Ensemble Edizioni: l’editore Matteo Chiavarone e la poesia indipendente
Ensemble Edizioni. Matteo, l’editore pirata innamorato della poesia
di Chiara Mazza
Continuiamo il nostro viaggio tra le case editrici che hanno partecipato al Maggio dei Libri del Secondo Municipio, l’iniziativa organizzata da Il Talento di Roma, Caffè Nemorense e APS Barikamà Onlus per raccontare il mondo dell’editoria indipendente.
Oggi incontriamo Ensemble Edizioni, una realtà romana vivace e dinamica, guidata da Matteo Chiavarone, che ama definirsi con tre parole molto evocative: garibaldino, piratesco e innamorato.
Un editore fuori dagli schemi, profondamente legato alla poesia e alla letteratura come spazio di incontro tra culture diverse.
Abbiamo provato a farci raccontare la storia di questa casa editrice, la sua filosofia e i progetti per il futuro.
Com’è nata Ensemble Edizioni e da quale idea prende forma il progetto?
Matteo Chiavarone:
Ensemble nasce nel 2011 con l’idea di mettere insieme competenze diverse e lavorare su un progetto editoriale dedicato soprattutto agli autori emergenti, alla poesia e alla transculturazione.
Quando parlo di transculturazione non intendo solo un intreccio di culture diverse, ma qualcosa di più ampio: uno spazio in cui sensibilità, lingue e visioni del mondo possano incontrarsi e trasformarsi reciprocamente.
Il nome stesso, Ensemble, significa proprio questo: insieme.
Negli anni il progetto è cambiato molto, adattandosi alle persone che vi hanno collaborato e ai bisogni che emergevano strada facendo. È stato un percorso di trasformazione continua.
Oggi Ensemble è una realtà editoriale conosciuta e apprezzata sia a livello nazionale che internazionale. Cerchiamo di coniugare una forte presenza sul territorio – attraverso fiere, incontri, eventi culturali – con la capacità di dialogare con realtà molto lontane tra loro grazie a traduzioni, collaborazioni con accademie, centri culturali e istituzioni internazionali.
La casa editrice è romana: la sede legale è attualmente a Monte Mario, anche se probabilmente cambierà presto, mentre la sede operativa è a via Tripoli, che in questo periodo stiamo restaurando. https://www.edizioniensemble.it/
Come è strutturata oggi la casa editrice?
Matteo Chiavarone:
La nostra è una struttura volutamente snella.
Io mi occupo della direzione editoriale, mentre Davide Morbidelli segue la direzione commerciale.
La redazione è composta sia da collaboratori interni sia da collaboratori esterni. Inoltre lavoriamo spesso con alcune agenzie letterarie, come Edelweiss e Fabula.
Le nostre collane sono curate da figure di grande spessore culturale: il poeta Gëzim Hajdari, i professori Matteo Lefèvre, Giulio De Ligio e Andrea Gazzoni, la traduttrice Alessandra Bava, e poi gli “affluenti” Edoardo Olmi, Marco Incardona e Jonathan Rizzo.
È una rete di persone diverse per esperienze e sensibilità, ma unite dall’idea che la letteratura debba essere uno spazio di ricerca e libertà.
Il vostro lettore ideale esiste?
Matteo Chiavarone:
No, il lettore ideale non esiste.
Ci rivolgiamo però a un pubblico curioso, a persone che abbiano voglia di esplorare e di lasciarsi sorprendere da autori e linguaggi non sempre immediatamente commerciali.
Il nostro catalogo nasce proprio per chi ama scoprire libri che magari non troverebbe facilmente sugli scaffali più visibili delle librerie.
Qual è il libro a cui siete più legati?
Matteo Chiavarone:
Se devo scegliere direi “Lontano da ogni riva” di Jean-Claude Izzo, per la sua importanza letteraria e simbolica.
Ma c’è anche un altro libro a cui sono profondamente legato: “Di polvere e di altre gioie” di Giuseppe Truini.
Giuseppe era un amico. E ogni volta che uso il passato parlando di lui mi trema ancora il cuore.
Quali sono i progetti futuri di Ensemble?
Matteo Chiavarone:
Il sogno più grande sarebbe fondare una Casa della poesia.
So bene che può sembrare un’utopia, ma credo che la poesia abbia bisogno di spazi fisici e simbolici dove poter esistere e incontrare i lettori.
Nel frattempo stiamo lavorando alla creazione di una rivista, una sorta di Stati generali della poesia, un luogo di confronto tra autori, critici e lettori.
E poi continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: provare a pubblicare bei libri, nonostante tutte le difficoltà del settore.
Che rapporto avete con i nuovi media?
Matteo Chiavarone:
Stiamo cercando di migliorare la nostra presenza sui social network – giuro che ci riusciremo – e stiamo lavorando anche sugli ebook, anche se la verità è che se ne vendono ancora pochissimi.
Il libro, per sua natura, è qualcosa di anacronistico. Potremmo dire persino obsoleto.
Eppure proprio questa sua concretezza quasi sacra potrebbe essere ciò che lo salverà in un mondo sempre più virtuale.
Come vedete lo stato attuale dell’editoria?
Matteo Chiavarone:
L’editoria è viva e vegeta, soprattutto quella indipendente.
In Italia esiste un’offerta culturale molto ricca, una vera e propria bibliodiversità.
Detto questo, bisogna anche essere realistici: l’editoria non può essere un’attività in perdita permanente. Deve essere considerata a tutti gli effetti un settore industriale.
Prima lo capiamo tutti – editori, istituzioni e lettori – prima il sistema riuscirà a reggere quando, inevitabilmente, inizieranno a diminuire i finanziamenti pubblici.
E questo, temo, accadrà molto presto.
📚 Puoi leggere gli altri articoli dedicati alle case editrici che hanno partecipato al Maggio dei Libri qui. https://www.iltalentodiroma.com/2024/04/26/la-lepre-edizioni/

