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Strega. La storia di un premio

Strega. La storia di un premio

La storia di uno dei premi letterari più ambiti d’Italia ha molto a che fare non solo con Roma ma anche con le donne, una in particolare: Maria Bellonci.

Il Premio Strega nel suo nome non ha nulla di esoterico ma ha tanto di determinazione e impegno culturale.

  “[L’idea del premio] era nata da me, da me a paragone con gli altri, dalla nuova coscienza sorta nei tempi tanto incisivi della Resistenza durante i quali avevo imparato che gli uomini esistono gli uni per gli altri e che gli scrittori non fanno eccezione. Pensavo adesso che ciascuno avesse il dovere di vivere dentro un nucleo sociale e di offrire, potendo, alla comunità, un tributo di azioni quotidiane”.  Maria Bellonci

Maria Bellonci, a ragion veduta, riteneva salvifica l’azione della letteratura in un periodo dagli equilibri precari come il secondo dopoguerra. Suo marito Goffredo, un noto giornalista e critico letterario, ne fu fin da subito entusiasta. Con quel premio la cultura faceva da legante sociale e costruiva una nuova coscienza civile dalle macerie della guerra.

“Già da tempo cominciavo a pensare a un nostro premio, un premio che nessuno ancora avesse mai immaginato. L’idea di una giuria vasta e democratica che comprendesse tutti i nostri amici mi sembrava tornar bene per ogni verso; confermava il nuovo acquisto della democrazia”. Maria Bellonci

Una delle prime immagini degli Amici della domenica presa dal sito ufficiale del Premio. Vi sono ritratti tra gli altri: Maria Bellonci, Aldo Palazzeschi, Alba De Cèspedes, Libero Bigiaretti e Anna Proclemer.

 

Siamo nel 1944, Roma è appena stata liberata dall’occupazione, Maria e Goffredo Bellonci, due intellettuali – lei romana, lui di origini bolognesi – inventano le “domeniche letterarie” assieme ai loro amici. Non si tratta ancora di un vero e proprio salotto letterario, ma di riunioni del tutto informali a casa dei Bellonci in Viale Liegi, nel quartiere Parioli di Roma. Risale all’11 giugno il loro primo vero appuntamento letterario.

Maria Bellonci  racconta tutto nel suo libro Come un racconto. Gli anni del Premio Strega. Con il suo stile elegante scrive di aver  segnato la data nel suo taccuino, assieme alla lista degli invitati.

 

“Il tentativo di ritrovarsi uniti per far fronte alla disperazione e alla dispersione” Maria Bellonci.

 

Durante quelle riunioni domenicali i Bellonci e i loro amici discutevano di letteratura, di politica, di arte, mangiando le torte che Maria stessa preparava alzandosi di buon’ora. E fu così che, tra una chiacchiera e l’altra, una domenica di gennaio del 1947, le venne in mente di istituire un premio letterario, un riconoscimento che “nessuno avesse mai immaginato”.

La giuria doveva essere varia, vasta e composta da quelli che da allora in poi si sarebbero chiamati gli  “Amici della domenica”. In quelle stanze pieni di libri e di oggetti d’arte, tra gli stessi amici della coppia, figurava anche l’imprenditore beneventano Guido Alberti, proprietario dell’omonima azienda produttrice del noto liquore Strega. Alberti manifestò non solo il suo entusiasmo per l’idea di Maria ma decise anche di finanziarla. Da qui il nome Strega al premio.

Il Premio Strega venne annunciato il 17 febbraio 1947 alla presenza di Guido Alberti con il seguente annuncio:

Il premio è stato costituito col fondo di duecentomila lire messo a disposizione dai fratelli Alberti della ditta Strega, ed è inutile sottolineare quanto sia bello per noi che proprio due uomini dell’industria di gusto e di cultura, abbiano voluto dare il loro contributo ad una iniziativa della società letteraria. Per ricambiare la cortesia noi chiameremo questo premio il “Premio letterario Strega degli Amici della domenica”. Abbiamo pensato di farlo assolutamente indivisibile e per l’organizzazione ci siamo attenuti alle norme del referendum. Noi, cioè, non poniamo candidati, né pochi né molti. Hanno diritto al voto tutti gli amici che frequentano le nostre riunioni domenicali (che abbiamo calcolato in centocinquanta, comprese le signore e gli amici lontani). La prima votazione, che avrà luogo il 15 giugno, designerà con la maggioranza del suffragio cinque opere pubblicate negli ultimi dodici mesi. Dopo lo scrutinio, che avverrà immediatamente. Si comunicheranno ai votanti i nomi delle cinque opere segnalate per maggioranza di voti, e su queste, sempre con scheda segreta, si ripeterà la votazione. La proclamazione avverrà verso il 1° luglio in un locale pubblico. Sarà premiata un’opera narrativa (romanzo, racconti, diario, biografia).

 

Da allora gli Amici della domenica, arrivati oggi a quattrocento votanti, si riuniscono ogni anno per scegliere quello che ritengono essere il miglior romanzo italiano, pubblicato nell’anno in corso. Lo proclamano non prima di aver attraversato diverse fasi di voto: la prima fase prima del 2023 a casa Bellonci, ma ora a Benevento, dove viene annunciata la dozzina, quest’anno il 7 giugno al teatro Romano della città campana; la seconda fase presso il Ninfeo di Villa Giulia, a Roma, ai primi di luglio, dove viene proclamato il vincitore.