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I Sommersi: la mostra.

I sommersi

 “I sommersi” – la mostra che ripercorre gli avvenimenti del rastrellamento degli ebrei a Roma

di Laura Onorato

16 Ottobre 1943: i Musei Capitolini commemorano i NON TORNATI dai campi di concentramento

 

I sommersi

 

 

Uomini, donne, anziani e bambini: oltre mille ebrei furono prelevati con la forza dai nazisti, portati alla stazione Tiburtina e messi su un treno per il campo di concentramento di Auschwitz – Birkenau. Un viaggio lungo sei giorni. Yale Calò e Lia Toaff, attraverso la mostra ai Musei Capitolini denominata I sommersi, ricordano il tragico fatto avvenuto ottanta anni fa nelle strade della nostra città.

 

Ma perché la mostra ha questo titolo?

 

Perché questa mostra ha lo scopo di farci immergere nell’angoscia, nello spaesamento e nella violenza subita dagli ebrei, e farci riflettere sulle cause e le conseguenze di quell’orrore. E, seppur molto breve, ci riesce appieno. A partire dal messaggio stampato sulla parete dell’ingresso: “Insieme con la vostra famiglia e con gli ebrei appartenenti alla vostra casa sarete trasferirti. Bisogna portare con sé: viveri per almeno otto giorni, tessere annonarie, carta d’identità e bicchieri. Inoltre, una valigetta con effetti personali, coperte e denari e gioielli”.

Era questo il biglietto che le famiglie ebree ricevevano venti minuti prima di essere prelevati dalle loro case, in quanto dovevano farsi trovare pronte per la partenza verso i campi di concentramento. Fu così che più di mille ebrei, quel maledetto 16 ottobre 1943, vennero avvertiti della loro sorte. Perfino gli ammalati – anche quelli gravissimi – dovevano partire, “l’infermeria si trova nel campo” (citava il biglietto).

 

 

I sommersi

 

 

 

Ne “I sommersi”, l’alternarsi di dipinti e disegni, fotografie, documenti, giornali, atti e oggetti di vita quotidiana ci fanno immergere nelle vite spezzate di ognuno di quei poveri esseri umani.

Nelle tele ad acquarello di Pio Pullini – prestate dalla Galleria Comunale d’Arte Moderna e dagli eredi del grande pittore – si scorgono l’arresto degli ebrei durante la routine quotidiana: una signora apre la porta ai nazisti con i bigodini ai capelli, una donna aiuta il padre ad alzarsi da un letto di ospedale mentre i nazisti attendono. Un’altra tela raffigura uomini portati con forza verso le camionette, e un’altra ancora dove due donne vengono aiutate da un nazista a salire sopra una di queste (visibilmente tastando il sedere).

Ma la compassione più profonda l’ho ‘sentita’ guardando il registro della scuola elementare ebraica di Roma dell’anno scolastico 1944/45. Il rientro dei bambini, sopravvissuti a quelle atrocità, mi ha commosso profondamente perché sotto la voce “professione del padre” risultano aggettivi come deportato o fucilato. E mi sono chiesta: quanti bambini sono ritornati, da quei campi, orfani o orfani di padre/madre? Quanti di loro hanno vissuto con quel trauma?

 

I sommersi

 

La mostra dei Musei Capitolini mi ha spinto a riascoltare interviste e mi ha colpito profondamente il racconto della signora Settimia Spizzichino, unica sopravvissuta al rastrellamento del 16 Ottobre 1943 e deceduta nel 2000, dove racconta alla trasmissione Roma 44 il giorno in cui mangiò la terra – nel campo di concentramento – con l’illusione che fosse cioccolato. E quando le viene chiesto se si è mai sentita in colpa di essere sopravvissuta, lei risponde soltanto: <<Sì>>. Nella sua voce tremula si sente l’impossibilità di continuare, di spiegarne il motivo… ma i suoi occhi parlano per lei.

Di tutti gli ebrei deportati, tornarono a Roma solo in sedici: quindici uomini e una donna. E i Musei Capitolini ne commemorano il ricordo. Io, invece, voglio farlo con una frase: La memoria dell’Olocausto ci insegna a resistere all’odio, a difendere i diritti umani e a coltivare la compassione per creare un futuro di tolleranza e comprensione.

A questo punto, non vi resta altro che addentrarvi in questo percorso dove i sommersi e le loro storie ci interrogano. Io, come sempre, vi lascio tutte le info: Musei Capitolini – ingresso gratuito con la Mic card (attivazione online al costo euro 5,00 e include altri 17 musei del sistema di Roma Capitale MIC card | Portale dei Musei in Comune (museiincomuneroma.it)), aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 (chiusura biglietteria 18.30).

Baci, baci.

Laura Onorato