Barchette di Carta: il festival del libro itinerante che promuove la lettura
Barchette di Carta: il festival del libro itinerante che promuove la lettura nei territori
Barchette di Carta APS è una giovane realtà culturale nata sulle sponde del Lago di Bracciano con un obiettivo chiaro: promuovere la lettura e mettere in rete autori, editori e realtà culturali locali attraverso un festival del libro itinerante.
Dopo il successo delle prime edizioni, il progetto continua a crescere, portando eventi letterari e incontri culturali in diversi territori. Noi del Talento di Roma li abbiamo incontrati durante la seconda edizione del festival, appena conclusa ad Anagni, per capire meglio la storia e le prospettive future di questa iniziativa.
Per scoprire di più sull’associazione è possibile consultare anche il sito ufficiale:
https://barchettedicarta.it/
Come nasce l’idea di Barchette di Carta
https://www.barchettedicarta.it/
Come nasce l’idea di “Barchette di Carta” e di una festa del libro itinerante?
L’idea nasce osservando da vicino il territorio sabatino, un’area ricca di iniziative culturali ma spesso frammentata. Ogni comune possiede infatti una forte identità culturale, ma raramente queste realtà dialogano tra loro o costruiscono progetti condivisi.
Gli ideatori del festival hanno individuato proprio in questa frammentazione una grande opportunità: creare un punto di incontro tra associazioni, autori e operatori culturali, capace di mettere in rete energie già presenti sul territorio.
Il primo festival Barchette di Carta si è svolto a Bracciano nel giugno 2022 e ha registrato subito un forte interesse. Da quel momento l’associazione ha continuato a organizzare eventi e incontri dedicati alla lettura, raccogliendo dati, esperienze e contatti.
Nel 2024 il progetto si è trasformato ufficialmente in festa del libro itinerante, proprio per rispondere alla crescente partecipazione di autori, editori e professionisti provenienti da tutta Italia.
L’obiettivo è chiaro: diventare un ponte tra domanda e offerta culturale, valorizzando i territori e creando nuove opportunità di incontro tra chi scrive, chi pubblica e chi legge.
Le radici culturali dell’associazione
Vi definite “un’associazione giovane ma con radici profonde”: da dove arrivano queste radici?
Le radici di Barchette di Carta affondano nell’esperienza dell’Università Popolare del Lago di Bracciano, una realtà impegnata da anni nella formazione continua e nella promozione culturale.
Il primo festival è nato proprio all’interno di questo contesto e il gruppo di lavoro che oggi anima l’associazione ha maturato lì le proprie competenze organizzative.
Una figura chiave in questo percorso è Manuela Ciferri, responsabile delle attività dell’Università Popolare e mentore del progetto. È stata lei a guidare e sostenere il gruppo nelle prime fasi organizzative.
Grazie a questa esperienza, i membri dell’associazione hanno potuto sviluppare competenze in vari ambiti:
organizzazione di eventi culturali
gestione amministrativa
comunicazione e promozione
relazioni con autori ed editori
Una struttura che oggi permette al festival di crescere mantenendo una forte identità culturale.
Il momento in cui il progetto ha preso davvero forma
Qual è stato il momento in cui avete capito che il progetto stava funzionando?
Per molti membri dell’associazione non esiste un unico momento simbolico, ma diversi segnali importanti.
Tra questi:
l’aumento delle interazioni sui social
la presenza di autori ed editori provenienti da tutta Italia
la nascita di una comunità di lettori affezionati
il sostegno di realtà imprenditoriali e culturali locali
Tutti elementi che hanno fatto capire al gruppo di aver imboccato la strada giusta.
L’obiettivo ora è rendere Barchette di Carta un appuntamento stabile nel panorama culturale italiano, diventando un punto di riferimento soprattutto per editoria indipendente e nuovi autori.
Su Il Talento di Roma raccontiamo spesso realtà editoriali emergenti e indipendenti che contribuiscono alla diffusione della cultura e della lettura nel territorio.
Il backstage del festival
Come funziona l’organizzazione dietro le quinte?
Il backstage di Barchette di Carta è un mix di passione, impegno e grande capacità organizzativa.
Per tutti i membri dell’associazione il festival rappresenta infatti una seconda attività, portata avanti parallelamente al lavoro quotidiano.
Come raccontano loro stessi, la gestione del progetto si svolge spesso tra riunioni serali, messaggi, telefonate e file condivisi.
L’organizzazione interna è strutturata in modo chiaro:
Sabrina Martin, presidente e responsabile comunicazione online
Martina La Malfa, vicepresidente e responsabile amministrativa e organizzativa
Francesco Donati, segretario tesoriere e responsabile finanziario
Manuela Ciferri, responsabile delle attività organizzative offline
Giulia Bocchetti e Isabella Cutrupia, responsabili dell’ufficio stampa
Un lavoro di squadra che permette di gestire eventi complessi mantenendo uno spirito informale e collaborativo.
Da Bracciano ad Anagni: un festival che viaggia
Come è stato portare il festival in un nuovo territorio come Anagni?
L’esperienza ad Anagni è stata particolarmente positiva.
La comunità locale ha accolto il festival con entusiasmo e disponibilità, favorendo una collaborazione efficace tra associazione, amministrazione comunale e realtà culturali del territorio.
Gli organizzatori sottolineano come questo spirito di collaborazione abbia permesso di superare anche gli imprevisti organizzativi, trasformando l’esperienza in un momento di crescita collettiva.
Il tema dell’edizione: “Le parole non dette”
Il tema scelto per l’edizione del festival ad Anagni è “Le parole non dette. Espressione di amore e guarigione”.
Un tema nato quasi per caso durante una conversazione tra i membri dell’associazione, ma che si è rivelato profondamente significativo.
L’idea è partita da una riflessione condivisa: spesso nella vita esistono parole che non vengono dette ma che avrebbero potuto cambiare il modo in cui affrontiamo le nostre esperienze.
Frasi semplici ma fondamentali come:
“Non è colpa tua”
“Non potevi fare di più”
“Ti vedo, ho capito come ti senti”
Il festival vuole diventare uno spazio dove le storie raccontate nei libri possano aiutare a dare voce anche a queste parole mancanti, trasformando la letteratura in uno strumento di condivisione e crescita personale.

