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Graziella Lonardi Bontempo.

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Graziella Lonardi Bontempo

Graziella Lonardi Bontempo. Il capriccio di una bella donna negli archivi del Maxxi

di Aurora Lisi 

 

In occasione delle lezioni universitarie che seguo, è stata citata la figura di Graziella Lonardi Bontempo, ricordo l’intenso interesse con cui ascoltai la sua storia, per questo motivo poco dopo diventò un’ossessione/persecuzione.
Una volta in cammino verso casa, più rigiravo i pensieri nella mente, correndo spedita verso il mio piatto prelibato da studentessa, più mi sembrava di vedere chiaro e distinto, il suo volto elegante e potente.

Ecco perché quasi senza accorgermene, mi ritrovo a parlare di lei proprio adesso: Graziella Lonardi Bontempo, classe 1928, figlia della grande borghesia napoletana.

 

 

Graziella Lonardi Bontempo

 

Nel 68’, periodo storico attraversato da fremiti sovversivi e rivoluzioni tecnologiche (Apollo 8 orbita attorno la luna e l’anno successivo l’uomo avrebbe messo piede sul satellite terrestre), Graziella abbandona la sua città natale e sceglie una nuova meta: Roma, ritenendola terreno florido su cui coltivare la sua natura trasgressiva.

 

Come qualsiasi processo rivoluzionario, non fu per nulla facile. Dovette superare lo scetticismo di intellettuali come Giulio Carlo Argan, Maurizio Calvesi, Alberto Boatto e molti altri che consideravano le sue iniziative culturali come “il capriccio di una bella donna”.
Fino al momento della grande sfida di esporre nella gloriosa sede espositiva del Palazzo delle Esposizioni, polveroso e dismesso perché chiuso da tempo e in pessime condizioni. E pure lavorando l’intera estate, il 30 novembre 1970 inaugura la mostra Vitalità del negativo una delle esposizioni che ha segnato l’arte italiana del decennio.

 

Difatti gli scetticismi precedenti scomparvero, artisti ed intellettuali cominciarono a desiderare di lavorare con lei. Una delle prime mostre in cui il pubblico non è invitato a contemplare le opere ma a viverle.
Qualche mese dopo, nasce Incontri internazionali d’arte dove vi è un meccanismo che prevede dibattiti, presentazioni organizzate in cicli tematici, di questi il più noto passa sotto il nome di Critica in atto perché quello che gli incontri internazionali d’arte documentavano era la teoria artistica in fieri, proprio in quell’istante.
Nell’ambito di questo vivace e stimolante confronto, matura l’idea di una mostra che superi tutto ciò che ci fu precedentemente: Contemporanea.

 

La immagino già a fischiettare silenziosamente, Graziella, con un sorriso assorbito totalmente nello sguardo come pregustasse l’idea che le è apparsa: una mostra nel parcheggio di Villa Borghese.
L’esposizione è articolata da dieci sezioni: arte, cinema, teatro, architettura, design, fotografia, musica e danza, poesia visiva e concreta, libri/ dischi d’artista e informazione alternativa. È lodevole la semplicità e disinvoltura con le quali ha vissuto Graziella per manifestare la sua idea di arte.
Tuttavia, ad oggi nel parcheggio di Villa Borghese non rimane traccia della mostra ma, mediante il Maxxi vi è un Centro Archivi di Arte che conserva, tutela e rende fruibili al pubblico ogni documentazione.
L’esperienza è ineffabile e totalmente gratuita, basta unicamente prenotare sul sito.

Ps. Le informazioni su Contemporanea sono numerose ed alle volte contrastanti con il catalogo; pertanto, è importante lasciarsi trascinare in questo coinvolgente universo degli archivi.

 

Puoi leggere Aurora Lisi qui