Una Fondazione a Roma per prevenire il ricorso all’usura
Una Fondazione a Roma per prevenire il ricorso all’usura
di Silvia Sanchini @silvias_83 @silviainrome

La Fondazione Salus Populi Romani ha presentato per la prima volta in un convegno pubblico il rapporto delle sue attività. Molti lettori non conosceranno questa realtà, e allora proviamo ad approfondire.
La Fondazione è stata istituita nel 1995 dalla Diocesi di Roma e grazie all’impulso di don Luigi Liegro, con l’intento di offrire gratuitamente un servizio di orientamento, consulenza e aiuto diretto a soggetti che non possono accedere a forme di finanziamento bancario.
In particolare, ha il compito di prevenire l’esclusione finanziaria e sociale ed il ricorso all’usura contribuendo al contempo alla formazione di pratiche responsabili, equilibrate e consapevoli nella gestione ed uso del denaro e delle opportunità finanziarie.
Il primo Rapporto della Fondazione Salus Populi Romani si intitola “Ripartire si può”, si riferisce al triennio 2020-23 e ruota intorno a tre parole-chiave: ascolto, compassione, servizio.
Un rapporto curato da Liliana Ciccarelli e Fabio Vando e presentato lo scorso 9 febbraio alla Cittadella della Carità di Roma.
Colpiscono alcuni dati: sono 812 le richieste pervenute alla Fondazione dal 2020 al 2023.
Importante anche il contesto sociale in cui questo lavoro si evolve se pensiamo che nel 2022 si è registrato il dato più alto di accesso nei centri Caritas: oltre 25.000 richieste di aiuto.
La Fspr offre alle persone che vi si rivolgono la possibilità di accedere a un finanziamento bancario tramite istituti di credito convenzionati per sostenere le situazioni di fragilità socio-economica, evitando che le persone si rivolgano a forme di credito illegale e usuraio.
Nel triennio in esame sono stati realizzati dalla Fondazione 446 interventi di sostegno finanziario: dunque il 55% delle richieste ha trovato una risposta di aiuto per un complessivo valore economico di 6,6 milioni di euro.
Un focus specifico del rapporto è dedicato a tre delle principali cause individuate come fonte dell’indebitamento in questi anni: la pandemia, il diffondersi della dipendenza dal gioco d’azzardo, l’emergenza abitativa.
Le persone che si rivolgono alla Fondazione hanno una fascia d’età compresa tra i 46 e i 65 anni: paradossalmente il periodo della vita in cui si dovrebbe poter contare sulla maggiore stabilità lavorativa. Il rapporto sottolinea quindi il tema del “lavoro povero”: eventi contingenti e situazioni di imprevisto possono infatti rendere fragili anche persone che possono contare su un reddito.
Emerge anche un’incidenza del genere: i nuclei monofamiliari composti da donne hanno infatti maggiore difficoltà rispetto agli uomini.
L’approccio della Fondazione è quello di sospendere ogni giudizio nei confronti di chi vi si rivolge, scegliendo invece di porsi al fianco delle persone in modo da trovare insieme soluzioni possibili.
Il Report si conclude anche con dieci interessanti proposte rivolte alle istituzioni e alla comunità per prevenire, fronteggiare e superare meglio le problematiche connesse al sovraindebitamento e all’esclusione finanziaria e un Vademecum per tutti utile ad orientarsi meglio nelle difficoltà, per prevenirle e affrontarle con un giusto atteggiamento e con sicuro ed esperto aiuto.
Per conoscere meglio la realtà della Fondazione Salus Populi e le sue attività contro usura e indebitamento e consultare il Report triennale è possibile consultare il sito: https://www.antiusuraroma.it
Per le foto l’autrice ha utilizzato questa fonte
(https://www.romasette.it/usura-azzardo-sovraindebitamento-limpegno-della-salus-populi-romani/).

