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L’accoglienza sale in Cattedra

L'accoglienza si mette in Cattedra

L’accoglienza sale in Cattedra

di Silvia Sanchini

 

L'accoglienza si mette in Cattedra

 

Una scuola di formazione, con l’obiettivo di promuovere la cultura della solidarietà e l’arte del dialogo.

Con questo spirito nasce nel 2022 la Cattedra dell’Accoglienza, un’intuizione delle sorelle della Fraterna Domus che poi si è estesa a una fitta rete di partner e organizzazioni.

L’edizione 2024 della Cattedra si è svolta a Sacrofano, in provincia di Roma, dal 27 febbraio al 1°marzo scorsi a partire dal titolo: “Vulnerabilità e comunità: tra accoglienza e inclusione”.

Scopo di questa edizione indagare la categoria della vulnerabilità e rileggerla non solo in un’ottica negativa ma anche come occasione di rinnovata fraternità.

Tanti gli aspetti indagati, a partire dalla dimensione politica della vulnerabilità, che chiama in causa tutta la comunità e ci spinge a progettare nuove strade di incontro.

Approfonditi poi luoghi e categorie in cui si incontra la vulnerabilità: migranti, persone senza dimora, detenuti, giovani che dopo la pandemia hanno acuito di oltre il 60% problematiche legate alla salute mentale.

 

 

Numerosi gli ospiti e i relatori che si sono succeduti nelle quattro giornate.

Dopo i saluti delle istituzioni e degli organizzatori, Rosy Bindi ha aperto la prima giornata di lavori con queste parole: “La politica e la democrazia hanno perso la forza di regolare i processi economici. Serve invece una politica che sappia creare le condizioni perché gli ultimi non lo siano più, i deboli siano protetti, i forti regolati. Non servono “bonus” se non ci si fa carico di accompagnare le persone. Oggi manca una comunità educante”.

A seguire l’intervento del Cardinale Michael Czerny che ha mostrato il suo crocifisso realizzato da un artista palermitano, Domenico Pellegrino, con il legno delle imbarcazioni di Lampedusa. E ha parlato di vulnerabilità come luogo santo, come santuario in cui si gioca la scommessa dell’autenticità cristiana.

La prima serata ha coinvolto anche il regista Matteo Garrone che insieme ad uno dei suoi attori, Mamadou Kouassi, ha dialogato con padre Antonio Spadaro e presentato il suo ultimo film, “Io capitano”, candidato come miglior film straniero agli Oscar. Un dialogo emozionante in cui Garrone ha preso le parti di tanti “capitani” che “come nel film sono capaci di vera solidarietà, anche in mezzo a tanta violenza. Oggi troppi capitani come Seydou sono in carcere, vittime di un sistema profondamente ingiusto”. E ha concluso Kouassi: “Questo film è stato uno strumento potentissimo, per mandare un messaggio al mondo intero. È tempo di modificare leggi e politiche”.

Molto densa di contenuti la seconda giornata aperta dal Vescovo di Civita Castellana mons. Marco Salvi. Dopo di lui Luciano Manicardi, monaco di Bose, ha riflettuto sul tema della comunità e sulla vulnerabilità introducendo anche il concetto di vulneranza: “non si può colpevolizzare la vittima ma bisogna analizzare il contesto che favorisce forme di abuso. Anche la comunità deve riconoscere il suo limite, non è perfetta. Serve una nuova etica della comunicazione, dell’ascolto e della cura. Fare il bene è sempre farsi del bene, fare il male è sempre, nel lungo periodo, farsi anche del male”.

 

 

Nella seconda parte della mattinata il concetto di vulnerabilità è stato declinato da diversi punti di vista: nuovi linguaggi dell’inclusione sociale con Vincenza Pellegrino, cultura dello scarto con Luca Russo, giustizia ripartiva con Silvio Ciappi e soccorso in mare con Valentina Brinis di Open Arms. A moderare Alessia Pesce.

Dieci parole per il futuro sono poi state consegnate da don Luigi Verdi della Fraternità di Romena ai partecipanti: coraggio, umiltà, creatività, dignità, fragilità, fedeltà, perdono, bellezza, gioia, amore/tenerezza. Infine, Fra Emiliano Antenucci intervistato da Cristiana Caricato ha toccato il tema della misericordia, presentando l’esperienza del primo Santuario dedicato alla Madre del silenzio. Un luogo di preghiera, perdono, arte e bellezza.

Terza giornata aperta da Vincenzo Buonomo, rettore della Pontificia Università Urbaniana che ha parlato di mobilità e migrazioni da un punto di vista politico e del diritto. A seguire Don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italia, ha tratto il tema della povertà dal suo privilegiato osservatorio aprendo la strada a Caterina Cortese di fio.psd e Augusto D’Angelo della Comunità di Sant’Egidio e Università La Sapienza che hanno offerto due affondi su solitudine e persone senza dimora. Intervenuto poi il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin che a partire dall’immagine del Samaritano e dalle lettere di San Paolo ai Corinzi ha parlato di come accogliere e dell’importanza della comunità, tra inclusione e coesione.

Ha emozionato tanti anche l’incontro con Francesca Fialdini, giornalista, che ha presentato il libro “Nella tana del coniglio” raccontando le storie di adolescenti e giovanissimi che hanno sviluppato disturbi alimentari o forme di autolesionismo, non riconoscendosi più nei loro corpi.

Che siamo tutti deboli e vulnerabili lo ha ricordato anche Papa Francesco nell’Udienza privata concessa ai partecipanti a conclusione della Cattedra, nella quarta giornata di lavori.

Un’occasione per ribadire che solo riconoscendo la nostra stessa fragilità possiamo aprirci veramente all’incontro con l’altro, senza pregiudizi e confini.

 

Potete leggere Silvia Sanchini anche qui 

 

Per conoscere meglio la Cattedra dell’accoglienza: www.cattedra-accoglienza.it