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Emiliano Bartolucci intervistato da Fabrizio Fontanelli

Emiliano Bartolucci

Emiliano Bartolucci intervistato da Fabrizio Fontanelli

Da questo mese e speriamo per lungo tempo Fabrizio Fontanelli, musicista e leader dei Mardi Gras Band, ci porta a conoscere volti, note e luoghi della musica romana. Si inizia da un artista a tutto tondo come Emiliano Bartolucci.

di Fabrizio Fontanelli

Emiliano Bartolucci, romano classe 1976.

Dal 2007 ha realizzato diverse mostre nelle città di Milano, Reykjaivík, Roma e Torino.
Si è perfezionato frequentando un Master avanzato, Storia sociale dell’immagine, Ritratto e Lightroom al Centro Sperimentale di Fotografia ADAMS. Oltre a lavori con artisti islandesi tra musica , fotografia e scultura ha curato la mostra “Che ci faccio io qui?” sui bambini italiani costretti alle carceri con le madri recluse, che ha visto tra i partecipanti uno dei vincitori del WordPress Photo: Riccardo Venturi. Nel 2017 è stato selezionato per il concorso fotografico “Il Mostro” curato da Luciano Corvaglia; sempre dal 2017 è stato fotografo ed insegnante di fotografia presso il Teatro Portaportese, con il quale tutt’ora collabora.
Nel 2020 ha lavorato ad un progetto collettivo sociale dedicato a madri single; nello stesso anno ha insegnato per l’Associazione Amici di via dei Sabelli a Roma in un corso integrato di educazione all’immagine per ragazzi.
L’anno successivo ha realizzato laboratori di ritratto creativo ed esposizioni tematiche a sfondo sociale e ha partecipato ad un progetto espositivo dedicato alla figura di Pier Paolo Pasolini.
Dedito alla fotografia musicale ha iniziato la masterclass School of Rock, con l’obiettivo di formare fotografi che possano inserirsi nel mondo del live reportage.
A Maggio 2023, ha realizzato il primo videoclip dell’album Spirits of the West della band Country Rock TCR.
 

Ciao Emliiano e benvenuto su Il Talento di Roma

Con te inauguriamo una rubrica dove si parla di musica sia suonata che vissuta dietro e sotto i palchi; tu i palchi li hai vissuti a pieno, tanto da metterli al centro di questo libro che stai portando a compimento “Diario di un live reporter “La  prima volta che hai preso in mano una macchina fotografica”

Raccontaci la scintilla tra te e il mondo della fotografia

 
– È un piacere risponderti. La scintilla è piuttosto lontana dalle prime foto scattate da ragazzino. Sicuramente aver studiato in una scuola importante, mi dato l’opportunità di sviluppare la curiosità. Forse quella scintilla la sto ancora metabolizzando, perché il mio rapporto con la fotografia è, sentimentalmente parlando, confuso e conflittuale. Le emozioni importanti, quelle che si ricordano, vanno a periodi e credo che gli anni del Covid, paradossalmente, siano stati quelli in cui ho avuto le migliori soddisfazioni, come fotografo ma soprattutto come insegnante, o meglio, come aggregatore di fotografi e progetti fotografici.

 

Come mai Emiliano hai avuto l’esigenza di scrivere un diario? A volte il compimento di un libro è anche per chiudere un periodo e idealmente ripartire di slancio verso altre destinazioni

 
– Probabilmente è come una mostra retrospettiva, anche se quella si concede soltanto ai grandissimi della fotografia. Il libro è la conclusione di un periodo temporale ed anche un messaggio per dire: “faccio anche altro”. I live sono stimolanti, però nello stesso tempo, logorano e tolgono giornate intere a ciò che si potrebbe fare di diverso, compresa la formazione, che per me resta un’attività di primaria importanza.

 

Da tempo sei al timone di questa School of Rock! Parlacene diffusamente

 

È un workshop, una “specializzazione” che propongo a chi ama la fotografia musicale. Di recente è stato ben partecipato ed ha permesso ad alcuni ragazzi di fare gruppo, di confrontarsi sotto palco e non solo, di scambiarsi idee e sviluppare una propria visione, oltre la “fredda” cronaca. Con la scuola si passa dal proporre un reportage, ad una sorta di ritratto creativo, nel quale le emozioni contano di più rispetto al proporre: “ieri sera hanno suonato questi”. Spero con la tua intervista di incuriosire ed avvicinare ad un corso che ritengo di qualità e dove non è il mio guadagno la cosa importante, perché qui è tutto assai economico ed alla portata di qualsiasi tipologia di persona. Approfitto per segnalare emilianobartolucci.com dove sono presenti tutte le informazioni per partecipare.

 

Emiliano dicci i Live più emozionanti ai quali hai assistito? e a quali scatti sei particolarmente affezionato?

 
Ce ne sono tanti, in passato ho raccontato le gesta di band più conosciute e mi emozionai molto a fotografare i Cranberries, ad esempio. Oggi preferisco avvicinarmi a chi deve ancora emergere. Tra i recenti, sicuramente mi sono emozionato ad un concerto dei Gang a Trevignano Romano, una band che ha speso la propria carriera artistica per raccontare tematiche sociali e tutti i loro brani non si limitano al linguaggio esclusivamente musicale, soprattutto sono messaggi da custodire ed analizzare con estrema sensibilità.

 

Facci da Virgilio nel mondo della fotografia della nostra città. Negli ultimi anni ho assistito a un vero boom di fotografi e a volte vedo sotto palco quasi più fotografi che pubblico! Cosa è successo?

 
Va di moda, parliamoci chiaro e questo avvicina più persone al sotto palco. Inoltre band, locali e magazine molto spesso non pagano, per cui dare qualche pass in più è il modo migliore per spendere niente e ricevere molte immagini, da utilizzare poi come veicolo pubblicitario. Per quanto complicata, la fotografia musicale affascina, prevalentemente i giovani e soprattutto arriva a tanti appassionati, perché se fotografo una band molto seguita, è probabile che le mie immagini abbiano parecchie visualizzazioni, oltretutto, subito. Come tutto, però, questo ha dei pro e dei contro, ad esempio il meccanismo di visualizzazione rapido, diventa usa e getta, non retribuito ed approssimativo, il che sviluppa un circolo dal quale è difficile uscire e dove è ancor più difficile, per chi osserva, distinguere qualità importanti, se ne ha, del fotografo.
 

 

Emiliano hai altri progetti in cantiere? Ho visto anche realizzazione di qualche video recentemente

 
I video mi piacciono molto, sono un contesto nel quale sviluppare molto la creatività e raccontare una storia. L’ho fatto con i TCR per il singolo del loro primo album “Spirits of the west” e mi auguro di poterne realizzare altri prossimamente.
In genere mi occupo di tematiche sociali, ma quando lo faccio mi manca la musica e così quando mi occupo di musica, mi mancano le tematiche sociali. Spero soltanto di migliorare e produrre immagini di qualità, in quale contesto, non è poi così importante saperlo ora, perché in fondo la fotografia, che ci piace tanto settorializzare, è soltanto una.
Grazie Emiliano e a presto a qualche concerto! 
-Grazie a voi!
Emiliano Bartolucci

Produttore, Musicista e autore con i Mardi Gras, Fabrizio Fontanelli è anche promotore di eventi culturali e si occupa di sempre di arte a 360 gradi

Esperto di cultura irlandese, ama viaggiare, nuotare e leggere.
Potete leggerlo anche qui