La Radio a Roma: Gianluca Polverari
La Radio a Roma: Gianluca Polverari
Ciao Gianluca e benvenuto su Il Talento di Roma!
Per la prima volta parliamo di radio e chi meglio di te ci può fare da Virgilio nel mondo dell’ etere romana!
La tua Alternitalia è ormai imprendiscibile per chi fa musica indipendente, avrai milioni di cd, cassette, vinili e quant’altro.
-Raccontaci come è nata questa storica trasmissione
Grazie per l’ invito e per questa intervista, mi fa piacere raccontare la mia esperienza radiofonica che è iniziata nel 1994 a Radio Città Futura. E proprio a Rcf, intorno al 96 se non ricordo male, mi venne proposto dall’ allora Direttrice Artistica Daniela Amenta di pensare ad una trasmissione che si occupasse del mondo underground musicale del nostro Paese, visto che già da un anno ero il Responsabile del Lazio del festival Arezzo Wave, compito che mi era stato affidato dalla stessa Daniela essendo Rcf l’ antenna regionale della famosa rassegna toscana.
Dunque pensai ad un nome accattivante che potesse sposarsi con il contenuto e quasi subito mi venne in mente il nome di Alternitalia che fu immediatamente apprezzato quando lo indicai alla redazione. In realtà la proposta della trasmissione venne fatta non solo a me ma anche a Michele Luches ed insieme iniziammo a trasmettere la domenica pomeriggio. Prima però andava costruita la base e non c’ era internet come ora e quindi iniziai a contattare al telefono le varie case discografiche italiane dell’ epoca chiedendo se fossero interessate ad inviare il loro materiale da ascoltare, valutare e trasmettere con, inoltre, la possibilità di intervistare anche i loro artisti. Tutte si mostrarono
interessate e presto iniziò ad arrivare tanta musica in cd e cassetta (all’ epoca i famosi demotape), io poi mandavo via fax le scalette affinché ogni label potesse verificare il lavoro di promozione da me svolto. La trasmissione ebbe subito successo per vari motivi: all’ epoca non c’ era la rete, non c’ erano i social, non c’ era youtube, bandcamp, ecc. e se ti volevi far conoscere dovevi necessariamente passare tramite la radio e trasmissioni in tal senso, nell’ etere romano, non esistevano, uno spazio di due ore dedicate solo all’ underground nazionale e dunque ricevemmo musica da ogni parte d’ Italia.
Poi io e Michele facevamo una conduzione simpatica, spiritosa e comunque professionale che sapeva intrattenere anche chi magari non era proprio interessato all’ argomento principale della trasmissione. Poco dopo iniziai a scrivere per Fuori dal Mucchio, l’ inserto del magazine musicale Mucchio Selvaggio dedicato all’ underground tricolore e curato dal giornalista Federico Guglielmi, e di conseguenza nacque anche un supporto di visibilità con la pubblicità di Alternitalia presente su quelle pagine mentre i contenuti di Fuori dal Mucchio venivano presentati nel nostro spazio con gli interventi di uno dei collaboratori della testata ossia Fabio Massimo Arati, e anche qui i siparietti simpatici si sprecavano.
Insomma queste sono state le fondamenta di questa trasmissione che tuttora esiste, la conduco da solo dal 2002 su Radio Città Aperta ( www.radiocittaperta.it ) dopo che il mio rapporto con Rcf terminò ed è ancora una conduzione che porto avanti con passione, impegno e curiosità che è poi l’ elemento fondamentale per nutrire al meglio questa esperienza. Ormai non conto più quante band ho ospitato e quante ne ho supportate con alcune di esse hanno avuto poi successo mentre altre, ahimè, non ci sono più.
I supporti sono cambiati, il demotape è storia vecchia, i cd arrivano ma ormai tanto materiale è solo digitale e potersi districare tra le tante proposte che vengono inviate in questo modo non è affatto facile perché si è letteralmente bombardati da band singole o uffici stampa. Cerco quindi sempre di rispondere a tutti ma di sicuro supporto solo ciò che mi convince veramente senza troppe vie di mezzo.
La conduzione attualmente è il venerdì dalle ore 18 alle 20, e si possono poi comunque ascoltare i podcast cliccando su questo indirizzo www.radiocittaperta.it/shows/alternitalia.
Ovviamente la musica che viene scelta da te e viene trasmessa viene da Roma, ma non solo.
–Qua si parla di Roma, dunque dacci una panoramica su cosa avviene culturalmente in città.
Ricevi molta musica dagli artisti romani?
Come dici giustamente la trasmissione ha respiro nazionale e ricevo tanta musica da ogni angolo dello Stivale. Ovviamente ne arriva tanta anche dalla nostra città e provincia e devo dire che le band
interessanti non mancano, dal pop al cantautorato ai suoni più sperimentali e di ricerca nell’ ambito delle varie declinazioni del rock e dell’ elettronica. Insomma il fermento c’è, non ci sono tanti locali che supportano queste proposte ma nemmeno pochi come in altri centri e sicuramente sono più numerosi rispetto a quando iniziai nel 94 dove le location dove suonare degnamente latitavano, eccezion fatta per l’ importante ruolo dei Centri Sociali e poco altro. Al contrario c’è stato un proliferare di esperienze, club, circoli culturali sopratutto nei primi dieci anni del nuovo millennio ma poi, piano piano, importanti luoghi d’ aggregazione come Circolo degli Artisti, Init, Sinister
noise ed altri hanno chiuso e questo è stato un forte danno per l’ intera città. Sicuramente va lodato il lavoro attuale del Monk, del Largo, del Fanfulla, del 30 Formiche, del Traffic, del Wishlist che organizzano live anche se, dopo il Covid, Roma sta faticando non poco a portare di nuovo esperienze live di nomi internazionali che magari passano invece per altre città, Milano e Bologna in primis.
Credo però, se non ci saranno nuovi disastri, che la situazione possa andare migliorando e per questa nuova stagione colgo già segnali interessanti.
Roma ha il difetto dei grandi centri urbani e dunque non c’ è una scena musicale ed artistica unitaria, a dir la verità è impossibile nel pratico, anche se ora sta nascendo questa esperienza del K.A.I. (Kollettivo Artisti Indipendenti) che ha nelle intenzioni quello di creare un rapporto di scambio, visibilità, supporto reciproco reale ed umano che superi i confini virtuali dei social, pur non negando il loro importante utilizzo. Per info si può trovare il Manifesto qui:
https://www.kulturjam.it/kai
Radio Città Aperta è da sempre una delle radio più amate e rispettate. Proprio questa estate indossando la vostra t shirt sono stato ripetutamente fermato da persone che mi chiedevano della Radio e se fossi uno dei Deejay!
-Parlaci di Rca e dei nuovi traguardi
Che bello! Mi fa veramente piacere apprendere che alcune persone sono rimaste incuriosite dalla nostra bella T-Shirt e che ti abbiano chiesto informazioni a riguardo. Il nostro è un progetto ambizioso e coraggioso che nasce dalla forza di volontà degli speaker di portare avanti questa avventura dopo la vendita dell’ FM da parte di coloro che prima gestivano RCA.
Abbiamo fondato l’ Associazione Culturale “DISSOCIAZIONE” e supportiamo economicamente la struttura di Via
Casal Bruciato 31 insieme alle donazioni dei nostri ascoltatori che realizzano offerte su questa
sezione del sito: www.radiocittaperta.it/sostienici .
Come Direttore Artistico credo in una proposta che possa avere rilevanza culturale non solo a livello musicale, ma anche di altre forme d’ arte come teatro, cinema, letteratura, ecc, per non parlare degli approfondimenti di natura politica e sociale della Redazione Informazione. Il nostro claim, che gioca con le iniziali del nome RCA, è
#ResistenzaCulturaleAttiva proprio perché è più che mai necessario non lasciare andare il nostro paese e la nostra città alla deriva del mainstream, della facile volgarità, del disimpegno e della pigrizia mentale. Agli speaker chiedo di essere propositivi e personali nelle loro conduzioni senza copiare stereotipi altri. Chiedo poi di essere professionali nella messa in onda, mai cattedratici ma anzi di assumere un approccio colloquiale e piacevole all’ ascolto offrendo parallelamente una proposta più coraggiosa e meno allineata, indicazioni che per primo tento di applicare anche nelle mie conduzioni settimanali, compresa Alternitalia. Abbiamo in serbo eventi esterni, così come ne abbiamo organizzati in passato magari ospitando alcuni dei tanti artisti che trovano spazio presso i nostri microfoni. Inoltre si sta vedendo la possibilità di entrare nel circuito DAB, il digitale radiofonico e, diciamo così, siamo con i lavori in corso.
–Hai mai pensato di passare dall’ altra parte e creare eventi legati a Alternitalia? Per gettare
luce sulla musica pensata e creata qua a Roma?
In realtà in passato ho creato eventi in tal senso, ora mi riesce più difficile per motivi di tempo visti i tanti impegni contemporanei che porto avanti. Ci sono talvolta delle mediaprtnership sia con la mia trasmissione che con la radio stessa per appuntamenti dove l’ organizzazione principale è di altri, uno scambio di visibilità comunque utile che è anche supporto reciproco. Al momento non ho nei miei piani di realizzare serate a nome Alternitalia ma di sicuro si sta lavorando per eventi, come dicevo prima, a firma Radio Città Aperta.
-Lasciaci un tuo pensiero su Roma, come diciamo qua “Cosa è per te?”
Sinceramente Roma è tanta fatica, l’ho amata ma ora decisamente meno. La vedo una città imbarbarita nel suo quotidiano, una decadenza che va avanti da almeno il 2008 e non vedo un qualche segnale reale di ripresa. Il confronto con altre città europee è disarmante e, seppur sacche di resistenza artistica e culturale ci possano essere, queste sono scarsamente aiutate da chi di dovere e non solo. Anche numeroso pubblico si è impigrito non sostenendo realmente eventi, situazioni ed idee che invece valgono, eccome. Insomma vedo Roma come una bellissima donna che però viene trascurata da chi dice di amarla ma che poi nei fatti la maltratta.
L’autore Fabrizio Fontanelli Leggilo qui

