Anna, l’analogica.
Anna l’analogica: una storia di bar, memoria e umanità a Nettuno
Un ritratto di Claudia Mancini
Ci sono luoghi che diventano importanti non per quello che offrono, ma per le persone che li abitano. Bar, piazze, botteghe che diventano piccoli presìdi umani dove si accumulano storie, ricordi e incontri.
A Nettuno, nel cuore del borgo affacciato sul mare, uno di questi luoghi è il Bar Il Gabbiano. Ma in realtà il centro di tutto non è il bar. Il centro è Anna.
Non so cosa spinga le persone a restare oltre il semplice racconto o oltre la conoscenza superficiale. Quello che so è che immergersi nella storia delle persone ti restituisce la dimensione vera dei luoghi che vivi, delle strade che percorri ogni giorno. E diventa anche un modo per misurare il presente e immaginare il futuro.
Un bar che diventa casa
Non sono una da bar.
Li evito quasi sempre, soprattutto quelli con la lottomatica dentro, quelli dove senti una certa malinconia galleggiare nell’aria insieme a uno spritz annacquato. Non che abbia qualcosa contro lo spritz — ma io sono astemia.
A Nettuno però c’è un bar dove torno spesso e volentieri.
Lo chiamo il mio ufficio.
Capita di lavorare lì, seduta a uno dei tavolini affacciati sul mare, dentro le mura del borgo. È un posto dove il tempo sembra avere un ritmo diverso.
Ci vado per la posizione, certo. Ma soprattutto ci vado per Anna.
Anna, la memoria vivente del borgo
Anna non ha età.
O meglio: tutte le primavere che ha visto bisognerebbe triplicarle, perché nella sua vita ha incontrato una quantità di persone e storie che pochi possono raccontare.
Indossa il suo camice bianco come fosse il medico della mutua.
E in un certo senso lo è davvero.
Solo che invece delle medicine prescrive:
risate
proverbi
consultazioni di Frate Indovino
panini farciti con le sue mani
Farmaci potentissimi, credetemi.
Anna conosce tutti.
E tutti conoscono Anna.
La cosa che mi stupisce sempre è che chiunque si sieda almeno una volta nella piazzetta davanti al suo bar finisce per volerle bene.
Forse perché la bontà si percepisce subito. Anche quando si arrabbia — e Anna si arrabbia parecchio — i suoi occhi non diventano mai cattivi.
L’agendina e il telefono di una volta
Quando il bar è tranquillo Anna si siede vicino all’entrata.
Accanto a lei ci sono sempre due oggetti inseparabili:
una piccola agenda dove annota numeri e appunti
un vecchio telefono cellulare
Quando qualcuno le chiede perché non passi allo smartphone lei risponde con la sua ironia:
“Ma che ne so io come se usano sti telefonini?”
Anna è analogica.
E no, non significa vecchia o superata.
Significa semplicemente che funziona meglio.
Fa i conti a mente.
Ricorda i numeri di telefono.
Conosce nomi e cognomi di intere generazioni di nettunesi.
È una specie di archivio vivente del borgo.
Ridere come forma di saggezza
C’è una cosa che Anna sa fare meglio di chiunque altro: ridere.
Ride spalancando la bocca, con una risata piena, contagiosa.
Ride anche quando brontola.
Ride quando racconta storie.
Ride quando qualcuno prova a prenderla in giro.
A volte penso che rida anche mentre dorme.
Forse perché le persone davvero sagge sono quelle che, quando posano la testa sul cuscino, sanno esattamente il bene e il male che hanno fatto durante la giornata.
Se hanno sbagliato, chiedono scusa.
E poi dormono tranquille.
Anna è una donna saggia.
L’ho vista chiedere scusa.
E l’ho vista ridere fino alle lacrime.
Il linguaggio universale di Anna
Una delle scene più belle è vedere Anna parlare con i turisti.
Francesi, inglesi, russi, finlandesi.
Lei parla nettunese stretto.
Loro capiscono tutto.
Non perché conoscano il dialetto, ma perché Anna possiede una qualità rara: sa farsi capire da chiunque.
Chi non la capisce forse è perché ha preferito il digitale all’analogico, dimenticando che prima della tecnologia c’era la memoria delle persone.
Il Bar Il Gabbiano
Il suo regno è il Bar Il Gabbiano, nel borgo di Nettuno.
Un piccolo bar affacciato sul mare che negli anni è diventato un punto di riferimento per abitanti e viaggiatori.
Se passate da Nettuno, fermatevi.
Scoprirete che la vera attrazione non è il panorama — che pure è bellissimo — ma l’umanità che si respira dietro il bancone.
Per scoprire di più sul borgo di Nettuno e sulla sua storia potete visitare il sito ufficiale del turismo locale
https://www.visitlazio.com/nettuno/
E se vi piace leggere racconti di luoghi e persone che fanno vivere i territori, potete trovare altre storie simili nella sezione dedicata ai racconti di città e borghi su Il Talento di Roma.
Un sogno un po’ folle
Anna sa quanto le voglio bene.
Sa anche che i suoi panini con:
broccoletti e salsiccia
carciofi e scamorza
melanzane al funghetto e mozzarella
sono i miei preferiti.
Quello che non sa è che a volte sogno una cosa.
Sogno un mondo in cui Anna diventa Sindaco di Nettuno.
E sopra al suo camice bianco indossa la fascia tricolore.
Quello sì che sarebbe davvero digitale.
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