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Hostaria da Settimio: l’osteria romana dove caschi, caschi bene

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Hostaria da Settimio

Hostaria da Settimio: un’osteria romana dove caschi, caschi bene

di Aurora Lisi

All’Hostaria da Settimio ci porta oggi il viaggio nelle emozioni del gusto che Aurora Lisi sta raccontando per Il Talento di Roma.

Ricordo perfettamente quel giorno.

È passato ormai un anno, ma l’immagine di quel sabato mi appare ancora chiarissima. Non era una giornata particolarmente felice né particolarmente triste. Una di quelle giornate sospese che scorrono senza grandi scosse.

Il sole stava tramontando lentamente, e la sua luce dorata scivolava lungo le strade di via Valtellina, accarezzando i palazzi con quell’atmosfera calda e malinconica che solo Roma sa regalare.

L’odore di chiuso proveniva dai vecchi portoni dei palazzi. Alle mie spalle, quasi timidamente, si apriva l’esile porta di Hostaria da Settimio, una piccola osteria romana che sembrava custodire una promessa.

Entrai.


L’atmosfera di Hostaria da Settimio

Appena varcata la soglia venni accolta dalla proprietaria, Carla.

Una donna dall’apparenza severa, di quelle che sembrano governare la sala con uno sguardo soltanto. Qui nessuno prova a contraddirla troppo a lungo, e si capisce subito il motivo.

Quando Carla inizia a elencare il menu a voce alta, nella piccola sala cala un silenzio quasi rituale.

Non è un silenzio imposto, ma piuttosto una forma spontanea di rispetto.

Tutti i clienti, seduti ai tavoli ravvicinati, ascoltano con attenzione. La sua voce attraversa la stanza mentre scorre i piatti del giorno con sicurezza, come chi conosce perfettamente ogni dettaglio della propria cucina.

È chiaro fin da subito che qui l’osteria romana è ancora una cosa seria.


La cucina romana di Settimio

Sulla classica tovaglia a quadri rossi e bianchi, simbolo intramontabile delle trattorie romane, arrivano le prime portate.

Tra queste compare una copiosa cacio e pepe.

Senza troppa cautela affondo la forchetta nel piatto e porto alla bocca un boccone ancora incandescente. Il calore mi investe immediatamente.

Le narici si dilatano mentre il vapore della pasta sale lentamente. In quel momento la sensazione è quasi primordiale: pace, pienezza, una specie di riconciliazione con il mondo.

Da quel momento in poi non faccio altro che accogliere con gratitudine ogni stimolo che arriva dal tavolo.

Alla tavolata accanto qualcuno sta divorando carciofi alla giudia con una foga tale che per un attimo penso al rumore di macchinari industriali proveniente da qualche fabbrica nelle vicinanze.

Ma la verità è che non ci faccio troppo caso.

Il cuore è colmo di una gioia semplice e profonda.


Un’osteria romana autentica

Hostaria da Settimio è uno di quei luoghi che fanno riscoprire il piacere puro del pasto.

Qui non ci sono effetti speciali, né narrazioni gastronomiche elaborate. C’è semplicemente la cucina romana fatta bene, servita con una spontaneità che oggi è sempre più rara.

Il sorriso e la gioia sbocciano con la stessa rapidità con cui arrivano i piatti.

Ogni portata sembra avere un ritmo proprio: arriva, si posa sul tavolo, viene condivisa, commentata, assaporata.

E ogni fibra del corpo si accorge che qualcosa di semplice ma prezioso sta accadendo.


“Quello che te voi magnà te magni”

Quando arriva il momento di scegliere il secondo piatto, mi rivolgo a Carla per chiedere un consiglio.

La risposta è immediata.

E memorabile.

“Non te suggerisco niente. Qui dove caschi, caschi bene. Quello che te voi magnà te magni!”

È una frase che racchiude tutta la filosofia di questa osteria romana a Roma.

Niente strategie, niente raccomandazioni studiate.

Se il menu è buono, qualunque scelta sarà quella giusta.

Ed è proprio questa sicurezza che rende l’esperienza ancora più piacevole.


Una trattoria romana fuori dal tempo

Il consiglio che mi sento di dare oggi è semplice.

Lasciatevi guidare dal caso e “cascate” da Settimio. https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187791-d1514579-Reviews-Hosteria_Da_Settimio-Rome_Lazio.html

Entrate in questo piccolo ristorante romano dove l’idea tradizionale di osteria continua a vivere con naturalezza.

Qui il tempo sembra rallentare.

Il mondo fuori rimane lontano, mentre dentro si crea un piccolo spazio di convivialità dove le persone mangiano, parlano, ridono e condividono la tavola con una serenità quasi dimenticata.

È un po’ come quando, in una giornata estiva, si tira su acqua fresca dal pozzo: un gesto semplice che restituisce immediatamente energia e pace.

E alla fine della serata ci si accorge di una cosa.

L’apparente severità della signora Carla nasconde in realtà una donna verace e profondamente affettuosa, attenta alla gestione della sala, dello staff e dell’atmosfera del locale.

Un’ultima raccomandazione.

Prenotate con anticipo.

E poi sedetevi, osservate, ascoltate.

E godetevi lo spettacolo.

Se volete leggere ancora scritti di Aurora https://www.iltalentodiroma.com/2024/04/13/l-apulia-la-puglia-in-tavola-a-san-lorenzo/