
La misura del vento di Nicola De Cilia a Roma tra le pagine
Martedì 1 dicembre 2026, dalle 19:00 alle 20:30, Roma tra le pagine, il bookclub storico di Il Talento di Roma APS, legge La misura del vento di Nicola De Cilia (Exòrma, 2026). L’incontro si tiene alla Libreria Sinestetica, Viale Tirreno [civico], a Roma Montesacro. L’ingresso è gratuito su prenotazione a iltalentodiroma@gmail.com.
L’incontro
Un uomo in fuga dalla propria vita, il vento delle Highlands, una fattoria scozzese dove due anziani tengono insieme quel che resta di una famiglia. Roma tra le pagine chiude il 2026 con un romanzo di paesaggio e di legami, appena uscito per una casa editrice romana.
Il libro
La misura del vento, Nicola De Cilia, Exòrma, collana quisiscrivemale, 2026, 17 euro. [link alla scheda Exòrma]
Dopo il fallimento di un matrimonio e un amore giovane troncato con le proprie mani, Fausto parte per la Scozia. Cammina tra le gole dei Cairngorm e i silenzi dell’isola di Mull, cercando nella montagna una misura per il tempo che passa. In una fattoria di Craigie incontra Geoffrey e Maureen, anziani coniugi provati dai lutti e con nipoti fragili da accudire.
Il vento, qui, non cancella le tracce: le sposta e le riporta alla luce. E il paesaggio non fa da sfondo, ma diventa un personaggio. Fausto scoprirà che la libertà non sta nella fuga e che anche ciò che sembra spezzato può trovare una forma nuova.
L’autore
Nicola De Cilia è nato a Treviso, dove vive e insegna. Storico collaboratore de «Lo Straniero», scrive su «Gli asini». Tra i suoi libri, Pedagogia della palla ovale. Un viaggio nell’Italia del rugby.
La casa editrice
Exòrma è una casa editrice indipendente nata a Roma nel 2009 da Orfeo Pagnani e Maura Sassara, dopo anni di lavoro come agenzia di editing e progettazione editoriale. Il nome viene da un verbo greco che significa mollare gli ormeggi: il viaggio, reale o immaginario, è il filo del catalogo.
Le collane principali sono due: Scritti Traversi, dedicata ai luoghi e ai viaggi, dal reportage al romanzo-saggio, e quisiscrivemale, narrativa che rifiuta l’omologazione dello “scritto bene”.
Perché lo leggiamo
Perché è un romanzo di viaggio nel senso più profondo, pubblicato da una casa editrice che del viaggio ha fatto il proprio nome. E perché a fine anno è bello chiedersi insieme che cosa, davvero, si può ancora ricostruire.

