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i Rossonoha

I Rossonoha

di Fabrizio Fontanelli

I Rossonoha vengono da Roma. Sono cresciuti sotto i colpi melodici dei The Beatles e sotto le suggestioni della prima elettronica europea. Il loro è un progetto musicale che si muove tra i 100 e i 145 bpm, senza lasciare troppo tempo per fermarsi a riflettere: ritmo, energia e un suono che alterna chitarre e pulsazioni elettroniche.

La band ha sviluppato il proprio percorso musicale tra Gran Bretagna, Germania e Spagna, amplificando nel tempo un’identità sonora che unisce dimensione internazionale e radici profondamente romane.

I Rossonoha non si limitano alla produzione musicale: per loro ogni brano è anche una missione comunicativa. Un modo per raccontare storie e creare connessioni con chi ascolta.

Un esempio concreto di questo approccio è stato il loro tour nelle periferie romane, tra palazzi popolari e parchi urbani. Concerti organizzati nei quartieri della città per ricominciare a stare insieme dopo gli anni difficili della pandemia.

Un modo diverso di portare la musica dal vivo: non solo club e palchi tradizionali, ma strade, cortili e spazi pubblici.

I Rossonoha

Una band indipendente

Nel corso degli anni la band ha pubblicato diversi singoli. I loro videoclip sono stati realizzati da Manuela Kali, una delle fotografe italiane più apprezzate nella scena musicale contemporanea.

Sul palco i Rossonoha hanno condiviso esperienze con artisti importanti della scena italiana, tra cui Marlene Kuntz e Mannarino.

Nel 2022 la band è arrivata tra i finalisti di Arezzo Wave, uno dei festival più importanti dedicati alla musica emergente italiana.

Nel 2023 è arrivato il nuovo singolo “Post-it”, brano che rappresenta una riflessione personale e collettiva sul tempo che passa.

“Avevamo bisogno di questo brano, era per noi urgente.
Abbiamo voluto attaccare un post-it per ogni anno passato, per ogni momento vissuto, per ogni occasione mancata e per ogni battaglia persa.”


Una nuova sezione dedicata alla musica romana

Con i Rossonoha inauguriamo una nuova sezione del Talento di Roma dedicata alle band romane, soprattutto a quelle realtà musicali che mantengono un forte legame con il territorio e con la vita della città.

Massimiliano Benvenuto li ha intervistati per raccontare la loro musica e il rapporto con Roma.


Roma nei vostri testi

Quanta Roma entra nei vostri testi e nei vostri video?

Salve Talento di Roma e grazie!

Ricordo il video di Collagene: ci ritrovammo a girare vicino al Colosseo proprio durante il Gay Pride. Non lo sapevamo nemmeno. È stato meraviglioso.

Le terrazze romane compaiono spesso nei nostri videoclip. E a pensarci bene anche nel prossimo video ce ne sarà una.

Roma è la nostra pelle. È inevitabile che ci sia, anche se quasi mai la nominiamo direttamente.

Roma è la nostra ambientazione naturale.
Le nostre canzoni nascono da esperienze vissute interiormente, ma la città è sempre lì: come una pallina che sbatte sul muro e ritorna.


Fare musica a Roma

Che significa oggi fare musica in questa città?

Fare musica a Roma ha un sapore tutto suo. Dopo la pandemia il campo si è ristretto molto.

Nel mondo indie — quello che viviamo noi — sembra una gara continua a chi arriva prima. È difficile ritagliarsi spazi veri.

Credo però che questa situazione non riguardi solo Roma, ma molte città italiane.


La musica nelle periferie

Ho assistito a un vostro concerto tra i palazzi di Tor Marancia. Portare la musica nei quartieri è stata un’esperienza particolare.

Lo è stata anche per noi.

Non avevamo mai fatto una cosa del genere ed è stato uno dei concerti più belli e divertenti della nostra carriera.

Avevamo bisogno di quell’esperienza, ma ne avevano bisogno anche le persone che erano lì.

Grazie a Roberto Falasca e al presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri abbiamo potuto sperimentare qualcosa che secondo noi dovrebbe essere normale in una città come Roma.

Una città piena di storie e con una colonna sonora da scrivere ogni giorno.


Il concerto al Pentatonic

Presenterete il nuovo singolo “Post-it” il 12 maggio al Pentatonic, circolo ARCI verso la Cecchignola.

Sì, sarà una serata importante per noi.

Fare musica indipendente significa spesso fare tutto con le proprie forze.

Ed è durissimo.

La mattina ti svegli e la prima domanda è:
“Come inventiamo la magia oggi?”

Organizzare un concerto è complicato: bisogna creare tutto da zero.

Cerchiamo sempre di fare del nostro meglio per offrire a chi viene ad ascoltarci qualcosa che renda quella serata memorabile.

È faticoso. E bisogna comprare molti cerotti per le porte che ti si chiudono in faccia.


Un post-it per Roma

Per prendere spunto dal vostro singolo: se poteste lasciare un post-it a Roma, cosa scrivereste?

“Non dimenticare mai la tua grandezza.”


Puoi leggere altri articoli di Fabrizio Fontanelli su Il Talento di Roma. https://www.iltalentodiroma.com/2023/08/25/emiliano-bartolucci-intervistato-da-fabrizio-fontanelli/

Per approfondire la scena musicale indipendente italiana:
https://www.rockit.it