Magazine

Le case con gli occhi verdi. La poesia di Rosanna Frattaruolo

,
Le case hanno gli occhi verdi

” Le Case con gli occhi verdi” La poesia di Rosanna Frattaruolo

di Gisella Blanco

Con questo articolo inizia la collaborazione del Talento di Roma con Gisella Blanco, che scriverà qui di poesia e poeti e di editoria. Speriamo di tutto cuore che sia l’inizio di un lungo e felice sodalizio e che incontri il vostro favore e curiosità.

 

Le case con gli occhi verdi, plaquette di Rosanna Frattaruolo per Babbomorto Editore del 2021, rivisita gli orli delle idee sulle cose, sulle emozioni, sui salti e sugli inciampi dell’individuo. Una vena latamente truculenta ammanta di dolcezza i testi, con una prestanza ossimorica straniante quanto puntuale.
Il dolore è una risorsa del corpo, dello stesso corpo che prende parte all’ambiente e lo possiede, ontologicamente ed eroticamente.

 

La scrittura di Frattaruolo potrebbe assomigliare alla poesia americana confessionale (Sylvia Plath, in particolare) ma ne diverge, probabilmente, come esiti gnoseologici, perché parte dalla rabbia per giungere in lidi ben più prosperi e luminosi, al contrario delle colleghe americane che fanno della rabbia stessa una pars destruens ri-civilizzante.

 

L’io è esplicito, anche se non univoco e mai chiuso in sé stesso: il verso parla in prima persona, sempre con i caratteri minuscoli di un discorso aperto, attraversa la personalizzazione dell’esperienza per trasfigurarla attraverso figure retoriche ampie e ariose, perfino quando sembrano stridere con la sensibilità comune e più generalista.

Si presenta sicuro – seppur non assertivo – il dettato poetico, attraverso una fragilità diventata feroce, volutamente aggressiva. I dettagli del corpo, i liquidi biologici, le piccole fattezze dell’umanità vengono offerte in visioni trasversali, sinestetiche: sembrano avere una sorta di autonomia, come se potessero agire a prescindere dal resto degli organi, innestandosi in una natura paradossale, paradossale proprio come sembra percepirsi l’io poetico.

È in un “apice del giorno” che culmina questa brevissima plaquette, con un “sorriso del primo pomeriggio” che abbraccia una giornata che si sta per concludere con la dovuta, necessaria compassione da condividere con un tu largamente polifonico.

*
un paio di volte
ti ho preso le misure come un sarto
per capire come mi avrebbe vestita il tuo corpo
ho scucito tutti gli orli
*
ti adotta la mia bocca
come unico atto legale
che sancisca il nostro patto
nessuna rima patetica
solo polifonica masticazione
del tuo essere lingua
tra i miei denti
e tanta tanta saliva
*
e se gli occhi non posso chiudere
allora li cavo e scavo
fino all’orbita
la rabbia da dentro

mi mangia la guancia

 

 

Le case hanno gli occhi verdi

Foto di Dino Ignani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gisella Blanco è nata a Palermo nel 1984 e vive a Roma da diversi anni. È laureata in
giurisprudenza, si occupa di critica e divulgazione letteraria poetica, collabora con blog, riviste
cartacee e giornali per i quali scrive note critiche, recensioni, articoli, interviste e saggi. Collabora
con Il Foglio come critico letterario. Scrive per la rivista Leggere Tutti cartacea e on line, per
minima& moralia, per Atelier Poesia cartaceo e on line, per Laboratori Poesia, per Liguria Day, per
Poesia di Luigia Sorrentino, per Smerilliana. È vicedirettrice di Poesia del nostro tempo. Fa parte
della redazione della rivista cartacea semestrale Laboratori critici. Ha svolto, come relatrice, lezioni
in ambito universitario sulla poesia (Università di Palermo – Dipartimento di Scienze Umanistiche,
Corso di studio in Lettere, Insegnamento Istituzioni di Linguistica italiana); nel 2020 ha tenuto una
lezione sulla poesia agli studenti di Linguistica Italiana della Sichuan International Studies
University di Chongqing (Cina). Nel 2022, per Università degli Studi di Palermo, ha tenuto una
lezione sui percorsi della poesia, in occasione dell’incontro del percorso seminariale Attività
Tipologia F su “Le parole che ho sempre voluto”. E’ stata ospite presso l’Alma Mater Studiorum –
Università di Bologna, all’interno del corso “Poesia italiana del Novecento – Laurea Magistrale”.
Particolarmente attenta ai temi sociali, filosofici e femministi, è autrice della silloge poetica
Melodia di porte che cigolano, pubblicata da Eretica Edizioni (2020), compare nell’antologia Inno
alla morte, pubblicata da Bertoni Editore (2021), nell’antologia “Cuori a Kabul – Poesie per
l’Afghanistan” di Graphe.it Edizioni e nell’antologia Italia insulare- i poeti di Macabor Editore 2022.
Alcuni suoi testi sono stati tradotti nel Journal of Italian Translantion. Una sua poesia è presente
nell’antologia Negli occhi bambini (con una nota introduttiva di Umberto Piersanti per
ScriverePoesia Edizioni). Ha scritto una plaquette che compare nell’antologia La terra inesplorata
delle donne, Dalia Edizioni. Lavora come editor e nella comunicazione. Ha seguito, per la
comunicazione, la Fiera di Iglesias, il Premio Nazionale Elio Pagliarani, Elba Book e il TeverEstate
per il Cibaldone Culture Festival. È giurata nel Premio Internazionale Città di Sassari per la sezione
Poesia.

 

Potete leggere Gisella Blanco anche qui