La Galleria Nazionale
La Galleria nazionale
di Aurora Lisi

La Galleria Nazionale è la più importante istituzione dal punto di vista di arte contemporanea in Italia. La sua nascita avviene poco dopo l’unità d’Italia (1861) e l’attribuzione di capitale alla città di Roma (1871).
Con l’esigenza di creare un museo d’arte moderna, si decide la costruzione di uno spazio che accoglie le numerose opere dell’800. Inizialmente il corpus di lavori era al Palazzo delle Esposizioni, successivamente, nel 1911 con la direzione di Ugo Flores e in occasione dell’Esposizione Universale nel cinquantenario dell’unità d’Italia si realizza la sede di Valle Giulia (nonché luogo attuale della galleria).

Vale la pena ricordare l’anno 1941 con la figura di Palma Bucarelli, la quale fu fondamentale per la formazione della Galleria Nazionale, affinché diventasse centro propulsivo. Ottenne l’incarico come direttrice all’inizio della Seconda guerra mondiale e con grande coraggio riconobbe fosse necessario trasferire gran parte del patrimonio a Palazzo Farnese a Caprarola e poi a Castel Sant’Angelo.
Alla sua morte, varie saranno le direzioni e gli allestimenti fino all’arrivo di Cristiana Collu, nel 2016, segnando un completo processo di trasformazione, riorganizzazione e riallestimento chiamato “Time is Out of Joint” il titolo ripreso dai versi dell’Amleto di William Shakespeare per sottolineare l’elasticità del concetto di tempo, un tempo sconnesso, non lineare, ma stratificato. Non esistono più sale con un ordine cronologico, il collegamento fra le opere è a livello emotivo, cromatico e formale. Questo porta ad una riappropriazione da parte del pubblico che, come in una scenografia cinematografica, costruisce in autonomia la trama del suo film, senza seguire rigidi e definiti percorsi prestabiliti dall’istituzione.

Secondo Collu il pubblico dovrebbe fruire il museo come un paesaggio o una città, passeggiando e guardandosi intorno. Nessuno dovrà indurci a trovare bellezza, nel cammino la si può trovare ovunque si voglia.
Oltre al rivoluzionario e tanto discusso allestimento, nell’anno 2018 viene avviata l’”esperienza mediazione”, in occasione della mostra a cura di Huang Du e Gerardo Mosquera “The Jumble of Growth”. Mostra che invitava a riflettere sulla necessità di proporre al pubblico una mediazione culturale e linguistica. Così prese inizio una proficua collaborazione con l’accademia di belle arti di Roma che a distanza di cinque anni continua ancora oggi con risultati sorprendenti.
La mediazione come dice il termine stesso è un ponte tra il fruitore e l’opera, letteralmente significa stare in mezzo, il confine (dal latino “cum”, insieme e “finis”, fine, termine). Caratteristica fondamentale è la comunicazione attiva che supera il modello della visita guidata frontale. Non esistono infatti itinerari definiti e circoscritti, ma i percorsi sono sempre aperti, perché creati e condivisi con il visitatore e quindi suscettibili di continue modifiche nello spazio e nel tempo.
La mediazione è indirizzata a tutti i pubblici, anche quelli portatori di fragilità, si articola in visite, laboratori, interviste, workshop e incontri di formazione. Presuppone il dialogo, ma anche l’ascolto per una relazione empatica tra il mediatore e visitatore. Questa modalità è come una danza, di quelle che puoi ballare solo in coppia.
La direzione di Cristiana Collu si concluderà a breve, ed insieme al suo saluto porterà con sé anche i grandi progetti. Non possiamo sapere cosa accadrà con il nuovo direttore, né tantomeno le sue iniziative, l’unica certezza è il rapido scorrere del tempo e con lui anche l’evolversi dell’impostazione attuale della direttrice. Dunque, non rimane altro che affrettarci a vivere l’esperienza immersiva insieme al mediatore, all’interno di questo allestimento visionario.
Chi è Aurora Lisi?
“Studentessa dell’Accademia di belle arti di Roma in Comunicazione e didattica dell’arte.
L’ardente obiettivo è quello di lavorare nel campo della divulgazione storico artistica mediante metodologie innovative ed efficaci.
Il mio apoftegma è tratto dalle parole di Giordano Bruno: «Considerato da filosofi e tra filosofi, mago significa sapiente con capacità di operare».
E’ entusiasmante pensare alla fusione tra motivazione e conoscenza come forgiatrice di un’essenza surreale, paragonabile alla stregoneria, non aspetto altro di avvedere questo processo con i miei occhi.”
Benvenuta Aurora!

