Pasta con i ricci a Santa Severa: pranzo all’Isola del Pescatore
Pasta con i ricci: un ricordo di mare a Santa Severa
di Aurora Lisi
In ricordo dell’ineffabile domenica passata chiudo gli occhi e rievoco le immagini come il ronzare incessante di un alveare.
Rivedo volti, alberi, case. Sento l’odore di frittura che a mezzogiorno riempie le strade di Santa Severa, mentre gruppi di giovani, seduti sul parapetto del lungomare, si scambiano consigli infallibili su conquiste sentimentali.
Sono commossa.
Un sole torrido scorre lentamente sopra la mia testa. Il cielo è di un azzurro compatto, quasi irreale, e la luce si posa su ogni cosa con una delicatezza dorata.
Camminando tra le vie di Santa Severa si capisce subito una cosa: qui non bisogna avere fretta.
Le famiglie passeggiano con calma, i bambini corrono lungo i marciapiedi e la domenica scorre come un fiume tranquillo, incastrata tra le balaustre e i cancelli dei villini. La folla si muove a piccole ondate e lentamente si disperde lungo il percorso che conduce verso il Castellum Sanctae Severae.
Poi arriva il silenzio.
Un lieve odore di tabacco mi sfiora. È la persona che mi ha portato qui.
Mi guarda e, con un sorriso appena accennato, domanda:
“Entriamo?”
Davanti a noi c’è il ristorante.
L’Isola del Pescatore.
Il ristorante Isola del Pescatore a Santa Severa
Entriamo.
Il locale ha quell’atmosfera semplice e familiare che spesso si trova nei ristoranti di mare della costa laziale. Non c’è bisogno di molte parole: basta sedersi e lasciarsi guidare dai profumi della cucina.
Prendiamo posto al tavolo e il menu viene aperto davanti a noi.
In realtà non presto molta attenzione alle pagine. Lascio fare.
L’ordinazione arriva rapida e discreta: zuppa di cozze, un misto di mare, e poi lei, la protagonista della giornata.
La pasta con i ricci di mare.
Il piatto arriva accompagnato da un buon vino bianco, fresco e profumato, perfetto per esaltare il sapore intenso del mare.
Il momento perfetto
Quando assaggio la pasta con i ricci, tutto sembra fermarsi.
La mia vita, per un attimo, si arresta.
Il paesaggio, l’aria leggera, il tavolo, il rumore del mare in lontananza e io stessa formiamo un unico quadro immobile e armonioso.
Sono felice.
Il piatto è semplice ma potente: il sapore dei ricci di mare è intenso, quasi primitivo, capace di evocare immediatamente il mare aperto.
Il tempo sembra dilatarsi.
Quando il pasto termina, nel cielo scorrono lentamente nuvole bianche e la spiaggia comincia a riempirsi di nuovo. Le persone tornano a passeggiare, i bambini corrono verso l’acqua.
È più di quanto serva per creare la cornice di un momento perfetto.
Il menu dell’Isola del Pescatore
Il menu dell’Isola del Pescatore è ricco e generoso, come spesso accade nei ristoranti affacciati sul mare.
La proposta comprende:
crudi di pesce
antipasti di mare
primi piatti della tradizione marinara
secondi di pesce fresco
dolci della casa
Ma la verità è che la felicità può arrivare molto prima, già dall’antipasto.
Il locale riesce a mantenere un equilibrio tra semplicità e qualità che rende l’esperienza estremamente piacevole.
Beati e soddisfatti, lasciamo il ristorante.
Il Castello di Santa Severa
A pochi passi dal ristorante si trova uno dei luoghi più affascinanti della costa laziale: il Castello di Santa Severa.
Camminiamo verso il borgo incuriositi dalla sua storia.
Secondo la tradizione cristiana il nome deriva da Santa Severa, una giovane martire che avrebbe trovato proprio qui il suo sacrificio.
La storia del luogo attraversa più di duemila anni.
Nel 264 a.C. l’area fu fondata come colonia romana di Pyrgi, che comprendeva anche il santuario situato nella parte meridionale del promontorio.
Nel III secolo a.C. la romanizzazione del territorio portò alla costruzione di un imponente castrum romano.
Successivamente, intorno al V secolo d.C., durante il Medioevo si sviluppò il Castellum Sanctae Severae, il nucleo fortificato che ancora oggi caratterizza il borgo.
Persino durante la Seconda guerra mondiale il castello fu utilizzato come base strategica dalle truppe tedesche.
Oggi, dopo numerosi interventi di recupero e riqualificazione, il Castello di Santa Severa e il borgo circostante sono visitabili tutto l’anno.
Il ritorno alla sera
Concludiamo la passeggiata.
Le ore scorrono veloci e il cielo comincia lentamente a scurirsi.
La domenica sta finendo.
Il pensiero inevitabilmente si sposta verso il lunedì e verso la settimana che ricomincerà. Rimane quella sensazione lieve e malinconica che accompagna la fine dei giorni perfetti.
Un leggero sapore di cenere, come direbbe qualcuno.
Questo articolo potrebbe sembrare un ricordo personale.
In realtà è ciò che potrebbe accadere a chiunque decida di trascorrere una domenica a Santa Severa e di fermarsi a mangiare all’Isola del Pescatore. https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g799530-d1550683-Reviews-Isola_del_Pescatore-Santa_Severa_Santa_Marinella_Province_of_Rome_Lazio.html
Un luogo perfetto per trovare, almeno per qualche ora, un rifugio dai pensieri soffocanti della settimana.
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