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Eraldo Affinati e le scuole Penny Wirton: volontariato e integrazione a Roma

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Eraldo Affinati

Eraldo Affinati e le Penny Wirton

Le scuole di volontariato che insegnano l’italiano agli stranieri

di Silvia Sanchini
@silvias_83 – @silviainrome

Eraldo Affinati, classe 1956, nasce a Roma e cresce nel quartiere Esquilino, a pochi passi da Piazza Vittorio. Un quartiere che oggi è uno dei simboli più evidenti della vocazione multiculturale della capitale.

Qui lingue, culture e storie diverse convivono quotidianamente.

Forse è stato proprio questo ambiente a lasciare un segno profondo nel suo percorso umano e professionale. Perché tutta l’esperienza di Affinati – come insegnante e scrittore – sembra svilupparsi a partire da un tema centrale: l’incontro con l’altro nella sua diversità.

Prima come docente negli istituti professionali romani, poi attraverso l’esperienza alla Città dei Ragazzi di Roma, Affinati entra in contatto con il mondo dei migranti e con le difficoltà di chi arriva in Italia senza conoscere la lingua e spesso senza punti di riferimento.

Da questa esperienza nasce nel 2008, insieme alla moglie Anna Luce Lenzi, un progetto educativo straordinario: le Scuole Penny Wirton, una rete di scuole di volontariato dedicate all’insegnamento dell’italiano agli stranieri.

Il nome della scuola prende ispirazione da Penny Wirton, personaggio del romanzo Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain: un ragazzo povero e marginale, simbolo di una umanità fragile ma piena di dignità.

Abbiamo chiesto a Eraldo Affinati di raccontarci la nascita e l’evoluzione di questa esperienza educativa.


Professore, come nasce l’idea delle scuole Penny Wirton e come si è sviluppata negli anni?

Eraldo Affinati:
La prima scuola Penny Wirton nasce a Roma come conseguenza diretta del mio lavoro alla Città dei Ragazzi e di alcuni viaggi che avevo fatto nei paesi di provenienza degli studenti che avevo conosciuto.

Sono stato in Albania, Marocco e Gambia e ho incontrato molti adolescenti smarriti ma allo stesso tempo pieni di energia e di desiderio di costruire il proprio futuro.

Con mia moglie abbiamo deciso allora di creare una scuola completamente gratuita, gestita esclusivamente da volontari, dedicata all’insegnamento dell’italiano sia ai minori stranieri non accompagnati sia agli adulti migranti.

Oggi la nostra sede romana si trova nella zona Tiburtina, grazie a un comodato d’uso gratuito concesso dalla Regione Lazio.

Negli anni il progetto si è sviluppato molto: da quella prima scuola romana siamo arrivati a circa 60 sedi tra Italia e Svizzera, da Messina a Lugano.

Il nostro metodo educativo si basa su un principio molto semplice: il rapporto uno-a-uno tra volontario e studente.

Questo permette di creare una relazione autentica e di adattare l’insegnamento alle esigenze di ogni persona.

Un altro aspetto importante è che non puntiamo solo al risultato linguistico, ma al processo educativo.

Tra i nostri volontari ci sono anche molti adolescenti e giovani italiani che partecipano attraverso i progetti PCTO (ex alternanza scuola-lavoro). Mettiamo così in contatto ragazzi italiani e stranieri della stessa età, creando incontri molto significativi.


Qual è lo stile di accoglienza e inclusione delle scuole Penny Wirton?

Eraldo Affinati:
Noi crediamo molto nell’azione concreta.

La lingua è uno strumento fondamentale per l’inclusione: senza conoscere l’italiano è quasi impossibile integrarsi davvero nella società.

Ma per noi la lingua è solo il punto di partenza.

Al centro del nostro lavoro c’è sempre la relazione umana.

Mi piace dire che il migrante non deve essere né criminalizzato né idealizzato, ma semplicemente conosciuto.

Attraverso le nostre scuole questo diventa possibile: i numeri e le statistiche si trasformano in volti, storie, persone reali.

I volontari che lavorano con noi sono persone straordinarie, con motivazioni e percorsi molto diversi tra loro.

Il nostro stile educativo è sempre lo stesso: amicizia, sorriso e reciproco riconoscimento.


Oltre che insegnante lei è anche uno scrittore molto amato. Come riesce a conciliare l’impegno educativo con la scrittura?

Eraldo Affinati:
Scrivere è importante perché permette di uscire dagli stereotipi.

La letteratura aiuta a trovare una lingua originale e a dare un senso più profondo alla vita.

Personalmente non mi interessano libri che servano soltanto ad arricchire una biblioteca. Mi interessa scrivere libri che esprimano valori.

Uno degli autori a cui mi sono sentito più legato è Don Lorenzo Milani, al quale ho dedicato una parte importante del mio lavoro.

Don Milani cercava di educare i ragazzi di Barbiana anche restituendo loro la parola, cioè permettendo a chi non l’aveva mai avuta di esprimersi e di partecipare alla vita della società.

In questo senso la letteratura può essere anche uno strumento di giustizia.

Può aiutare a sanare un’ingiustizia, restituendo voce a chi spesso non viene ascoltato.


Una scuola che nasce dall’incontro

Le scuole Penny Wirton rappresentano oggi una delle esperienze più interessanti di educazione civica e inclusione in Italia.

Un progetto che parte da Roma ma che negli anni è diventato una rete internazionale di volontariato educativo, capace di coinvolgere migliaia di studenti e volontari.

Un esempio concreto di come l’incontro tra culture diverse possa diventare occasione di crescita reciproca.

E forse proprio da quartieri come l’Esquilino, dove tutto questo avviene ogni giorno, nascono le idee che cambiano davvero le città.


📚 Per conoscere meglio le Scuole Penny Wirton:
http://www.scuolapennywirton.it

📚 Per approfondire il lavoro di Eraldo Affinati come insegnante e scrittore:
http://www.eraldoaffinati.it

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