F.L.Y. e la lotta alla povertà mestruale: intervista a Eleonora La Monica
F.L.Y.
Il progetto che combatte la povertà mestruale
di Francesco Di Domenico
Abbiamo un problema con gli assorbenti?
La domanda è rivolta a Eleonora La Monica, co-founder di F.L.Y. – Free Like You, una società e community che opera a sostegno delle donne e, più in generale, di tutte le persone con utero, nella lotta contro i tabù legati al ciclo mestruale.
Il progetto si ispira idealmente alla tradizione del caffè sospeso napoletano: un gesto di solidarietà semplice e concreto che permette a qualcun altro di usufruire gratuitamente di un bene essenziale.
F.L.Y. nasce proprio con questo spirito: garantire un accesso libero, dignitoso e sicuro ai prodotti assorbenti, con l’obiettivo di contrastare uno dei fenomeni meno discussi ma più diffusi della nostra società: la povertà mestruale.
Un problema reale che riguarda milioni di persone e che spesso si manifesta nella difficoltà di accedere a prodotti di prima necessità o nella mancanza di luoghi sicuri in cui poter affrontare un momento fisiologico della vita.
Ne abbiamo parlato direttamente con Eleonora.
Cara Eleonora, prima domanda d’obbligo: come nasce questo progetto?
Eleonora La Monica:
L’idea di F.L.Y. è nata in modo quasi casuale, e prometto che non è la solita frase fatta.
Io e Jacopo lavoriamo entrambi nel mondo della musica e una sera, durante una cena, stavamo raccontandoci alcuni momenti imbarazzanti vissuti in contesti professionali.
Dopo aver ascoltato il suo episodio, ho raccontato una cosa che mi era successa poco tempo prima.
Ero in piena corsa sulla metro B di Roma, diretta a Termini per prendere una coincidenza, quando mi sono arrivate le mestruazioni.
Già questo di per sé è stato un piccolo dramma interiore.
Ma il caos è aumentato quando ho scoperto che la metro A era bloccata e Termini era diventata la giungla che tutti conosciamo.
Nel panico mi sono letteralmente scontrata con un mio professore di anni prima, oggi un pezzo grosso dell’industria discografica.
In quel momento ho realizzato una cosa molto semplice ma potentissima: solo pochi secondi prima stavo disperatamente cercando un bagno pubblico e un assorbente.
Ho chiesto aiuto a chiunque: alle persone, alle strutture della metro… ma nessuno ha saputo aiutarmi.
Sembrerà banale, ma da quell’esperienza ho capito quanto capillare e profondo sia il bisogno di veri punti di prima necessità.
Tanto banale quanto necessario. A che punto è oggi il progetto?
Eleonora La Monica:
Siamo in un momento molto dinamico e stimolante.
Abbiamo avviato diverse iniziative e collaborazioni che ci stanno permettendo di fare passi concreti verso il nostro obiettivo.
Ogni nuovo progetto, ogni partnership ci avvicina alla creazione di una rete di supporto capillare, accessibile e concreta.
L’idea è costruire un sistema in cui la disponibilità di assorbenti gratuiti non sia più un’eccezione ma qualcosa di normale.
Stiamo cercando di fare rete in modo costante, perché questo potrebbe essere uno degli strumenti più efficaci per affrontare davvero il problema.
Il tema è alla portata di tutti, ma sembra non essere mai una priorità per il Paese.
Quale carattere dovrebbe avere il messaggio di F.L.Y.?
Eleonora La Monica:
Con F.L.Y. vogliamo trasmettere un messaggio di inclusività e supporto sincero.
Il nostro obiettivo è contribuire, insieme ad altri, a un cambiamento reale e radicato.
Vogliamo ricreare un senso di comunità e solidarietà partendo da una questione che riguarda il corpo, il femminile e più in generale la società.
Sono temi che spesso vengono trascurati o completamente ignorati.
F.L.Y. vuole essere allo stesso tempo un elemento di apertura e di rottura, un punto da cui ripartire per affermare un diritto fondamentale: quello alla dignità del corpo.
Un corpo che mestrua e che deve poter essere riconosciuto e rispettato, anche se questo significa urtare qualche sensibilità o rompere certi silenzi.
I tempi sono maturi per affrontare davvero questo tema?
Eleonora La Monica:
Forse la risposta è proprio nella domanda.
I tempi sembrano maturi, almeno a livello di dibattito pubblico.
Il tema del ciclo mestruale sta finalmente iniziando a essere discusso, e questo è sicuramente positivo.
Ma nella pratica la situazione non sta cambiando abbastanza.
Durante gli eventi in cui distribuiamo assorbenti gratuiti ci rendiamo conto di quanto il problema sia ancora diffuso.
Per milioni di ragioni – economiche, culturali, sociali – il ciclo mestruale in Italia non è ancora considerato una vera questione pubblica.
Scuole, infrastrutture pubbliche, attività private e spesso anche lo Stato sembrano ignorare l’esistenza di questa falla nel sistema.
Non sappiamo se riusciremo davvero a cambiare tutto questo, ma crediamo che sia necessario provare a garantire a tutte le persone un accesso equo a beni essenziali.
Perché gli assorbenti sono, a tutti gli effetti, prodotti di prima necessità.
Con quale spirito affrontate questa sfida?
Eleonora La Monica:
Mentiremmo se dicessimo che ci basta sempre la passione.
Abbiamo ricevuto porte in faccia, siamo stati presi poco sul serio e in alcuni momenti abbiamo anche vacillato.
Ma siamo ancora qui.
Non voglio dire più forti, ma sicuramente più consapevoli.
Abbiamo uno scopo molto chiaro e questo ci guida ogni giorno, dalle decisioni più grandi fino alle cose più piccole.
A volte basta entrare in un supermercato e guardare il prezzo degli assorbenti per ricordarci perché stiamo facendo tutto questo.
Cosa dovrebbe cambiare a livello legislativo?
Eleonora La Monica:
Servono norme chiare e stabili che garantiscano un accesso equo e gratuito agli assorbenti almeno nei luoghi pubblici e nelle istituzioni educative.
È fondamentale riconoscere che questi prodotti sono beni essenziali.
Dovrebbe esistere un piano serio che sostenga la distribuzione gratuita e che aiuti aziende e iniziative a lavorare in questa direzione.
Avete già percepito l’impatto del progetto sulle persone?
Eleonora La Monica:
Sì, assolutamente.
Il tema è molto delicato e ogni persona reagisce in modo diverso.
Il corpo è qualcosa di estremamente personale e spesso le persone sentono il bisogno di proteggerlo o difenderlo.
Ma abbiamo capito una cosa molto importante: esiste un enorme bisogno di condivisione.
Le persone vogliono parlarne.
Oggi più che mai è necessario rendere il ciclo mestruale un tema pubblico, accendere la discussione e rompere il silenzio.
Per concludere: quali saranno i prossimi passi di F.L.Y.?
Eleonora La Monica:
Siamo in un momento di grande fermento.
Stiamo lavorando alla creazione di una rete di punti di distribuzione gratuita di assorbenti e stiamo lanciando nuovi progetti.
Tra questi:
FLY@School, dedicato alle scuole
FLY4Business, rivolto alle aziende
Grazie alla collaborazione con professionisti – psicologi, sessuologi, ostetriche e ginecologi – stiamo organizzando workshop informativi su educazione mestruale e salute.
Continuiamo inoltre a lavorare durante grandi eventi culturali e sui nostri canali di comunicazione per diffondere informazione e consapevolezza.
Siamo carichi.
📍 Per scoprire tutte le attività di F.L.Y. Free Like You https://www.instagram.com/fly.me_tracker/
visita il sito ufficiale del progetto.
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