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Edizioni il Lupo: 10 domande all’editore dell’Appennino e del trekking urbano a Roma

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Edizioni il Lupo: l’editore che insegna a camminare, dall’Appennino alle periferie di Roma

Prima intervista della serie “10 domande alle case editrici del Pass Editore”: tra una guida sulle cime oltre i 2000 metri, un libro sulle terme mai nato e una copertina che ha fatto litigare, la storia di una casa editrice di Ladispoli che ha portato lo spirito della montagna in mezzo alla città.

Una casa editrice che si riconosce dal rumore degli scarponi

Ci sono editori che si riconoscono da una collana, altri da una copertina, altri ancora da un autore che ha fatto rumore. Edizioni il Lupo si riconosce dal rumore degli scarponi. Nasce a Ladispoli nel 1993, con un’idea che allora sembrava di nicchia e che col tempo è diventata un punto di riferimento: mappe e guide escursionistiche dell’Appennino, pensate per chi la montagna la attraversa davvero, a piedi, in mountain bike, con gli sci, con la roccia sotto le mani.

Dal Terminillo al Gran Sasso, dalla Toscana alla Calabria, il Lupo si è fatto una reputazione da specialista, con un catalogo che tiene insieme guide, cartografia, manualistica e letteratura di montagna. Chi cammina sull’Appennino, prima o poi, ha in tasca una sua mappa.

Poi, nel 2014, è successa una cosa che a prima vista sembrerebbe un’eccezione e invece è coerenza pura: il Lupo ha pubblicato un volume di trekking urbano a Roma. Perché la filosofia della casa editrice non è mai stata soltanto la montagna, ma il movimento lento, l’unico che permette di apprezzare davvero la bellezza di un luogo, che sia una cresta dell’Appennino o una scalinata di periferia. A raccontare quel movimento, in città, è da anni Carlo Coronati, romano di origine e di vita, ex maestro elementare, autore di quasi venti guide e oggi anche il volto della casa editrice alle presentazioni.

Il 19 settembre: Una Piazza di Libri comincia camminando

Non è un caso, allora, che la terza edizione di Una Piazza di Libri – “Portati una sedia!” abbia trovato nel Lupo il suo battesimo. Il 19 settembre la rassegna letteraria diffusa de Il Talento di Roma è partita con un trekking urbano a Monteverde, a piedi tra strade, scorci e storie del quartiere, e con la presentazione della nuova guida Roma, guida errante nella bellezza nascosta.

Una rassegna che porta i libri nelle piazze, con ingresso gratuito e una visita guidata prima di ogni presentazione, ha scelto di cominciare con un libro che si legge camminando. Un modo per dire che la cultura, a Roma, si fa anche all’aperto, e che una guida può essere un invito a uscire di casa e a guardare la propria città con occhi nuovi.

Roma, guida errante nella bellezza nascosta

Il libro è il quarto di Coronati dedicato al trekking urbano e prosegue un percorso che l’autore porta avanti da tredici anni. Raccoglie 13 percorsi, a piedi o in bicicletta, tutti all’interno del Grande Raccordo Anulare: una Roma lontana dai sentieri battuti, fatta di periferie, borghetti, parchi, scalinate e street art. Le fotografie sono di Filippo Pompili, e il volume, che costa 20 euro (ISBN 9791281596115), è in libreria da metà settembre.

È una guida per chi la Roma delle cartoline l’ha già vista e ha voglia di scoprire quella che non si concede al primo sguardo: la Roma plurale, fatta di tante città, identità e atmosfere diverse. E se a un certo punto il lettore abbandona il percorso suggerito e si lascia guidare dalla curiosità, tanto meglio: sarà diventato un vero flâneur.

Dieci domande, raccontate

Per la prima intervista della serie dedicata alle case editrici del Pass Editore abbiamo fatto al Lupo le nostre dieci domande, quelle sul mestiere: come si sceglie un libro, come si litiga su una copertina, quante copie devono vendersi perché i conti tornino. Ne è uscito il ritratto di un editore che sa esattamente cosa vuole pubblicare e, soprattutto, cosa non pubblicherebbe mai. Ecco cosa ci ha raccontato.

Sette giorni per dire sì

Il primo libro che l’editore ricorda è I 2000 dell’Appennino, proposto da Alberto Osti Guerrazzi nel 2002. Ci ha messo sette giorni a dire di sì: era, spiega, un libro «fondamentale per la casa editrice», scritto da un cultore dell’Appennino che era anche alpinista. E lo ripubblicherebbe senza esitazioni, tanto che a ventidue anni di distanza è uscito per la terza volta, ampliato e aggiornato con altri cinque collaboratori.

È un manuale con schede e mappe per salire tutte le cime dell’Appennino che superano i 2000 metri, dalla Toscana alla Calabria, promosso dal Club 2000, l’associazione di appassionati che amano confrontarsi con queste sfide escursionistiche.

Il libro sfuggito: Terme e Trekking

Ogni editore ha il suo libro che non è mai nato. Per il Lupo è T&T, cioè Terme e Trekking: una guida che avrebbe dovuto raccontare il modo più attuale di frequentare la montagna. Agli escursionisti piace godersi la fatica, ma anche premiarsi con una giornata di relax alle terme. L’idea era proporre luoghi in cui terme e sentieri fossero gemellati, nell’Appennino Centrale, con tutte le informazioni utili. Purtroppo non è arrivato l’autore, o l’autrice, giusto per un progetto «al quale credevo molto».

Cosa succede a un manoscritto il lunedì mattina

Per chi scrive, questa è forse la risposta più utile. Per il Lupo, la prima selezione è semplice, perché la materia è precisa: montagna e natura, quindi guide, temi ambientali, letteratura di montagna. Se il testo non c’entra, l’editore ringrazia e respinge la proposta, e magari suggerisce a chi rivolgersi. Altrimenti prende tempo, chiede all’autore un ragionevole tempo di attesa e fa una lettura veloce, per capire i contenuti e quanto l’autore sia disposto a modificare il suo progetto.

In caso positivo si ricontatta l’autore, si concordano i tempi di realizzazione, lo si informa sui diritti d’autore e gli si invia una bozza di contratto editoriale.

La copertina del litigio

Ogni casa editrice ha una copertina su cui si è discusso, e quella del Lupo è quella di Negli occhi di chi guarda, pubblicato circa un anno fa. L’editore non credeva nella copertina in bianco e nero, che a suo giudizio si allontanava troppo dalla filosofia di immagine della casa editrice, e avrebbe voluto la parola Roma più in evidenza, per avvicinarsi allo stile dei libri di trekking urbano.

La foto era bellissima, riconosce, ma poteva essere migliorata. Alla fine ha vinto l’autore che, anche per motivi di amicizia, ha insistito per tenere la copertina così com’è. Senza rancore, ma con un rimpianto: «Avrei preferito un confronto più aperto».

Quante copie servono perché i conti tornino

Sui numeri il Lupo è molto chiaro, e per chi sta pensando di pubblicare è un’ottima lezione di realismo:

  • Tiratura: mai sotto le 500 copie, spesso mille come base, in passato anche 2000.
  • Pareggio: con 1000 copie stampate, i conti tornano a 300-350 copie vendute.
  • Obiettivi: 350 copie il primo anno, 600 entro il secondo, 800 il terzo, e il libro esaurito in cinque anni.

E poi una precisazione di filosofia: niente 100 copie in digitale da vendere alle presentazioni. «Un libro è un progetto che deve andare oltre le potenzialità dell’autore nelle presentazioni».

Il libro da mettere in mano a un lettore sconosciuto

Se entra in libreria un lettore che non li conosce, l’editore non disturba chi si aggira fra scaffali che non sono i suoi. Ma se lo vede curioso di trekking o di letteratura di montagna, gli propone Cosa ci salva da un terremoto, scritto da un autore piemontese: il diario di viaggio sul Cammino delle terre mutate, quelle del terremoto dell’Aquila e di Amatrice.

La frase con cui lo presenterebbe parla di «un libro importante e toccante», scritto con grande attenzione sulla sofferenza e sulla voglia di rinascita di chi ha sofferto, ma anche un libro per chi non ha vissuto scosse in senso fisico, «perché i terremoti della vita sono tanti e ognuno può e deve trovare la voglia di ricostruire».

Il libro che meritava di più (e l’ha scritto lui)

La risposta più sincera è forse questa: il libro del catalogo che meritava di più l’ha scritto proprio l’editore. Si intitola Tutto quello che avreste voluto sapere sull’escursionismo… ma nessuno vi ha mai detto: un libretto ironico, pieno di suggerimenti divertenti e di vignette graffianti disegnate da un amico. Si aspettava più successo. Forse ha pesato il formato piccolo, in bianco e nero, che fa sparire il libro sugli scaffali. Forse il fatto che tutti pensano di sapere già tutto. O forse, scherza, il fatto che i montanari sono poco inclini all’ironia e all’autoironia.

Si vende bene, però, quando è sul banco, dove la gente lo vede e si incuriosisce. Doveva far parte della collana Fuori rotta, insieme a Cosa ci salva da un terremoto, e l’idea era raccoglierne almeno tre in un cofanetto per valorizzarli di più.

Il libro che non pubblicherebbe mai

Nemmeno se gli garantissero che vende. Per il Lupo i libri fuori dalla filosofia della casa editrice, cioè ambiente, natura, viaggio, manualistica, restano fuori. Quando hanno pubblicato un libro storico, racconta, è finito nel posto sbagliato in molte librerie. Ma c’è una ragione più profonda: un editore, sostiene, deve sposare una filosofia e un modo di sentire legato alla propria cultura e al suo modo di partecipare alla vita collettiva. «Un editore è un portatore di idee, un convinto e a volte velleitario promotore di cultura».

Una sede a Ladispoli, non a Roma

Che differenza fa avere sede a Ladispoli, e non a Roma? Meno di quanto si pensi. Il Lupo è lì da molti anni e non ne risente: le librerie che rifornisce direttamente sono seguite da un delegato, e c’è una rete di negozi outdoor riforniti in prima persona. L’unico rimpianto è quello di una sede a Roma che avrebbe attirato qualche passante in più, disposto a comprare solo per il gusto di entrare.

Per le presentazioni, invece, nessun problema: il frontman Carlo Coronati è sempre disponibile a seguire gli autori a Roma e dintorni, ed è «la persona più adatta e disponibile a introdurli».

E lui cosa legge?

In questo momento l’editore legge La vita anteriore di Raffaele Simone, pubblicato da Laterza: il libro di un linguista che aveva già incontrato nei suoi studi di pedagogia. È un racconto storico e appassionato sulla generazione degli anni Quaranta e Cinquanta e sui cambiamenti culturali a cavallo tra Sessanta e Settanta, dove narrazione e memoria si intrecciano in forma autobiografica. Fra i temi, il ruolo delle donne in continua trasformazione e il «come eravamo» che porta fino alla tecnologia. E la domanda, che resta aperta: migliorati?

L’intervista

Il primo libro che avete pubblicato: chi ve l’ha portato, quanto ci avete messo a dire sì, e oggi lo ripubblichereste?

La guida I 2000 dell’Appennino, proposta da Alberto Osti Guerazzi nel 2002. Ho impiegato sette giorni a dire di sì: era un libro fondamentale per la casa editrice, scritto da un cultore dell’Appennino e alpinista.

Lo ripubblicherei, e infatti a distanza di 22 anni è uscito per la terza volta, in versione ampliata e aggiornata, insieme ad altri cinque collaboratori di Osti Guerrazzi. È un manuale con schede e mappe per salire tutte le cime dell’Appennino che superano i 2000 metri, dalla Toscana alla Calabria. Viene promosso dal Club 2000, un’associazione di appassionati che amano confrontarsi con queste sfide escursionistiche.

  • C’è un libro che avreste voluto pubblicare e vi è sfuggito. Quale, e come è andata?

Un libro che avrei voluto pubblicare è T&T, cioè Terme e Trekking: una guida che avrebbe dovuto essere la sintesi del modo più attuale di frequentare le montagne. Agli escursionisti piace godersi la montagna e la fatica, ma anche premiarsi con una giornata di relax alle terme.

Il libro avrebbe dovuto contenere una serie di suggerimenti di luoghi dove terme (con relative informazioni e specifiche) e trekking fossero gemellati, nell’Appennino Centrale. Non sono riuscito a trovare l’autore o l’autrice giusti, che volessero impegnarsi in un progetto al quale credevo molto.

  • Arriva un manoscritto non richiesto, lunedì mattina. Raccontate cosa gli succede materialmente, passaggio per passaggio, fino al sì o al no.

Per noi è molto facile fare una prima selezione, perché trattiamo da sempre una materia specifica: la montagna e la natura. Principalmente guide, ma anche temi ambientali e letteratura di montagna. Se il testo non c’entra, ringrazio e respingo la proposta, o magari do dei suggerimenti su dove indirizzarsi.

Altrimenti prendo un po’ di tempo, chiedendo all’autore un ragionevole tempo di attesa, e approfondisco il tema con una lettura veloce per valutare i contenuti e i margini di aggiustamento che l’autore vuole concedere al suo progetto. In caso positivo l’autore viene ricontattato: concordiamo i tempi di realizzazione, lo informo sui diritti d’autore spettanti e gli invio una bozza di contratto editoriale.

  • Una copertina su cui avete litigato. Chi voleva cosa, e chi ha vinto.

Una copertina contrastata è stata quella di Negli occhi di chi guarda, pubblicato circa un anno fa. Io non credevo nella copertina in bianco e nero, che si distanziava troppo dalla filosofia di immagine della nostra casa editrice. Avrei anche voluto che la parola Roma fosse più evidente, per avvicinarsi allo stile dei libri di trekking urbano che ho pubblicato.

La foto di copertina era indubbiamente bella, ma questi accorgimenti potevano migliorarla. Alla fine ha vinto l’autore che, anche per motivi di amicizia, ha insistito per ottenere la copertina così com’è. Avrei preferito un confronto più aperto.

  • Quante copie deve vendere un vostro libro perché i conti tornino? Se il numero vi sembra impubblicabile, dite pure perché.

Dipende molto da quanto credo nel progetto e da quante copie penso di stampare. Normalmente non stampiamo mai sotto le 500 copie; spesso mille copie sono la nostra base, e una volta stampavo anche attorno alle 2000.

Se prendiamo come riferimento una stampa di 1000 copie, i conti vanno in pareggio a 300-350 copie vendute. Ma non si lavora per il pareggio: le mie aspettative sono 350 copie vendute il primo anno, 600 entro il secondo, 800 il terzo, ed esaurire il libro in cinque anni. Non lavoro per pubblicare 100 copie in digitale e venderle alle presentazioni: non è nella nostra filosofia. Un libro è un progetto che deve andare oltre le potenzialità dell’autore nelle presentazioni.

  • Entra in libreria un lettore che non vi conosce. Quale vostro libro gli mettete in mano, e con che frase?

Dipende molto da quale settore della libreria si trova. Sicuramente non disturberei chi si aggira in settori che non sono i nostri di riferimento editoriale. Se lo vedessi interessato alla manualistica di trekking o alla letteratura di montagna, senza invadere le sue scelte e la sua autonoma consultazione, gli proporrei Cosa ci salva da un terremoto, scritto da un autore piemontese: il diario di viaggio sul Cammino delle terre mutate, quelle del terremoto dell’Aquila e di Amatrice.

Glielo suggerirei così: «Si tratta di un libro importante e toccante, scritto con grande attenzione e sensibilità sulla sofferenza e la voglia di rinascita di chi ha sofferto e ancora non rivede la luce. Ma anche un libro su chi non ha vissuto scosse telluriche in senso fisico, perché i terremoti della vita sono tanti e ognuno può e deve trovare la voglia di ricostruire».

  • Il libro del vostro catalogo che meritava di più. Che cosa non ha funzionato — il libro, il momento, o voi?

Il libro che poteva meritare di più è stato scritto proprio da me: Tutto quello che avreste voluto sapere sull’escursionismo… ma nessuno vi ha mai detto. È un libretto ironico, con un’infinità di suggerimenti scritti in modo divertente e vignette graffianti realizzate da un mio amico disegnatore. Pensavo a un successo maggiore. Forse il formato piccolo in bianco e nero, che fa sparire il libro negli scaffali, ha influito negativamente. Oppure il fatto che tutti pensano di sapere già tutto e non hanno bisogno di un pamphlet così. O ancora che i montanari sono poco inclini all’ironia e all’autoironia.

Si vende bene se posto sul banco, dove la gente lo vede e si incuriosisce. Doveva far parte di una collana intitolata Fuori rotta, insieme al già citato Cosa ci salva da un terremoto. La collana doveva continuare e, riunendo almeno tre di questi libretti in un cofanetto, sarebbero stati più valorizzati.

  • Un libro che non pubblichereste mai, nemmeno se vi garantissero che vende

Come già detto, i libri fuori dalla nostra filosofia di ambiente, natura, viaggio, manualistica. Per esperienza, quando abbiamo pubblicato un libro storico è stato messo a scaffale nel posto sbagliato in molte librerie. Credo che un editore debba sposare una sua filosofia e un modo di sentire legato alla propria cultura e alle proprie inclinazioni, in una frase, al suo modo di partecipare alla vita collettiva.

Non pubblicherei mai un libro che non aderisca ai miei princìpi etici e culturali, anche avendo la garanzia di venderlo. Un editore è un portatore di idee, un convinto e a volte velleitario promotore di cultura, che non deve distanziarsi dal proprio sentire.

  • Che differenza fa, nel lavoro di tutti i giorni, avere sede a Roma (o non averla)? Distribuzione, librai, presentazioni: dove si sente e dove no.

La sede è a Ladispoli da molti anni e non risente del fatto di non essere a Roma. I rapporti con i librai li tiene un nostro delegato, che segue le librerie che riforniamo direttamente noi e non il distributore. Abbiamo anche rapporti commerciali con vari negozi outdoor, che riforniamo direttamente. Una sede a Roma avrebbe favorito un passaggio di persone che, solo per il gusto di venire nella sede fisica, avrebbero acquistato direttamente lì. Per le presentazioni non ci sono problemi: il nostro frontman Carlo Coronati è sempre disponibile a seguire gli autori a Roma o nei paraggi, ed è la persona più adatta e disponibile a introdurli.

  • Cosa state leggendo adesso, pubblicato da qualcun altro?

La vita anteriore di Raffaele Simone, pubblicato da Laterza. È il libro di un linguista che avevo già incrociato nei miei studi di pedagogia: un libro storico e appassionato sulla generazione degli anni Quaranta e Cinquanta, che ricorda con attenzione e scrupolo la vita di quegli anni e i grandi cambiamenti culturali a cavallo tra i Sessanta e i Settanta.

Narrazione e memoria si intrecciano in forma autobiografica per raccontare questo turbine incessante di sconvolgimenti di usi e costumi, che hanno investito anche la politica e la società. C’è il ruolo delle donne in continua trasformazione, il “come eravamo” e come siamo diventati, anche con la tecnologia. Migliorati?

Una nota per chi legge

Grazie a Edizioni il Lupo per la franchezza: raccontare i libri sfuggiti, quelli che meritavano di più e il litigio su una copertina non è scontato, e dà la misura di come lavora una casa editrice indipendente. Se hai letto l’intervista e vuoi conoscere meglio il catalogo, la guida di Coronati è in libreria; e se vuoi camminare con l’autore, segui Una Piazza di Libri e le visite guidate prima delle presentazioni.

Questa è la prima intervista della serie “10 domande alle case editrici del Pass Editore”. Il Pass Editore è il programma de Il Talento di Roma per le case editrici indipendenti: ti fa entrare nel nostro calendario di rassegne, gruppi di lettura e presentazioni, ti fa raccontare sul sito e sui canali social, e include la partecipazione a Fogli(e) in Fiera. Se sei un editore e vuoi essere il prossimo a rispondere, iscriviti dalla pagina dedicata o scrivi a info@iltalentodiroma.com

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Il Talento di Roma: leggi, scopri, partecipa, condividi!

 

Domande frequenti

Chi sono Edizioni il Lupo?

Edizioni il Lupo è una casa editrice con sede a Ladispoli, nata nel 1993 e specializzata in guide e mappe escursionistiche dell’Appennino. Pubblica guide, manualistica, letteratura di montagna e trekking urbano a Roma.

Dove ha sede Edizioni il Lupo?

A Ladispoli, in provincia di Roma. I rapporti con le librerie sono seguiti da un delegato, e la casa editrice rifornisce direttamente anche vari negozi outdoor.

Che cos’è Roma, guida errante nella bellezza nascosta?

È la nuova guida di trekking urbano di Carlo Coronati, pubblicata da Edizioni il Lupo: 13 percorsi a piedi o in bicicletta, tutti dentro il Grande Raccordo Anulare, tra periferie, borghetti, parchi, scalinate e street art. Costa 20 euro, ISBN 9791281596115, con le fotografie di Filippo Pompili.

Chi è Carlo Coronati?

È l’autore delle guide di trekking urbano de Il Lupo e la voce della casa editrice alle presentazioni. Roma, guida errante nella bellezza nascosta è il suo quarto libro dedicato al trekking urbano.

Che cos’è Una Piazza di Libri?

È la rassegna letteraria diffusa de Il Talento di Roma, giunta alla terza edizione: dal 19 settembre al 29 novembre 2026, il sabato e la domenica pomeriggio, in 11 piazze del Municipio I, con ingresso gratuito e visita guidata gratuita prima di ogni presentazione. Edizioni il Lupo l’ha inaugurata il 19 settembre con un trekking urbano a Monteverde e la presentazione della guida di Coronati.

Quante copie stampa Edizioni il Lupo e quante ne deve vendere un libro?

Di norma non stampa mai meno di 500 copie e parte spesso da mille. Con una tiratura di 1000 copie il pareggio arriva a 300-350 copie vendute; l’obiettivo è arrivare a 350 nel primo anno, 600 entro il secondo e 800 il terzo, fino a esaurire il libro in cinque anni.

Come propongo un manoscritto a Edizioni il Lupo?

La casa editrice tratta montagna, natura, viaggio e manualistica. Se il tuo testo rientra in questi ambiti, viene letto e, in caso positivo, l’autore viene ricontattato per concordare tempi, diritti d’autore e una bozza di contratto. Se non c’entra, arriva comunque un riscontro con qualche suggerimento su dove proporlo.

Che cos’è il Pass Editore?

È il programma di adesione de Il Talento di Roma per le case editrici indipendenti: un modo per essere raccontati, presentati e promossi nel calendario di eventi, sul sito e sui canali dell’associazione.

Come promuove le case editrici il Pass Editore?

Le case editrici entrano in un calendario di 81 occasioni tra rassegne, gruppi di lettura, workshop e visite guidate letterarie (tra cui Una Piazza di Libri, Salotto Indipendente e Roma tra le pagine), possono raccontare i propri libri in tre progetti digitali (Roma tra le pagine, Progetto Memoria e il Calendario dell’Avvento del Natale di Roma) e sono intervistate sul sito con formati come questo, “Dieci domande a…”.

La partecipazione a Fogli(e) in Fiera, la festa dell’editoria indipendente, è inclusa. Per altre informazioni ecco il link alla pagina dedicata

In breve

  • Chi: Edizioni il Lupo, casa editrice di Ladispoli specializzata in guide e mappe dell’Appennino, nata nel 1993.
  • Cosa è successo il 19 settembre: il Lupo ha aperto la terza edizione di Una Piazza di Libri con un trekking urbano a Monteverde e la presentazione di Roma, guida errante nella bellezza nascosta.
  • Il libro: 13 trekking urbani dentro il GRA, di Carlo Coronati, con le fotografie di Filippo Pompili. 20 euro, ISBN 9791281596115.