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La danza senza limiti. Valeria Pomba ci racconta il suo Danzatore Insospettabile

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La danza senza limiti. Valeria Pomba ci racconta il suo Danzatore Insospettabile

 

Il progetto del Danzatore Insospettabile è nato come podcast dalla volontà di Valeria Pomba di raccontare storie particolari, quelle degli adulti che in mezzo al caos del quotidiano coltivano la passione per la danza nelle sue mille declinazioni possibili.
In un anno però il progetto di Valeria ha preso il largo, è uscito dai social arrivando in mezza Italia con i suoi workshop e culminando con “OPEN: a un passo da noi” la rassegna di Novembre, quando al Teatro Greco tantissimi gruppi di danzatori adulti hanno portato i loro sogni e le loro storie sul palco.
Non potevamo non fare quattro chiacchiere con chi ha dato il via a questo viaggio, facendoci raccontare da lei tutte le emozioni e le sfide del Danzatore Insospettabile.

Allora Valeria, partiamo dalla fine! Come è andata la rassegna? Lo sognavi dall’inizio o è stato uno sviluppo del progetto che non ti aspettavi?
La rassegna è andata bene, oltre le aspettative malgrado la normale paura degli imprevisti, che fortunatamente non ci sono stati.
Anche i feedback sono stati ottimi, chi ha partecipato ha sentito solo il bello della manifestazione e anche il pubblico è rimasto contento. Soprattutto si è percepito lo spirito, la gioia della danza senza pregiudizi.
Quando il progetto è nato, nell’autunno del 2021, io immaginavo solo il podcast, speravo che sarebbe cresciuto quello ma non mi ero messa in testa nient’altro.
Poi man mano, con i danzatori intervistati o conosciuti attraverso la community social, è cresciuta la volontà di incontrarci e sono così nati i workshop.
L’idea della rassegna, lo confesso, era nella mia wishlist per il Danzatore Insospettabile da gennaio scorso, ma più come sogno che come progetto concreto realizzabile entro il 2022.
Invece la rassegna è diventata realtà già a fine anno, e si è concretizzato negli stessi tempi anche un altro progetto che era in questa mia lista dei desideri: creare la prima compagnia nazionale di danzatori adulti non professionisti, la  DA/N Dance Company, composta da danzatori da varie parti d’Italia. La compagnia oggi è una bellissima realtà e si è esibita per la prima volta sul palco proprio in occasione della rassegna.

Quali reazioni ha avuto quando hai deciso di intraprendere questa avventura? Ci sono stati pareri negativi?
Il progetto del DA/N non è stato subito capito da tutti, così come il concetto in sé della danza per adulti; c’era dello scetticismo che un po’ ho sentito anche dentro me, per la paura del giudizio.
Nella danza come nella vita si dà più peso a ciò che si fa per professione che non alla passione, non è mai facile farsi guidare solo da questa.
Ma col tempo le cose sono cambiate, soprattutto perché pian piano mi sono resa conto di non essere sola nella mia strada.


Qual è il rapporto del tuo progetto con la danza professionista? Ho avuto modo di vivere in prima persona la collaborazione con Mary Garret, ma ci sono anche altri con cui hai avuto modo di parlare o da cui hai ricevuto feedback?
Ci sono due approcci diversi, da una parte quelli che hanno amato tutto il progetto da subito, insegnanti e ballerini che hanno supportato il DA/N  fin dalla sua nascita, dall’altra parte c’è invece chi ha mostrato più freddezza.
Ciò che frena è ancora il concetto un po’ elitario della danza, che si pensa vada portata avanti solo da chi ha fisico e tecnica perfetti, da chi lo fa per professione.
Fortunatamente, devo dire, per la maggior parte il progetto è apprezzato e condiviso.

C’è sicuramente ancora questa idea per cui la danza sia un mondo chiuso, in cui si entra da bambini e se non lo si fa si è perso un treno.
Verissimo per la professione, meno per la passione.
Il Danzatore Insospettabile nasce per questo, per i danzatori adulti, e con la rassegna abbiamo visto quante scuole di danza per adulti stiano man mano fiorendo e crescendo nel nostro paese.
Inizia a essere più facile approcciarsi a questa disciplina e a tutte le sue declinazioni anche da grandi, ma c’è differenza tra città e piccoli centri nelle possibilità che sono offerte?
Sicuramente è più facile trovare dei corsi nelle grandi città, ma allo stesso tempo ho scoperto realtà per adulti anche in paesini piccolissimi.
Può essere grazie alla sensibilità di insegnanti “illuminati” che decidono di aprirsi agli adulti, ma non solo.
Gli stessi adulti a volte hanno esigenza e voglia di provare.
Un esempio è quello dei genitori dei piccoli ballerini; ci sono casi in cui è proprio chi sostiene i bimbi nei loro percorsi, magari accompagnandoli a lezione, a chiedere alla scuola di attivare corsi per adulti, per scoprire o riscoprire una passione o semplicemente conoscere il mondo che tanto fa brillare gli occhi ai più piccoli.
La cosa bella che ho scoperto, parlando con i Danzatori Insospettabili, è che l’offerta a loro dedicata comprende stili sempre più variegati.
La danza classica è sicuramente l’ambito di studio e interesse prevalente, seguita dalla danza moderna ma, come gli stili, anche i sogni dei danzatori adulti sono tantissimi e vari.
Si vogliono provare cose nuove, mettersi in gioco con tipi di danze diverse, e pian piano l’offerta di corsi si sta allargando, per rispondere a desideri e bisogni di chi ama la danza in ogni sua declinazione.

Combattere i pregiudizi nella danza è uno degli scopi delle storie che il DA/N racconta e dei progetti che organizza, ma è un modo per combatterli anche nella vita quotidiana, secondo te?
Credo davvero di sì, perché ci si allena ad aprirsi a nuove prospettive partendo da un contesto molto rigido come quello della danza. Se si inizia a essere inclusivi in queste situazioni ci si abitua a diventarlo anche nella società e nella vita di tutti i giorni, e lo vedo anche grazie alle persone con cui porto avanti il progetto. È importante promuovere questa mentalità, diffonderla alla società, allargando anche il rapporto tra questa e la danza, che non è un mondo a sé ma può essere vissuto da tutti.

A proposito di società, la danza è un’arte che molto spesso sembra destinata solo a chi la pratica o la ama. Dovremmo forse andare oltre, includerla anche nei percorsi scolastici non professionalizzanti, dare il giusto peso al suo valore culturale?
Sì, alcune nozioni pratiche di danza potrebbero essere utili a tutti, a partire dai bimbi della primaria, soprattutto per imparare a conoscere il corpo e a muoverlo, esistono per fortuna sempre più  progetti in questa direzione.
Ma non è solo una questione di pratica, di attività strettamente fisica.
Anche a livello teorico sarebbe bello ci fosse un maggiore studio, attenzione e consapevolezza.
Non solo perché la danza ha una sua importanza storica e artistica come possono averlo la pittura o la scultura, ma anche per valorizzare il suo ruolo sociale.
La danza è convivialità, condivisione, e questo nei workshop lo vediamo tantissimo, facendo incontrare persone di età, culture e professioni diverse, accomunate dalla stessa passione.
Sono persone che in altre situazioni non avrebbero modo di conoscersi, semplicemente perché hanno vite diverse che difficilmente si incontrerebbero.
Invece il condividere la stessa passione permette l’incontro, l’amicizia.
Le relazioni che nascono grazie alla danza sono poi in grado di andare oltre, uscire dalle sale ed entrare nella quotidianità delle persone.
Diventano amicizia, affetto, percorsi di vita che si intrecciano.

Questo ricchissimo 2022 si sta per concludere, e la domanda nasce spontanea; quali sono i progetti 2023 del Da/N? Come continua la vostra storia?
Stiamo preparando tanti workshop, a partire da quello del 21-22 gennaio a Roma, a cui ne seguirà un altro a marzo.
A Maggio invece arriveremo a Milano per la prima volta e a Luglio avremo la seconda edizione del summer camp in Toscana.
A fine estate vorremmo invece portare il DA/N a Catania, arrivando anche al sud, per un incontro all’insegna della condivisione, che punta a unire danza e vacanza, per i danzatori e i loro familiari.
E poi chissà…

Come i ballerini, che cominciano dai passi più semplici il loro percorso di studio, anche il Danzatore Insospettabile è nato piano piano, crescendo grazie all’affetto e all’impegno di Valeria e delle persone che ha incontrato nel suo percorso.
Un primo anno di vita pienissimo che ha aperto il sipario su un mondo poco conosciuto pieno di vite e di storie.
Soprattutto pieno di sogni che sono usciti dai cassetti.
Non è sempre facile dedicare tempo ed energie alle proprie passioni, imprigionati nel vortice di vite che sembrano sempre troppo piene.
I Danzatori Insospettabili hanno il coraggio e la forza di provarci, e a Valeria va il merito di aver realizzato un punto d’incontro e di partenza per non lasciare nessun sognatore escluso.
Il nostro augurio è che questo sia solo l’inizio di una storia meravigliosa, per il DA/N e per tutti quelli che hanno deciso di non fermarsi ai no e ai pregiudizi.

“Ogni uomo dovrebbe danzare, per tutta la vita. Non essere ballerino, ma danzare”. (Rudolf Nureyev)

L’autrice della foto è Elisa Clementelli