Festa della Resistenza

La Mostra della Festa della Resistenza di Roma 2026

1946-2026: alle nostre madri e ai nostri padri costituenti

Testaccio, Mattatoio — 23–26 aprile 2026

Il progetto culturale che attraversa Roma

E lo fa attraverso volti, luoghi e una memoria che continua a parlare nel presente…

La Mostra della Festa della Resistenza di Roma 2026 è il progetto espositivo che Il Talento di Roma porta al Mattatoio di Testaccio nel quadro della IV edizione della Festa della Resistenza, promossa da Roma Capitale dal 23 al 26 aprile 2026. La curatela è di Chiara Mazza, le opere sono di Gianluca Manna, i testi sono bilingui — italiano e inglese.

Nel quadro delle celebrazioni per la Liberazione dell’Italia dal giogo nazifascista, la mostra si propone come un dispositivo narrativo e simbolico capace di restituire memoria e presenza a storie che appartengono al fondamento stesso della nostra identità repubblicana. Le opere di Gianluca Manna fermano i protagonisti della Resistenza in un tempo sospeso, trasformandoli in figure iconiche: corpi e volti sottratti al fluire della storia, cristallizzati nell’istante in cui la vita è stata interrotta con violenza, ma proprio per questo restituiti a una dimensione di permanenza e testimonianza.

Un atto civile, non solo un omaggio

Undici pannelli per riconoscere una radice viva

La mostra non è un tributo distante. È un invito a riconoscere nella memoria della Resistenza una radice ancora capace di interrogare il presente e orientare lo sguardo delle istituzioni e della comunità verso i valori di libertà, dignità e responsabilità condivisa.

In questa immobilità densa di significato si innesta un dialogo cromatico potente, in cui i richiami alla terra — nelle sue tonalità calde, materiche, profonde — evocano insieme la mortalità e l’appartenenza. È la terra come origine e come destino, ma anche come spazio da difendere, da liberare, da riconquistare. Un richiamo identitario che si fa collettivo, nazionale, e che riattualizza il senso stesso della lotta contro l’oppressione e l’invasione.

Testaccio, la città come palinsesto

Perché il Mattatoio, perché questo quartiere

La Festa della Resistenza attraversa Roma come una memoria attiva, radicata nei luoghi e nelle vite che l’hanno costruita. Non è una celebrazione distante, ma un’esperienza che riporta al presente storie, gesti e scelte che continuano a interrogarci.

Nel quartiere Testaccio — spazio popolare e profondamente urbano — questa memoria si rinnova e prende forma tra strade, piazze e corpi. La Resistenza emerge come pratica collettiva, fatta di relazioni, responsabilità e partecipazione. Non solo passato, ma energia che continua a generare senso, consapevolezza e posizione nel presente.

La scelta del Mattatoio di Testaccio come sede della mostra non è casuale: è la stessa “Cittadella della Resistenza” che Roma Capitale ha eletto a cuore della IV edizione della Festa, a pochi passi da Porta San Paolo, dove tra il 9 e il 10 settembre 1943 esplose la prima reazione organizzata contro l’occupante nazista e prese forma l’alba del Movimento di Liberazione Nazionale.

Le undici presenze della mostra

Figure e luoghi che tengono insieme la memoria della città

Ogni pannello è accompagnato da un testo breve, in italiano e in inglese, pensato per essere letto in piedi, tra un evento e l’altro del Mattatoio. Insieme, i dieci pannelli restituiscono una Resistenza che è rete prima ancora che azione.

Le figure

  1. Carla Capponi — Partigiana, protagonista. Attraversa una città occupata senza accettarne le regole. In lei la Resistenza non è racconto, ma pratica quotidiana, fatta di coraggio e lucidità. Con lei, Roma smette di subire e torna a scegliere.
  2. Giorgio Labò — Giovane, colto, parte della città che sceglie di non restare a guardare. Attraversa Roma in clandestinità. Arrestato e torturato, non tradisce. In lui la Resistenza diventa scelta individuale, fragile e potentissima.
  3. Iole Mancini — Attraversa la Resistenza con discrezione e determinazione. Nella rete clandestina, ogni gesto conta: trasportare, collegare, proteggere. La sua storia restituisce una Resistenza diffusa, fatta di corpi, relazioni, fiducia.
  4. Luce Romoli — Parte di quella trama invisibile che tiene insieme la Resistenza. Non è il gesto eclatante a definirla, ma la continuità dell’impegno. Una Roma che non si arrende, che costruisce legami anche sotto pressione.
  5. Settimia Spizzichino — Dal Ghetto di Roma ad Auschwitz. Sopravvive dove quasi nessuno torna, portando con sé una memoria che non può essere dimenticata. Attraverso di lei, Roma riconosce la propria responsabilità e la propria storia.
  6. Teresa Gullace — Non un simbolo costruito, una presenza reale. Una donna che cerca il marito e si trova di fronte alla violenza dell’occupazione. Il suo corpo cade, ma il gesto resta. È la Resistenza che nasce dalla vita quotidiana.

I luoghi, i fatti

  1. Fosse Ardeatine — Una ferita aperta nella pietra e nella memoria. Trecentotrentacinque vite spezzate. Il silenzio di questo luogo non è vuoto: è presenza, responsabilità, memoria condivisa.
  2. Palazzo Braschi — Nel cuore monumentale di Roma, durante l’occupazione diventa un luogo oscuro dove la città perde la sua voce. Anche in questi spazi chiusi, la Resistenza non si spegne: si contrae, si nasconde, continua.
  3. Rivolta del pane — Le donne scendono in strada, davanti ai forni, chiedendo ciò che manca: pane, vita, dignità. Un gesto collettivo che rompe la paura. La Resistenza prende forma anche così: nella fame che diventa rivendicazione.
  4. Via Rasella — Un punto di rottura. L’azione partigiana colpisce nel cuore della presenza nazista, trasformando una strada in evento storico. Roma smette di essere solo occupata e torna a essere campo di azione.
  5. Via Tasso — Il luogo della repressione sistematica. Celle, interrogatori, violenza. Ma anche qui emergono resistenze invisibili, silenzi che non si rompono, identità che non cedono. Roma non dimentica ciò che è accaduto tra queste mura.

Dentro il programma di Roma Capitale

Oltre cento appuntamenti, quattro giorni, un’unica trama

La mostra de Il Talento di Roma si inserisce nel programma della IV edizione della Festa della Resistenza, a cura di Silvia Barbagallo, che per il 2026 conta oltre cento appuntamenti quasi totalmente a ingresso libero e gratuito fra lectio, presentazioni, teatro, proiezioni, musica, mostre e percorsi.

L’edizione 2026 connette idealmente le celebrazioni per l’81° Anniversario della Liberazione all’indissolubile traguardo degli 80 anni dell’Assemblea Costituente, con un omaggio speciale alle 21 Madri Costituenti. Alcuni spazi del Mattatoio sono intitolati a figure chiave — Tina Anselmi, Adele Bei, Nilde Iotti, Lina Merlin, Teresa Noce, Piero Calamandrei e Sandro Pertini — trasformando il complesso in una vera e propria “Cittadella della Resistenza”.

La manifestazione è promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con il Municipio Roma I e il Municipio Roma XII, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, l’Istituzione Biblioteche di Roma e una rete ampia di partner istituzionali e culturali.

Un progetto che dialoga con la città

Il Talento di Roma, la memoria, il presente

Per Il Talento di Roma, la Mostra della Festa della Resistenza di Roma 2026 rappresenta un tassello coerente con la vocazione dell’associazione: raccontare Roma come organismo vivo, pulsante e in continua trasformazione, dando voce alle sue storie fondative attraverso un linguaggio accessibile e profondamente umano.

Se il Calendario dell’Avvento del Natale di Roma celebra il compleanno della città all’alba del 21 aprile, e il Pigiama Party per Roma trasforma il Gianicolo in luogo di comunità, questa mostra estende lo stesso sguardo a un’altra data fondativa: il 25 aprile, la festa che da ottant’anni tiene insieme la Repubblica.

Un progetto che, come gli altri de Il Talento di Roma, cresce con Roma e la accompagna nel cambiamento.

Informazioni pratiche

  • Dove: Mattatoio, Piazza Orazio Giustiniani — Testaccio, Roma
  • Quando: 23–26 aprile 2026
  • Ingresso: libero e gratuito, fino a esaurimento posti
  • A cura di: Chiara Mazza — Il Talento di Roma APS
  • Opere di: Gianluca Manna
  • Testi: italiano e inglese

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