Il Bombardamento di San Lorenzo
Il Bombardamento di San Lorenzo
“A ma’ fa caldo pe’ sta a casa, vado a bagnà la testa in qualche fontana”.L’estate del 1943 è un’estate come tante per Roma: il caldo non dà tregua e il ponentino solo in parte riesce a mitigare di sera l’afa che si respira in città. Le notti poi sono torride e infinite. Il coprifuoco obbliga tutti a stare in casa anche se la casa è un forno incandescente, solo una bella fetta d’anguria dar cocomeraro potrebbe dare un po’ di sollievo, pensa Ninetta.Non è un’estate come le altre quella del 1943 per Roma: l’entrata in guerra dell’Italia al fianco di Hitler, dichiarata tre anni prima da Mussolini dal balcone di piazza Venezia, non è stata né trionfale né breve. Le cose vanno male per le truppe italiane fasciste al fronte e Roma si sta riempiendo di militari tedeschi, pronti ad occupare la città in caso di resa.
Sta guera maledetta, pensa Ninetta, le ha portato via tutto: i suoi vent’anni, i suoi fratelli partiti al fronte, insomma la giovinezza. Ora che stanno arrivà l’Americani tocca temè pure pe ‘a casa? Dicono tutti che a loro poi interessano solo gli obiettivi militari e catturare Mussolini, mica je interessano ‘e case dee borgate de Roma. La sirena antiaerea è ormai diventata un suono tristemente familiare, tocca correre a ripararsi da qualche parte e aspettare che passi.
Anche il 19 luglio 1943 suonano le sirene antiaeree nella capitale, gli aerei americani lanciano sulla città circa 4000 bombe e sebbene l’obiettivo fosse lo scalo ferroviario militare di San Lorenzo le oltre 1000 tonnellate di esplosivo cadute sulla città colpiscono anche migliaia di abitazioni civili del quartiere San Lorenzo, Prenestino, Tiburtino e Tuscolano, passando alla storia come il Bombardamento di San Lorenzo.
80 anni fa il primo dei 51 bombardamenti subiti da Roma durante la Seconda Guerra Mondiale, il Bombardamento di San Lorenzo, ha causato circa 3000 morti, 11000 feriti e 40000 cittadini sfollati, tra cui anche Ninetta, rimasta illesa perché a casa nun ce stava mai, a differenza della madre estratta miracolosamente viva dalle macerie.Alla fine ‘sta guera maledetta s’è presa pure casa mia.

