art, perché questo è luogo di incontri, di mix e quindi di sperimentazioni (l’avevo già detto?). Il quadrilatero che siamo è grande, ospita circa 60.000 anime (quanto la città di Carrara), tanti studenti.

Ci sono, e questo quasi non si vede quasi più da altre parti, tantissimi bambini e coppie giovani e una rete straordinaria di artigiani e librerie. Fino al rogo della “Pecora Elettrica” erano 7 di cui due specializzate per bambini e ragazzi, un record nazionale. Francamente di fronte a tutto questo, essere o meno periferia non mi interessa. Mi piace soffermarmi sullo stupore delle persone che vengono da altri quartieri durante le esplorazioni che proponiamo per comprendere quanto gli stereotipi siano duri a morire.
Da più di un lustro abbiamo tantissimi locali da frequentare. Gentrification? Forse, ma non diamo un’accezione necessariamente negativa al fenomeno. Viviamo un’epoca di trasformazione, del resto, e non sappiamo né quando finirà né come.
Ci sono tutti i tipi umani; l’aristocratico, il coatto antico, il menefreghista, il lord e la persona comune. E sono tutti pronti a parcheggiare in doppia fila e ad insegnarvi nuovi insulti. Ma sempre in maniera bonaria, un po’ Califano ed un po’ Alberto Sordi in attesa di Verdone. Ci sentiamo autarchici e fieri, anche quando la Metro C impiega mezza giornata per portarti al lavoro. E possiamo accettare di non piacere a tutti. Ma non considerateci un luogo banale, please. Non lo siamo mai stati.
Vi aspettiamo!
Andrea Martire
Presidente CentRocelle aps
https://www.associazionecentrocelle.it/it/
Elisa Verrazzo aveva parlato di Centocelle anche qui in occasione dell’incendio che a luglio la ha interessata drammaticamente. Parleremo presto, spero anche con Andrea, della situazione attuale delle aree interessate.

