Il maestro Alberto Manzi e la sua straordinaria attualità
Si stima che quasi un milione e mezzo di persone abbiano conseguito la licenza elementare grazie alle lezioni trasmesse dalla Rai tra il 1960 e il 1968 nell’ambito del programma Non è mai troppo tardi, condotto dal maestro e pedagogista Alberto Manzi.
Fu uno degli esperimenti di educazione per adulti più significativi mai realizzati, non solo in Italia, e rappresentò un pilastro nella lotta all’analfabetismo.
A prima vista, potrebbe sembrare un po’ retrò questo maestro in giacca e cravatta, protagonista di una televisione ancora in bianco e nero, tra lavagne, disegni e gessetti.
Eppure, quella straordinaria esperienza conserva oggi un’incredibile attualità e urgenza, come ci ricordano alcune recenti statistiche. Secondo l’Ocse, in Italia un adulto su tre, circa il 26%, è considerato analfabeta funzionale.
Cosa significa? Parliamo di persone capaci di leggere e scrivere ma che non riescono a comprendere testi complessi, non possiedono competenze digitali sufficienti e faticano a portare a termine compiti strutturati.
Chissà se oggi Alberto Manzi troverebbe nuove idee per istruire e coinvolgere questi cittadini, che rischiano di rimanere ai margini della vita sociale e civile. Tornerebbe in televisione? Oppure utilizzerebbe i moderni strumenti di comunicazione, come i social network?
Ma facciamo un passo indietro e raccontiamo meglio la sua storia.
Alberto Manzi nacque a Roma nel 1924. Fu tra i primi educatori a lavorare in carcere, prima di decidere di diventare maestro elementare.
In un’intervista a Roberto Farnè, affermava: «Soprattutto dopo l’esperienza della guerra, l’idea fissa che avevo era di aiutare i ragazzi, […] rinnovare un po’ la scuola, per cambiare certe cose che non mi piacevano».
Manzi fu anche ricercatore, scrittore (il suo romanzo più famoso è sicuramente Orzowei), formatore, non solo in Italia ma anche in Sud America, dove promosse un importante piano di scolarizzazione.
Conosciamo bene anche il suo impegno come divulgatore in radio e televisione, così come la sua passione per la politica, che lo portò a diventare sindaco di Pitigliano, il comune in cui risiedette negli ultimi anni della sua vita.
Manzi lasciò inoltre una preziosa raccolta di libri, documenti, materiali, appunti e fotografie, oggi custodita presso l’Archivio Centro Alberto Manzi, istituito dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna (www.centroalbertomanzi.it).
Perché parliamo ancora di questo straordinario maestro?
Nel 2024 sono iniziate le celebrazioni per il centenario della sua nascita, e anche noi vogliamo celebrarlo.
Abbiamo già avviato mostre, incontri nelle scuole e iniziative per far conoscere questa figura, culminando a maggio 2025 con la seconda edizione de Il Maggio dei Libri, promossa insieme al Municipio 2 e a Biblioteche di Roma. Gli eventi si terranno proprio nel quartiere in cui Alberto Manzi ha vissuto e lavorato.
A partire dai mesi di gennaio e febbraio, verranno donati alle scuole libri del maestro Manzi, grazie alla collaborazione con l’associazione LAAV per letture ad alta voce. Nei mesi di marzo e aprile, si terranno laboratori per i più piccoli organizzati da Cartastraccia. A maggio, infine, ci sarà un grande evento di restituzione.
Tra le iniziative spiccano la mostra al Mercato Trieste di via Chiana e un progetto speciale presso la scuola F.lli Bandiera, dove Manzi insegnò.
Una figura ancora tutta da scoprire: ironica, gentile, provocatoria, travolgente. Un maestro che continueremo a raccontarvi con grande piacere.

