Chiara Iammartino: scrivere è sempre stata la mia valvola di sfogo
Chiara Iammartino: “Scrivere è sempre stata la mia valvola di sfogo”
Dai Tre moschettieri a Pasolini, dalla scrittura di sera alla Roma che ama e non perdona: l’intervista a Chiara Iammartino una delle autrici de Il Talento di Roma che apre la rubrica dedicata agli autori iscritti all’associazione in questo countdown fino all’uscita del nuovo sito il 10 novembre.
Prima del libro, il lettore
Di solito un autore si racconta attraverso i suoi libri: la trama, la copertina, la data di uscita. Ma dietro ogni pagina stampata c’è un mestiere meno visibile, fatto di letture che restano addosso, di sere rubate al resto della vita, di idee scartate e di ossessioni che tornano. È di questo che abbiamo voluto parlare con Chiara Iammartino, autrice e lettrice appassionata: non della sua bibliografia, ma di quello che sta prima, cioè da dove viene la scintilla e cosa ha imparato dai libri degli altri.
Una lettrice che non sta ferma
Ne è uscito il ritratto di una persona curiosa, con un debole dichiarato per la cultura in tutte le sue forme. Il primo libro letto da sola è stato I tre moschettieri di Dumas, e si sente: adrenalina, avventura, voglia di partire. Scrivere, per lei, non è stata una decisione presa un giorno preciso, ma un gesto naturale, una valvola di sfogo che oggi convive con la lettura e se ne nutre.
Tre libri, un’eresia e un amore per Roma
Nelle sue risposte trovate un romanzo storico su Artemisia Gentileschi, la voce di Pasolini in Una vita violenta, un libro per ragazzi ormai fuori catalogo che le ha svelato il suo genere preferito, e anche una piccola eresia letteraria che farà discutere i fan di Harry Potter. C’è poi il suo rapporto con Roma, fatto di stradine, di Trastevere e di uno sguardo che non chiude gli occhi sui difetti della città, con un’osservazione su Venezia che non ci aspettavamo.
Scrivere quando tutti dormono
C’è infine il capitolo che riguarda tutti quelli che scrivono senza farne il loro unico lavoro: come si trova il tempo, e lo spazio mentale, per un libro? La risposta di Chiara è concreta, come il consiglio che dà a chi sta scrivendo il suo primo romanzo.
L’intervista
-Qual è il primo libro che ricordi di aver letto da solo, e cosa ti ha lasciato addosso?
I tre moschettieri di Alexandre Dumas. Mi ha lasciato una sensazione addosso di adrenalina pura e la voglia di partire all’avventura.
-C’è un momento preciso in cui hai capito che leggere non ti bastava più, che dovevi scrivere?
Non proprio. Mi è venuto naturale mettermi a scrivere. È sempre stata una valvola di sfogo.
-Che rapporto hai oggi tra lettura e scrittura: sono due gesti separati, o l’uno si nutre dell’altro mentre lavori a un libro?
Erano inizialmente due cose separate. Ora invece si legano perfettamente e si aiutano l’un l’altro. Per esempio trovo ispirazione nei libri, rielaboro certi concetti e li tengo per me.
-Cosa ti ispira davvero — una frase sentita per caso, un luogo, una persona, un’ossessione che torna sempre?
L’ossessione (o la passione) di nutrirmi di cultura. Sono una persona molto curiosa. E perciò tutto quello che rientra nel campo umanistico mi interessa molto.
-Qual è l’ultima cosa che ti ha emozionato leggendo, o scrivendo, qualcosa di tuo?
Proprio il mio libro. Rileggerlo stampato mi ha molto commosso.
-Tre libri che ti hanno cambiato la vita — e in che modo, se lo sai spiegare.
“Artemisia” di Alexandra Lapierre. Un romanzo storico su Artemisia Gentileschi e che mi ha fatto scoprire la bellezza della pittrice romana e la forza di rielaborare un trauma, e di riconoscere il perdono. “Una vita violenta” di Pasolini. Mi ha aperto il mondo ai pensieri pasoliniani e mi ha completamente stravolto il pensiero sulla società. “Will Shakespeare e la mappa dell’ignoto”, un libro fuori catalogo che vale la pena di essere letto, mi ha fatto capire quanto adoro i libri per ragazzi e che sono il mio genere preferito.
-Il libro che proprio non hai sopportato: quello che tutti amano e tu no, o quello che hai abbandonato a metà.
Harry Potter. Un grande classico. Ho apprezzato i film. Ma i libri mi sono dovuta forzare nel finirli.
-Che rapporto hai con Roma — è un personaggio dei tuoi libri, uno sfondo, un peso, un rifugio?
Se non ci fosse Venezia, per me, sarebbe la più bella del mondo. Le stradine, Trastevere, i punti più folkloristici li adoro. Ma ha anche grandi difetti ai quali non riesco a chiudere un occhio.
-Quanto è difficile, davvero, scrivere mentre si lavora, si vive, si fa tutto il resto? Come trovi lo spazio (mentale, prima ancora che fisico)?
Lo spazio lo si trova, perché lo si vuole trovare. Mi ci metto la sera a scrivere, quando tutti vanno a dormire e l’ispirazione prende il sopravvento.
-Se potessi dare un consiglio a chi sta scrivendo il suo primo libro adesso, cosa gli diresti?
Continuate. Prosciugate l’osso finché potete, usate tutte le idee, scartatele, abbiate dubbi, ma scrivete. Se vi fa stare bene, fatelo.
Una nota per chi legge
Grazie a Chiara per aver risposto con tanta franchezza e per aver condiviso le sue letture, i suoi dubbi e il suo consiglio a chi scrive. Se hai letto le sue risposte e hai voglia di confrontarti, di raccomandare un libro o di dirci quale classico non sei mai riuscito a finire, scrivici o commenta sui nostri canali: le interviste vivono anche delle vostre risposte.
Questa intervista fa parte della serie *Il Talento di Roma incontra i suoi autori, dieci domande rivolte a chi scrive e fa parte della nostra comunità. Se sei un autore e vuoi presentare il tuo libro, Una Piazza di Libri*, la rassegna letteraria diffusa del Municipio I, si tiene ogni weekend e ha ancora date disponibili nel mese di dicembre, soprattutto per chi non ha un distributore nazionale. Scrivi a Iltalentodiroma@gmail.com.
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Domande frequenti
Chi è Chiara Iammartino?
È un’autrice della comunità de Il Talento di Roma, che ha risposto alle dieci domande della serie Il Talento di Roma incontra i suoi autori. Il libro di esordio di Chiara è Scritti in Italia
Qual è il primo libro che Chiara Iammartino ricorda di aver letto?
I tre moschettieri di Alexandre Dumas.
Quali libri le hanno cambiato la vita?
Artemisia di Alexandra Lapierre, Una vita violenta di Pier Paolo Pasolini e Will Shakespeare e la mappa dell’ignoto.
Quando scrive Chiara Iammartino?
La sera, quando tutti vanno a dormire.
Che consiglio dà a chi scrive il primo libro?
Di continuare a scrivere, usare tutte le idee, scartarle, avere dubbi, ma non smettere.
Come presento il mio libro con Il Talento di Roma?
Scrivendo a info@iltalentodiroma.com

