Alberto Manzi in un’intervista all’Assessore Fabrizio Rufo
Alberto Manzi: Roma celebra il maestro nel centenario della nascita
Nel centenario della nascita di Alberto Manzi, maestro, pedagogista e scrittore, anche la città di Roma desidera ricordare uno degli educatori più importanti della storia italiana.
Manzi è entrato nella memoria collettiva soprattutto grazie al celebre programma televisivo “Non è mai troppo tardi”, trasmesso dalla Rai tra il 1960 e il 1968. Attraverso quella trasmissione, pensata per l’alfabetizzazione degli adulti, si stima che quasi un milione e mezzo di italiani riuscirono a ottenere la licenza elementare.
La sua opera educativa rappresentò uno dei pilastri nella lotta all’analfabetismo del dopoguerra e contribuì a costruire una nuova idea di scuola, aperta e inclusiva. Ancora oggi Alberto Manzi è considerato uno dei più importanti esperti di educazione degli adulti, non solo in Italia.
Eppure, nonostante la sua importanza storica, la figura del maestro Manzi resta per molti versi ancora da riscoprire.
Proprio per questo motivo il Municipio II di Roma Capitale, insieme all’Assessorato alla Cultura, al Centro Alberto Manzi e alle Biblioteche di Roma, ha deciso di promuovere una serie di iniziative che accompagneranno la città per tutto il 2025, anno dedicato alle celebrazioni del centenario.
In questo contesto proponiamo – con colpevole ritardo – un’intervista realizzata circa un anno fa alla persona che più di altri si è battuta per valorizzare la figura del grande educatore: Fabrizio Rufo, Assessore alla Cultura e ai Rapporti con l’Università del Municipio II di Roma Capitale.
Il rapporto tra Alberto Manzi e la città di Roma
Alberto Manzi visse e lavorò a Roma per molti anni, costruendo un rapporto speciale con la scuola Fratelli Bandiera dove insegnò. Cosa può dirci del legame tra questo educatore e la città di Roma?
Quello di Manzi con Roma è un rapporto molto stretto.
Pensiamo a un ragazzo trasteverino che si laurea alla Sapienza e poi vive gran parte della sua attività di maestro nella zona di Piazza Bologna, dove abita per buona parte della sua vita adulta.
È evidente quindi che sia la formazione sia il percorso lavorativo e intellettuale di Alberto Manzi siano profondamente legati alla città di Roma.
Roma non è soltanto lo sfondo della sua vita, ma il contesto in cui si sviluppa il suo pensiero educativo e pedagogico.
L’eredità educativa di Alberto Manzi
Perché ritiene così importante ricordare oggi questa figura? Qual è la sua attualità e quale eredità ci lascia?
Ricordare Alberto Manzi è fondamentale perché rappresenta un intellettuale e un educatore profondamente innovativo.
La sua opera educativa era sempre guidata da uno sguardo attento all’inclusività e all’equità nell’accesso alla formazione. Il suo metodo riusciva a coniugare rigore e innovazione pedagogica.
La sua eredità è particolarmente importante oggi.
Viviamo in un tempo complesso, nel quale spesso assistiamo a semplificazioni facili e a una progressiva trasformazione della formazione in una merce. Questo processo rischia di cambiare profondamente il significato della scuola e di produrre nuove forme di disuguaglianza.
L’insegnamento di Manzi ci ricorda invece che la scuola deve restare uno strumento di emancipazione sociale, capace di offrire opportunità reali a tutti.
Il valore del suo lavoro è riconosciuto anche da numerosi studi sull’educazione e sulla storia della televisione italiana, come ricorda anche l’enciclopedia Treccani nella voce dedicata al maestro Alberto Manzi
https://www.treccani.it/enciclopedia/alberto-manzi/
Le iniziative del centenario a Roma
Chi invita a partecipare alle iniziative dedicate ad Alberto Manzi organizzate a Roma?
Alberto Manzi è una figura intergenerazionale.
Quando abbiamo inaugurato la mostra dedicata a lui abbiamo visto molte persone adulte riconoscere immediatamente il suo volto e collegarlo alla straordinaria esperienza televisiva di Non è mai troppo tardi.
Ma le iniziative del centenario non sono rivolte solo a chi ha vissuto direttamente quella stagione.
Invitiamo tutti a partecipare:
gli adulti, gli anziani, ma anche ragazzi e bambini.
L’obiettivo è permettere alle nuove generazioni di scoprire questa figura e di ritrovare in lui un esempio di ciò che dovrebbe essere la scuola pubblica: uno spazio di emancipazione, equità e crescita collettiva.
Un maestro ancora da riscoprire
A cento anni dalla nascita, Alberto Manzi resta una figura fondamentale nella storia della cultura e dell’educazione italiana.
Il suo lavoro ha contribuito a cambiare il rapporto tra scuola, società e mezzi di comunicazione, dimostrando che l’istruzione può diventare uno strumento potente di trasformazione sociale.
Se vuoi approfondire la storia di questo straordinario educatore e il suo rapporto con la città di Roma, puoi leggere anche il nostro articolo dedicato alla vita di Alberto Manzi e ai luoghi romani legati alla sua storia, pubblicato su Il Talento di Roma. https://www.iltalentodiroma.com/2025/06/23/alberto-manzi-roma-luoghi-maestro/
Le iniziative del centenario rappresentano quindi non solo un’occasione per ricordare il passato, ma anche un invito a riflettere sul futuro della scuola e sul valore dell’educazione nella società contemporanea.

