Zerocalcare – questo mondo non mi renderà cattivo
ZEROCALCARE – QUESTO MONDO NON MI RENDERA’ CATTIVO
di Chiara Fallavollita
- Regia Zerocalcare, Davide Rosio (regia tecnica), Giorgio Scorza (regia tecnica)
- Produttore esecutivo Francesca Ettorre (Movimenti Production), Magali Fuzellier (Movimenti Production), Michele Foschini (Bao Publishing)
- Produttore Davide Rosio, Giorgio Scorza
- Soggetto Zerocalcare
- Sceneggiatura Zerocalcare
- Char. Design Elisa Tulli
- Dir. Artistica Erika De Nicola
- Musiche Giancane
La fossa delle Marianne è la più profonda depressione oceanica conosciuta al mondo è fonda 12 km che è esattamente la distanza che separa il centro di Roma dal raccordo anulare.
Le molteplici storie narrate nella serie tv di Zerocalcare (così come in ogni sua opera) sono sorprendenti sotto svariati punti di vista: i temi trattati, la scrittura, i personaggi, le ambientazioni e i camei (ad esempio quello dedicato al poster di Fox Mulder, della celeberrima serie X – Files, appeso al muro con la scritta “Ce vojo crede”). La potenza descrittiva della vita personale e collettiva, delle vicende politiche e della rappresentazione della vita capitolina – a partire dal quartiere di Rebibbia, scenografia prima dei fumetti e delle serie animate di Michele Rech – sono il tratto distintivo di questo straordinario autore, non solo portavoce di una generazione priva di certezze, ma artista coerente in questa società colma di vuoto intellettuale, di coraggio e di un pensiero forte alla base della produzione artistica.
Cesare, tornato nel quartiere dopo vent’anni passati in una comunità, Sarah che tenta di dare una svolta alla sua vita, Secco che per la prima volta si lascia andare e parla con un monologo illuminante, Zero intrappolato (come tutti) nella grande guerra tra “giusto e sbagliato” in un mondo che premia chi c’ha una cosa forte da di’ ma non la dice, sono i protagonisti di un episodio che riguarda un quartiere di Roma Est: lo spostamento continuo di un centro di accoglienza da un quartiere all’altro per andare incontro alla presunta volontà degli abitanti del municipio interessato. Da qui parte una narrazione che non è solo politica, ma ci riporta la vita reale di intere zone nascoste ed esiliate, così come le piccole province sparse in tutto il territorio nazionale: scuole che chiudono, luoghi di aggregazione giovanili che spariscono, vite fantasma che sopravvivono in deserti sociali e culturali. Sono di queste anime che giornalisti e politici si alimentano per distorcere la realtà dei fatti e direzionare la rabbia che alimenta il popolo.
A me me faceva schifo sta scena, perché vedevo che stavano a cercà il fenomeno da baraccone (…). – Zero ci può dire della gente di periferia?
– Ma che ne so, so’ persone normali, qualcuno è matto, qualcuno no, mica è un blob senziente co’ un cervello solo che parla pe’ tutti.
Ma a loro la risposta non je sta bene, perché so’ ossessionati che in periferia ce deve sta il mostro (…) – è King Kong quando lo portano nel continente.
Ed ecco che Zerocalcare si prende la responsabilità del proprio ruolo: svelare le ipocrisie dalla società, le ingiustizie e parlare di sé per parlare di tutti noi. Ognuno dei personaggi alla fine della storia sta nel posto dove deve sta’, perché quel buco nero dove vivono è anche la mejo zona de Roma, dove vivono anche persone (le preferite da Zero) che non si limitano a sopravvivere, ma si impegnano a rendere vivo e migliore il mondo circostante, che si ostinano a fertilizzare quel deserto proliferato in contesti nascosti e ridotti ai margini della società.
La sua maggiore abilità è quella di mettere in primo piano la coscienza personale, porsi interrogativi, mostrare le fragilità di ognuno e non porre dei dogmi e delle verità assolute da manuale politico qualunquista. Anche nella sua feroce critica ai nazisti (termine scelto perché ultimo baluardo che ancora fa fatica a inserisse nel mercato democratico) pone le basi per la comprensione dei fenomeni politico-sociali, fino ad arrivare ad una dimensione intimista e privata che fa fatica a destreggiarsi tra i valori morali, gli ideali e la quotidianità. Nonostante tutti gli errori che si commettono Zero ci mostra che le nostre fragilità non sono le uniche, che quel deserto (anche interiore, fatto di mostri e di paure) è lo stesso abitato da molti e che la cosa più importante è di non diventare cattivi e di stare sempre nel posto dove dobbiamo stare, per noi stessi e per la comunità che viviamo.
Senti, io so che si stanno tre cose che te fanno esse una persona giusta co l’altre: aiutà chi te lo chiede senza sta troppo a questionà, andà sempre al passo del più lento e non lascià indietro nessuno. Se le segui tutte e tre magari te becchi qualche sola, ma almeno quanno crepi non finisci nello stesso girone de Margaret Thatcher.
Trovate la serie su Netflix
* continuate ad andare al cinema J*
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