
Tutto imparammo dell’amore: Renato Minore alla Libreria Koob
Giovedì 14 maggio alle 18:30, la Libreria Koob di Roma ospita Renato Minore per la presentazione di Tutto imparammo dell’amore, raccolta di poesie uscita nel novembre 2025 per La nave di Teseo. L’incontro è parte della Festa della Lettura 2026.
Nel panorama delle librerie indipendenti romane, Libreria Koob continua a rappresentare uno spazio in cui la poesia trova una dimensione di ascolto rara, capace di mettere in relazione autore e pubblico in un contesto raccolto, attento alla parola e ai suoi tempi. Una libreria che negli anni ha dato spazio a incontri in cui la letteratura non è solo racconto, ma esperienza, riflessione e attraversamento.
È qui che, giovedì 14 maggio 2026 alle ore 18:30, si terrà la presentazione di Tutto imparammo dall’amore, il nuovo libro di Renato Minore, pubblicato da La nave di Teseo.https://lanavediteseo.eu/
L’evento rientra nel programma della Festa della Lettura 2026 del II Municipio organizzata da Il Talento di Roma, con il patrocinio del Municipio II, contribuendo a un calendario che attraversa la città attraverso linguaggi diversi, tra narrativa, saggistica e poesia. Festa della lettura
Con Tutto imparammo dall’amore, Renato Minore propone una raccolta in cui la memoria diventa materia viva, non come esercizio nostalgico, ma come spazio di attraversamento. I testi si muovono in una dimensione in cui il passato non viene giudicato né archiviato, ma riletto, accolto, riportato alla superficie.
Uno degli elementi più evidenti della raccolta è una forma di leggerezza che attraversa i versi. Non una leggerezza evasiva, ma una modalità di sguardo: una capacità di avvicinarsi al reale senza irrigidirlo, di restituirlo senza appesantirlo. Anche quando la memoria riporta alla luce elementi dolorosi o incompiuti, la scrittura mantiene un equilibrio che evita il risentimento, lasciando spazio a una forma di comprensione.
La memoria, in questo contesto, non assume la funzione di tribunale. Non serve a stabilire responsabilità o a definire colpe, ma diventa un luogo di rielaborazione. Ciò che è stato viene osservato nella sua complessità, insieme a ciò che non è stato, a ciò che è rimasto in sospeso. Il passato non è chiuso, ma continua a muoversi, a influenzare il presente.
La scrittura lavora spesso per sottrazione. I versi non cercano l’enfasi, ma si costruiscono attraverso piccoli spostamenti, accostamenti, variazioni minime che producono effetti di senso. L’ironia è presente, ma in una forma lieve, che non rompe il tono generale, ma lo accompagna. Anche il linguaggio riflette questa scelta: diminutivi, ripetizioni, cantilene che restituiscono una dimensione quasi orale, intima.
Uno dei nuclei centrali della raccolta è il rapporto tra parola e limite. Il linguaggio viene continuamente interrogato nella sua capacità di dire, di nominare, di trattenere ciò che sfugge. La consapevolezza della sua insufficienza non diventa un ostacolo, ma parte del processo poetico. Ciò che non può essere pienamente espresso trova comunque una forma, anche parziale, anche frammentaria.
Accanto a questo, emerge una riflessione sul tempo. Il passato non è separato dal presente, ma lo attraversa, lo modifica. I ricordi non sono elementi statici, ma esperienze che continuano a trasformarsi, a cambiare significato. La nostalgia, in questo senso, non paralizza, ma diventa uno strumento di riemersione, un modo per riportare alla luce ciò che è stato e ciò che avrebbe potuto essere.
Il titolo stesso, Tutto imparammo dall’amore, introduce una chiave di lettura che attraversa l’intera raccolta. L’amore non è qui inteso come sentimento univoco, ma come principio che include anche il dolore, la mancanza, la perdita. Tutto ciò che è stato vissuto, anche nelle sue forme più difficili, viene ricondotto a questa origine.
Il lavoro di Renato Minore si inserisce in un percorso ampio, che lo vede attivo come poeta, critico e studioso. Una voce riconoscibile nel panorama letterario italiano, capace di tenere insieme riflessione teorica e pratica della scrittura, costruendo nel tempo un dialogo continuo con la tradizione e con il presente.
Durante la presentazione alla Libreria Koob, l’incontro offrirà l’occasione per entrare nel libro, attraversarne i temi e ascoltare la voce dell’autore. Un momento che, per la natura stessa della raccolta, si configura come uno spazio di ascolto più che di esposizione, in cui la parola poetica trova una dimensione condivisa.
All’interno della Festa della Lettura 2026 del II Municipio organizzata da Il Talento di Roma, con il patrocinio del Municipio II, questo appuntamento si inserisce tra quelli dedicati alla poesia, contribuendo a costruire un programma che mantiene aperto il dialogo tra linguaggi e forme diverse della scrittura.
Un titolo da Emily Dickinson
Il titolo della raccolta richiama la poesia omonima di Emily Dickinson. Il verbo al passato remoto annuncia una dichiarazione che il libro attraversa per intero: l’amore come luogo in cui si impara a riconoscere se stessi e il mondo, spesso attraverso la ferita.
Intimità familiare e paesaggio del mondo
La raccolta oscilla tra l’intimità familiare e lo sguardo sulla storia, con testi che alludono alla tragedia di Gaza, alla violenza dei droni, alla fragilità dei corpi e dei legami. Il registro è quello della poesia breve, per frammenti, attraversata da un’ironia sottile. Minore dichiara una vulnerabilità consapevole: il poeta si lascia interrogare dai propri dubbi sul senso della scrittura stessa.
Renato Minore
Abruzzese d’origine, Renato Minore vive a Roma da oltre quarant’anni. È stato critico letterario del Messaggero, ha insegnato all’Università di Roma e alla Luiss. Ha vinto il premio Viareggio per O caro pensiero e il premio Flaiano per Il gioco delle ombre. Ha pubblicato biografie di Leopardi e Rimbaud, entrambe premiate. Il volume conta 85 pagine e costa 18 euro.

