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Letizia Battaglia. “Senza fine”

Letizia Battaglia

«Tutti venivano chiamati “onorevole” a me “ciao letizia”»

di Aurora Lisi

 

Dal 27 maggio al 5 novembre è possibile vedere la mostra “Letizia Battaglia Senza Fine” che rende omaggio alla prima donna fotoreporter e politica siciliana.

 

 

 

Novantadue fotografie in bianco e nero aleggiano fra le due aule delle Terme di Caracalla, restaurate per l’occasione:

La prima, originariamente ingresso alla palestra occidentale dell’impianto, ripresa nuovamente come entrata della mostra. La seconda era lo spazio con un sistema di riscaldamento ed una vasca dove avveniva la detersione successivamente all’allenamento e alla sauna.

 

Il tempo di metabolizzare il visibilio di vedere le iconiche fotografie dell’artista e della maestosa area archeologica restaurata che, veniamo sopraffatti dall’allestimento esotico e coinvolgente, ripreso dall’architetta Lina Bo Bardi per il Museo de Arte de São Paulo, in Brasile; dove i lavori sono sostenuti dai “cavaletes” nonché supporti in cemento, cristallo e legno che sostengono l’immagine dei quadri galleggianti.

 

Letizia Battaglia

 

L’esposizione ha una narrazione non cronologica, atemporale ed atematica; propone una copiosa selezione di immagini intensificate dall’amato bianco e nero dell’artista, dove troviamo una fusione tra le scene ulcerate e dolenti della sanguinosa mafia con la costellazione di fotografie dove amore, dolcezza, passione e impegno, raccontano momenti della storia. Il silenzio, lì e in quel momento, è qualcosa di naturale.

 

Nonostante l’artista fosse una fotografa autodidatta, con la sua Pentax K 1000 è riuscita a restituire sensibilità, naturalezza ma soprattutto poesia a scene impensabili, attraverso il suo stile intensamente personale, quel che si potrebbe chiamare il suo ritmo interiore.

 

 

È interessante come il percorso lavorativo di Letizia Battaglia sia nato sempre per pura serendipità e passione civile.  Difatti grazie alla sua fama ed impegno dall’86 al ’91 venne nominata all’inizio consigliera comunale, più tardi assessora in una delle giunte Orlando ed in seguito consigliera Regionale in Sicilia, sempre con i Verdi.

 

Importanti incarichi che non offuscarono i suoi grandi obiettivi, lasciando prevalere genuinità ed ambizione, dichiarando lei stessa in un’intervista: «Tutti venivano chiamati “onorevole” a me “ciao letizia”»

 

Il suo unico, forse utopico obiettivo era la speranza di poter cambiare alcuni sistemi della sua città. Il lavoro, purtroppo, è ancora abbondantemente lungo eppure, è l’inizio di una strada, tanto vale camminare dalla parte soleggiata. Oltretutto possiamo affermare con certezza che grazie ai suoi lavori è avvenuto un cambiamento, non solo per la maggiore consapevolezza in passato ma anche per chi continua a fruire questi attimi catturati nella loro contingenza.

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