Lia Levi: la letteratura e la Memoria
Lia Levi: la letteratura e la Memoria
Nata a Pisa da una famiglia ebraica di origine piemontese, ma romana d’adozione la giornalista e scrittrice Lia Levi ha trascorso quasi tutta la sua vita nella città eterna. Insieme alla sua famiglia all’età di 10 anni si trasferisce a Roma per il lavoro del padre, ma in seguito alla promulgazione delle leggi razziali è costretta a lasciare la scuola in quanto cittadina appartenente alla razza ebraica. Con l’occupazione delle truppe tedesche insieme alla madre e alla sorella di nasconde in un convento delle suore di San Giuseppe di Chambéry nel quartiere di Monteverde (all’epoca una zona residenziale un po’ isolata rispetto al resto della città) per scappare alla deportazione nei campi di sterminio nazisti. La sua vicenda di bambina scampata alla Shoah sarà la base del suo romanzo d’esordio quasi fedelmente autobiografico.
Una bambina e basta
Dopo oltre 30 anni di lavoro nel giornalismo come direttrice della rivista Shalom, Lia Levi nel 1994 pubblica il suo primo romanzo, Una bambina e basta per la casa editrice romana e/o, dove racconta la sua storia di bimba ebrea nascosta insieme alla madre e alla sorella in un convento cattolico nei pressi di Roma durante l’occupazione tedesca. Il romanzo oltre ad ottenere un successo di critica e pubblico ed a vincere il premio Elsa Morante Opera Prima, diviene da subito un classico contemporaneo, letto ogni anno in decine di scuole italiane come testo formativo per divulgare ai ragazzi gli orrori delle persecuzioni delle leggi razziali e del nazifascismo e coltivare così il seme della memoria. Inizia così, all’età di 60 anni, la carriera di scrittrice di Lia Levi che la porta a specializzarsi nella letteratura per bambini e ragazzi, ottenendo anche diversi riconoscimenti come il Premio Andersen per La portinaia di Apollonia e il Premio Rodari per Un cuore da leone.
I romanzi della Memoria
Nella sua produzione letteraria Lia Levi si dedica anche alla scrittura di libri che hanno come comune denominatore la volontà di tramandare cosa è successo in Italia a migliaia di connazionali perseguitati solo perché di religione ebraica, cosa hanno significato per queste persone le leggi razziali approvate nel 1938, com’è stato per i sopravvissuti tornare a vivere fianco a fianco a chi, durante la guerra, si è girato dall’altra parte e non solo non li ha aiutati, ma spesso li ha denunciati, qual è stata la portata emotiva dell’amnistia Togliatti nei confronti di chi non ha ottenuto giustizia per quei crimini commessi durante gli anni della guerra dell’occupazione. L’amore mio non può, La sposa gentile, La notte dell’oblio, tra i romanzi più belli di Lia Levi, basano la loro trama sulle vicende storiche legate alle leggi razziali e dove il vissuto di Lia Levi si intreccia anche se non sono libri autobiografici. Finalista al premio Strega nel 2018 con il libro Questa sera è già domani, i romanzi di Lia Levi ci ricordano non solo il suo straordinario talento, ma anche il potere immenso di tramandare la memoria della Letteratura.

